Botte alla moglie, Cassazione: “Non abituali”, non è maltrattamento

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
1
Stampa
Tra le singole condotte, che non devono essere sporadiche, ci deve essere un raccordo che dimostri “il consapevole perseverare nella lesione della dignità della vittima”.

E’ quando afferma la Corte di Cassazione,  VI sezione penale, nella sentenza n. 6129/2019, chiamata a giudicare il ricorso di un uomo condannato per aver maltrattato la moglie con minacce e percosse.

Secondo il ricorrente, il giudice della Corte d’Appello aveva infatti trascurato la brevità della durata della condotta in proporzione a un matrimonio durato 14 anni, poi conclusosi con una istanza di separazione omologata consensuale a seguito della quale la donna aveva continuato a convivere con il marito. Lo scrive Affaritaliani.it

Come riportato dal sito dello Studio Cataldi, a firma Lucia Izzo, gli Ermellini nella sentenza hanno ricordato che l’elemento oggettivo del delitto maltrattamenti in famiglia “è integrato dal compimento di più atti, delittuosi o meno, di natura vessatoria che determinano sofferenze fisiche o morali, realizzati in momenti successivi”.

Non è quindi necessario che tali atti avvengano in un tempo prolungato, ma è sufficiente la loro ripetizione, anche se in un limitato contesto temporale: data la natura abituale del reato, non rileva la circostanza che, durante lo stesso periodo, la condotta dell’imputato sia stata, in alcune fasi, corretta (cfr Cass n. 6724/2017).

Quanto al dolo, nel delitto di maltrattamenti in famiglia è sufficiente la coscienza e la volontà di persistere in “un ‘attività vessatoria già attuata in precedenza e idonea a ledere la personalità della vittima”.

Nel caso di specie, la Corte territoriale ha ricostruito le condotte materiali dell’imputato valutando adeguatamente la spontaneità, costanza, specificità e assenza di intrinseche contraddizioni nelle dichiarazioni della persona offesa e nei riscontri alle stesse offerti ad esempio foto che mostravano escoriazioni ed ecchimosi, un referto medico, sms inviati dall’imputato, dichiarazioni del fratello della vittima che le aveva prestato assistenza in occasione di aggressione, nonché una parziale ammissione dello stesso imputato in relazione a delle minacce.

Maltrattamenti in famiglia: va provata l’abitualità

Tuttavia, secondo la Cassazione la motivazione della sentenza impugnata risulta carente in relazione alla prova dell’abitualità delle condotte, requisito necessario per la sussistenza del reato di maltrattamenti.

Le condotte, precisa la Corte, per essere abituali non devono essere sporadiche: dalla sentenza impugnata, invece, si ricava che in circa un anno sono stati 3 gli episodi integranti la condotta materiale ascritta all’imputato, temporalmente fra loro non distanti, ma neanche propriamente contigui.

Nella motivazione della sentenza impugnata, evidenzia la Corte, manca un’argomentazione che raccordi puntualmente le singole condotte, individuando esplicitamente un atteggiamento volitivoche non si risolva in manifestazioni, seppur ripetute, di contingente aggressività, ma comprovi il consapevole perseverare in condotte lesive della dignità della persona offesa (cfr. Cass. n. 25183/2012).

La sentenza impugnata va quindi annullata con rinvio per un nuovo giudizio, per  effettuare un’analisi delle cause che, di caso in caso, hanno prodotto la violenza nel periodo di tempo preso in esame nell’imputazione.

Fonte Affaritaliani.it

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

1 COMMENTO

  1. ma ancora credete nella giustizia? che significa abituale: ogni giorno, ogni ora, seguendo il calendario appeso al frigo dove sono riportati i giorni in cui dare le botte alla moglie?
    cita la corte le percosse non devono essere sporadiche per essere considerate reato, siamo al ridicolo,ma da questi uomini c’è da aspettarsi questo ed altro.
    speriamo che capiti alle loro figlie, vedremo che sentenza emetteranno.

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.