Rifiuta di praticare aborto terapeutico: medico licenziato in Campania

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
0
Stampa
Un ginecologo di Giugliano in Campania (Napoli) è stato licenziato dalla Asl per omissione di assistenza.

Il medico, come riportato da Repubblica, si è rifiutato di prestare soccorso a una donna alla 18esima settimana di gravidanza: non ha eseguito un aborto terapeutico in quanto obiettore di coscienza. La paziente, che ha rischiato la vita, è stata salvata dall’intervento di un collega, non di turno, avvisato da un’ostetrica del pronto soccorso.

La donna in pronto soccorso – L’episodio è avvenuto la notte tra il 30 giugno e il 1 luglio. La donna, arrivata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano in gravissime condizioni, era in travaglio e, avendo già espulso il feto privo di attività cardiaca, doveva essere portata immediatamente in sala parto. Ma il medico di guardia, appunto un obiettore, disse di non poter intervenire.

A risolvere la situazione ci ha pensato un’ostetrica chiamando un altro medico il quale, però, non era di turno nè reperibile ma è stato costretto a precipitarsi in ospedale una volta capito che qualsiasi ulteriore perdita di tempo sarebbe stata fatale. A nulla, infatti, era servito spiegare all’ostetrica che il medico presente in pronto soccorso era obbligato a intervenire. Perché questi semplicemente non ne aveva alcuna intenzione.

L’intervento della Asl – E’ stato quindi il dottore arrivato di corsa da casa a operare la donna, salvandole la vita, e, successivamente, a informare dell’accaduto i vertici della Asl di Napoli. I quali hanno stabilito la sanzione più severa possibile per il ginecologo che ha rifiutato l’intervento: licenziamento immediato. Come spiegato dalla direttrice sanitaria dell’Azienda, infatti, “la giustificazione addotta dallo specialista di guardia inadempiente non è stata ritenuta valida” ha detto Virginia Scafarto.

Impossibile appellarsi all’obiezione – L’aborto farmacologico era in fase avanzata, motivo per il quale il medico non poteva appellarsi all’obiezione: semplicemente doveva occuparsi dell’emergenza. L’obiezione di coscienza, infatti, esenta sì dal praticare l’aborto ma non consente di essere esonerati dal dovere di legge di prestare assistenza.

Fonte TgCom.it

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.