“Delocalizziamo il Porto di Salerno”, le proposte de “La Nostra Libertà”

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“Delocalizziamo il Porto di Salerno” è  stato il tema dell’incontro con la stampa che si è tenuto sabato 28 aprile in via Petrone, nel corso del quale l’associazione La Nostra Libertà ha illustrati ai cittadini ed agli organi di informazione i motivi della proposta e le prossime iniziative pubbliche e istituzionali. La trasformazione urbana impone una visione organica, sociale, nell’identità.

Salerno, al netto delle improbabili Luci invernali e della inutile cementificazione, ha solo nel mare il suo destino. Un destino, da sempre, tradito. Un anno fa presentammo le nostre proposte programmatiche per la città del mare. Nel corso di tutti i successivi consigli comunali è stato espressamente richiesto al Sindaco di attivarsi per il nuovo porto di Salerno.

DIFENDIAMO IL PORTO, LIBERIAMO SALERNO.

IL TEMPO DELLE SCELTE

ll Porto di Salerno è eccellenza produttiva che dà il pane a tante famiglie. Così, però, non può crescere. E se non cresce, muore. Non ha una rotaia né il retroporto, blocca la Porta Ovest, paralizza il viadotto Gatto, impone la perforazione della montagna per gli enormi tir, violenterà il mare con un dragaggio improbabile. Il Porto, oggi, sfregia la città.

Un antico progetto immaginava il Grande Porto dopo Pontecagnano. Delocalizzare il Porto significa infrastrutture d’avanguardia, le rotaie, la grande area retroportuale, spazi di stazionamento e di servizi, collegamenti con la metropolitana, con l’autostrada, e finalmente con l’aeroporto.

Delocalizzare il Porto commerciale significa far rinascere la Città del Mare. Finalmente il viadotto Gatto sarà libero, i turisti saliranno in galleria con funicolari leggere. Ci sarà la grande spiaggia, gli antichi bagni di Salerno, come a Positano e Capri; i centri di esposizione del nostro commercio, la nautica da diporto, la valorizzazione dell’Olivieri, il mare tra le due costiere.

Si può, perché per Marina d’Arechi ci son voluti pochi mesi. Si deve, come fu per l’Università e per l’Ospedale, e come sarà per il nuovo Ruggi, immaginare il futuro.

La Nostra Libertà ha proposto in Consiglio Comunale la delocalizzazione del Porto di Salerno. Un progetto concreto e di grande respiro, in sinergia tra pubblico e privato,  per  attingere   ai finanziamenti pubblici ed europei. Per la città del Mare, per il Porto di Salerno, per tanto lavoro vero per i nostri giovani.        

I PROBLEMI

Il porto di Salerno, iscritto nella I classe della II categoria dei Porti marittimi nazionali, presenta delle forti e preoccupanti criticità. Il quadrilatero turistico marittimo viadotto gatto, porta ovest, dragaggio e stazione marittima, potrebbe rappresentare una vera e propria l’implosione del Porto di Salerno. Quattro criticità. Che bloccano il porto, che bloccano la città.

 

IL DRAGAGGIO

Il dragaggio è indispensabile per le navi commerciali, che richiedono pescaggi fino a 14 metri. L’intervento prevede l’abbassamento dell’attuale fondale da 8 a 11 mt e da 11,50 a 17 mt, con escavo in alcuni punti rocciosi per oltre 5 mt, oltre a quello del canale di accesso al porto.

Più di uno studio ha consegnato allarme per il dragaggio in zone centrali e rocciose, già sottoposte a sollecitazione geologica. La Yasmina, solo scivolando sulla sabbia, faceva tremare gli edifici.

RAM settembre 2016 che “il dragaggio in aree costiere può avere implicazioni sulle spiagge”, e uno studio dell’Università di Padova, del Prof. Ing. Piero Ruol del 2013, riferisce che “la rimozione dei sedimenti può cambiare la stabilità del pendio o causare l’erosione del terreno di bonifica”.

E’ il caso del porto di Salerno, qui la perforazione della Porta Ovest ha determinato guasti ambientali. In Commissione Trasparenza fu accertato che società autostrade è in causa con Autorità Portuale per i danni causati dai lavori di traforo di Porta Ovest al viadotto Olivieri, e che il Viadotto Gatto necessità di verifica strutturale, e vi furono crolli di calcinacci dal ponte di via Risorgimento.

 

LA PORTA OVEST 

Le cronache giudiziarie, civili e penali, hanno consegnato 15 anni di guasti, crolli, interruzioni, fallimenti. Ma anche di forte allarme per le vibrazioni a Canalone e per i viadotti. Oggi tutto è fermo. Si lavorerà, forse, solo per il drenaggio delle acque. E’ stato eliminata la rotatoria da via Gatto, rendendo inutile il traforo. Che, lo sanno tutti, non verrà mai completato. Sarebbe possibile invece convertire e realizzare il progetto con dimensionamenti inferiori, dunque non per il transito pericoloso dei grandi tir, ma solo per auto, cabinovie e funicolari.

 

IL NUOVO PORTO 

Trent’anni fa fu progettato il Porto Isola in litoranea. Recentemente il PTCP del 2012 della Provincia prevedeva la delocalizzazione del Porto Commerciale tra Battipaglia ed Eboli e il Porto di Salerno convertito a funzioni turistiche. Oggi le nuove tecnologie consentono, come per Marina d’Arechi, pochi mesi di lavori.

