Cia Salerno: la Castanicoltura salernitana è in ginocchio

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La rassegnazione e la rabbia dei produttori di castagne davanti all’ennesima perdita della produzione.

Ancora un anno senza produzione, una nuova beffa per i castanicoltori salernitani -sostiene il Presidente della Cia di Salerno, Gaetano Pascariello- le imprese della Campania, dove si concentra gran parte della produzione nazionale, non riusciranno a raccogliere che il 30% della produzione stimata, contrariamente a frettolose comunicazioni fatte da soggetti poco conoscitori del territorio, relative a presunte produzioni eccezionali di castagne.

Diverse le cause di questa ennesima crisi. Nel Cilento le gelate primaverili hanno lasciato il segno, infatti a causa della mancata impollinazione la produzione è crollata dell’80%. Nei Picentini e negli Alburni fino a poche settimane fa c’era euforia perché dopo 10 anni di scarso raccolto finalmente si prospettava una buona produzione, purtroppo le forte raffiche di vento del 25 e 26 settembre u.s. hanno fatto cadere a terra i frutti non ancora maturi danneggiando i raccolti dal 30 al 90% a seconda delle zone..

Un ulteriore problema, oltre alle avverse condizioni meteo, è la presenza di nuovo fungo Gnomoniopsis Discula Pascoe che ha attaccato i castagneti salernitani, generando il marciume del frutto.

 

La richiesta della calamità sarebbe un ulteriore beffa per gli agricoltori, in quanto non è possibile dimostrare una PLV nell’ultimo triennio.

Ad aggravare la situazione è l’immissione nel nostro mercato di castagne provenienti da Albania, Grecia, Spagna e Portogallo, che stanno facendo crollare il già fragile mercato interno.

C’è forte preoccupazione-sostiene il presidente Pascariello- per questa nuova crisi che rischia di amplificare l’abbandono dei castagneti con serie ripercussioni sul territorio e sulla sostenibilità dell’agricoltura salenitana.

La Cia chiede un tavolo di lavoro per programmare una serie di strategie da mettere comunque in campo per la difesa settore castanicolo e per la tracciabilità del prodotto nonché di prevedere una modifica dei protocolli amministrativi per la richiesta delle calamità naturali sul castagno per consentire alle aziende di accedere ad un parziale ristoro.

La CIA é vicina a tutti i suoi associati ed é pronta a recepire tutte le istanze del territorio per la tutela del comparto.

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