Zone vulnerabili ai nitrati, Regione a supporto del comparto bufalino

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Con delibera di Giunta adottata quest’oggi, la Regione Campania ha deciso di dotarsi, entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto deliberativo sul Burc, di un “Programma straordinario per l’adeguamento impiantistico-ambientale a supporto del comparto bufalino in Campania” nell’ambito degli interventi finalizzati all’applicazione del “Programma d’azione per le zone vulnerabili ai nitrati” della Regione Campania, che recepisce la Direttiva in materia dell’Unione Europea.

In particolare, il “Programma d’azione’, attualmente in fase di aggiornamento, prevede per le aziende zootecniche l’obbligo di porre in essere le soluzioni più idonee per il trattamento e la valorizzazione agronomica degli effluenti zootecnici, vale a dire le deiezioni del bestiame, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento da nitrati delle acque superficiali e profonde dei terreni agricoli.

“In seguito alla forte espansione registrata nell’ultimo ventennio dal comparto bufalino – spiega Franco Alfieri, consigliere del Presidente De Luca per le politiche, agricole, alimentari e forestali, caccia e pesca – sono aumentati considerevolmente i reflui degli allevamenti. Poiché ben il 90 per cento del patrimonio bufalino e delle imprese trasformatrici della DOP Mozzarella di Bufala Campana ricade proprio nelle ‘Zone Vulnerabili ai nitrati di origine agricola’, per questi operatori scattano gli obblighi previsti dal Programma d’azione”.

“Con questa delibera – sottolinea Alfieri – la Regione mette in campo, per la prima volta, strumenti finanziari per supportare il comparto bufalino a dotarsi della nuova impiantistica necessaria per risolvere definitivamente il problema dei reflui zootecnici.

In pratica, favoriremo la realizzazione di impianti collettivi anche con il ricorso a forme di partenariato pubblico-privato compatibili con la disciplina degli aiuti di Stato. Si tratta di una soluzione ottimale che evita alla singola azienda di affrontare investimenti non sostenibili dal punto di vita economico-finanziario nelle attuali condizioni di mercato”.

“Gli impianti collettivi – conclude il consigliere del Presidente – dovranno essere tecnologicamente avanzati, ad elevata efficienza e rispettosi dell’ambiente. In più, cosa importante, saranno in grado di produrre energia e compost di qualità da utilizzare per aumentare la fertilità dei suoli.

Insomma, grazie al provvedimento approvato oggi, l’azoto da minaccia è destinato a trasformarsi una vera e propria risorsa per la zootecnia della Campania e i suoi territori”.

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