IL VIADOTTO GATTO 

La Commissione Trasparenza accertò la necessità della verifica strutturale, oggi in essere. Oggi però il problema della viabilità è di ordine pubblico perché nemmeno un’ambulanza può transitare, e l’accavallamento tra Autorità Portuale e Comune di Salerno produce solo malgoverno, per cui occorre l’intervento del Prefetto che adotti urgenti misure: 

– bloccare il transito dei Tir sull’ex statale 18 che collega Vietri a Salerno;

– programmare gli accessi al porto, per i Tir soltanto fino alle ore 8,00 di mattina;

– impedire la sosta dei Tir in via Ligea, con stazionamento esclusivamente nell’area Portuale. 

 

LE INIZIATIVE PUBBLICHE E ISTITUZIONALI

Lettera aperta

Ai Sindaci di Salerno, di Pontecagnano e di Eboli, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione Campania; al Presidente dell’Autorità Portuale, agli operatori privati, alle associazioni di categoria.

Palazzo di Città

Interrogazione e interpellanza in Consiglio Comunale. Richiesta di discussione all’ordine del giorno nelle commissioni consiliari competenti.

Iniziative Pubbliche

Concorso di idee con il coinvolgimento dell’Ordine degli Architetti di Salerno. Mostre fotografiche della Salerno turistica degli anni sessanta. Pubblici dibattiti e convegni con le categorie produttive e gli attori pubblici, privati, istituzionali.

 

Petizione Popolare

La gente di Salerno sia partecipe e protagonista del suo destino, e delle sue tradizioni. La petizione potrà essere sottoscritta tutti i giorni dalle 8,30 alle 13,30 presso la sede dell’associazione La Nostra Libertà in via Lucio Petrone 69, o presso la sede del gruppo consiliare al Comune di Salerno, e in occasione delle manifestazioni pubbliche che La Nostra Libertà organizzerà per il progetto La Città del Mare. Può aderirsi alla petizione popolare anche cliccando “mi piace” sull’apposito link nella pagina facebook “Delocalizziamo il Porto di Salerno”.

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10 COMMENTI

  1. Mi sembra un sogno molto utopistico. Come potranno i sindaci di Pontecagnano, Battipaglia, Eboli accettare che si realizzi un porto commerciale prospiciente ai loro litorali, quando essi stessi hanno di recente stipulato accordi sulla vocazione turistica da assegnare a quelle aree e sulla loro valorizzazione con insediamenti balneari e strutture similari.?
    Come si fa inoltre, ai fini dei lavori da effettuare, ad assimilare un porto turistico quale il Marina di Arechi ad un porto commerciale che richiede ben altri sviluppi di banchine, infrastrutture e fondali?
    Stanno emergendo gli errori progettuali posti alla base della Porta Ovest. Speriamo che non resti una incompiuta e almeno venga aperta per consentire qualche forma di traffico di alleggerimento. Per il resto va ripreso un’antica idea progettuale consistente nel realizzare un varco ferroviario e uno rstradale verso l’agro nocerino-sarnese.

  2. Egr.avv.Cammarota ma la copertura finanziaria per la delocalizzazione del porto commerciale arriverà dalla Cina? O stiamo parlando di un sogno? Perché non parla con l’ing.Spirito dell’autorità portuale?

  3. Ahhhhhh fra dieci anni Salerno porto turistico napoli porto commerciale solo questa potrebbe essere una soluzione il resto chiacchiere di incompetenti

  4. Anche un peto è l’occasione per denigrare Napoli.
    Ma vi rendete ridicoli da soli.
    La vostra voglia di riscatto dimostra il senso di inferiorità del quale siete vittime.
    Pensate a voi rispetto a voi stessi e vivrete meglio e con la dignità che oggi dimostrate di non avere.

  5. Ne abbiamo già discusso anni ed è stata fatta una scelta.
    Basta !
    Sempre le stesse cose.
    Come l’aeroporto di Capodichino, quello è, dentro la città. Abbiamo visto che fine a fatto Malpensa, 80 Km dal centro di Milano, tutti vogliono sbarcare a Linate. E Malpensa chiuderà prima o poi e così ringrazieremo B.Craxi

  6. Per allungare di 2Km la pista per far ”decollare” l’aeroporto stanno impiegando tra i 5 ed i 10 anni, per fare quanto proposto dall’Avv. Cammarota basterà il millennio?????

  7. Anonimo NA,

    Ormai dai i numeri, dove si è parlato di Napoli? ma sopratutto, quando ci torni? rimanendoci ovviamente.

  8. passi le giornate ad aspettare che la parola Napoli figuri in qualche post per dare vita ai tuoi sproloqui deliranti. Sei messo male, molto male. Peggio del viadotto Gatto.

  9. Il mio quesito di stamani all’avv. Cammarota su quale tipo di configurazione darebbe al nuovo porto commerciale e sui tempi e costi ipotizzati per realizzarlo, unitamente alla destrutturazione dello scalo attuale e al ripristino di spiagge e insediamenti balneari, non ha avuto seguito. Forse si tratta di argomenti poco graditi e quindi da ignorare?

  10. Ma qualcuno ha fatto dei seri conti per verificare quanto costerebbe una simile operazione
    (costruzione in altro sito di un nuovo porto attrezzato con tutti i servizi di banchina e le infrastrutture necessarie oltre alla demolizione del vecchio scalo e il ripristino di spiagge e quant’altro)?
    E quali sarebbero i tempi di realizzazione?

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