Operaio rischia di perdere occhio, tragedia sfiorata al Porto di Salerno

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Nuovo incidente al porto di Salerno. La denuncia arriva da Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale. “Siamo alle solite. Nella giornata di sabato un operaio dello scalo cittadino è stato costretto a bloccare la propria attività per una scheggia che, per poco, non l’ha colpito all’occhio destro. Qualche centimetro in più e ora staremmo parlando di altro”, ha spiegato Vicinanza.

L’esponente della Cisal da tempo denuncia le condizioni di sicurezza all’interno del porto di Salerno, dove nell’ultimo anno si sono registrati molti incidenti, alcuni di cui sfociati in tragedia con il decesso dei lavoratori.

“Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma forse le priorità si stanno perdendo di vista. La sicurezza e la salute degli operai vengono prima di ogni discorso relativo ai lavori di dragaggio del porto o l’arrivo dei finanziamenti da parte del Governo”, ha spiegato Vicinanza.

“La struttura non ha defibrillatori e le ambulanze all’interno del porto sono attrezzate alla meno peggio. A questo punto sarebbe giusto capire come viene svolta la formazione sulla sicurezza. Non si può lavorare e ritrovarsi con una scheggia a poca distanza di un occhio, ma in che Paese viviamo? E’ tutto inaccettabile”.

Infine l’ennesimo appello: “Stavolta non siamo finiti in prima pagina perché, fortunatamente, non c’è il morto. Tuttavia, mi auguro che le istituzioni, il prefetto di Salerno e i parlamentari del territorio si diano da fare per risolvere questo problema. Serve sensibilizzare gli imprenditori del settore e chi si occupa della gestione del porto. Puntare sulla sicurezza significa avere rispetto nei confronti di chi “vive” la struttura garantendo lavoro e professionalità”.

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3 COMMENTI

  1. Gli spazi sono angusti, possibilità di manovra nulle o quasi, viabilità approssimativa e pericolosissima, mezzi antiquati, formazione e prevenzione zero, camion che cade in acqua! Questo credo sia il quadro esatto di un luogo dove già il lavoro, normalmente, è ad alto rischio. Quando cominceranno i sindacati a chiedere la delocalizzazione per ottenere un porto moderno dotato di spazi ampi e non angusti, con viabilità normale e mezzi di sicurezza idonei? Oltre, ovviamente, a pretendere dalle imprese formazione e informazione con corsi adeguati e non scritti solo sulla carta.

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