Salerno: tre grattacieli al posto della ex Marzotto Progetto in commissione

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Tre fabbricati da 18 piani ciascuno. Veri e propri grattacieli per Salerno che supera i record cittadini: se fossero realizzati, sarebbero gli edifici più alti della città.

Siamo nell’area dell’ex Marzotto, recentemente acquisita dagli imprenditori Rainone e Postiglione. Lo scrive il quotidiano Le Cronache.

Il primo noto in città per la realizzazione del Crescent e tra non molto anche della mega piazza di Santa Teresa. Ora nell’area dove un tempo nasceva uno stabilimento industriale (gli ex lavoratori combattono ancora per vedersi riconoscere i benefici per l’esposizione all’amianto), ora nascerà un nuovo parco residenziale. A pochi passi da Parco Arbostella e dalle Torri di via Allende.

Insomma, in un’area già abbastanza piena di abitazioni, molte delle quali rimaste ancora invendute. Ieri mattina il progetto è passato al vaglio della commissione urbanistica per una presa d’atto.

Tra dubbi e perplessità, la commissione (alla presenza del dirigente Davide Pelosio) ha dato il suo prima via libera. Poi il progetto approderà in giunta ed infine – come molti prevedono – anche in Consiglio comunale.

Le prime perplessità sono quelle del consigliere comunale d’opposizione Gianpaolo Lambiase. In particolare, l’assenza del pubblico nella pianificazion del Puc di quell’area, la scelta di realizzare palazzoni non in linea con le altre costruzioni della zona ed una variante dell’asse stradale che modificherebbe sostanzialmente la viabilità della zona.

«Ciò – spiega Lambiase – comporta una vera e propria variante al Puc in quanto lo spostamento incide sia sull’assetto viario generale che sulla qualità delle aree standard».

Fonte Le Cronache in edicola venerdì 21 giugno 2019

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16 COMMENTI

  1. Salerno dal dopoguerra ad oggi già è stata deturpata da palazzi brutti e uno addosso all’altro,adesso si passa ai grattacieli. Non c’è proprio limite al peggio.

  2. Qui abbiamo saloni di 17-18 mq. Che ridere !! Ben vengano i grattacieli ma dipende … se hanno ambienti di massimo 15 mq costruiamo le celle per monaci !! E’ meglio !

  3. Giustamente piuttosto che liberare zone si va a costruire palazzi che saranno destinati a restare vuoti. Strutture ricettive, sportive non palazzoni per speculatori amici degli amici. I grattacieli stanno bene a New York dove le strade sono larghe 100 metri ed i marciapiedi 10 mt non qui a Salerno.

  4. Non è importante l’altezza ma la bellezza e soprattutto il sistema viario che rende vivibile una città.
    Ora quella parte è un obbligo e se vi sono privati che vogliono investire ben venga rispettando però “bellezza fruibilità”.

  5. Roma è bella perché nella sua edilizia racconta migliaia di anni di storia e non per i parchi e gli spazi aperti.
    La conformazione di una città è data dai volumi costruiti anche stretti ma che rendano piacevole la vista.
    Gli impianti sportivi vanno costruiti in una determinata zona e zona Arechi potrebbe esserlo come quartiere sportivo.
    Tre grattacieli? Bene …ma che rendano in termini di bellezza arricchendo la zona che purtroppo non vede il …mare perche chiusa da lidi….!!!

  6. Se proprio dobbiamo fare l’ennesima variante perché il comune non ha un soldo bucato e preferisce cedere territorio ai privati piuttosto che adibirle a standard, amen. Speriamo almeno che non si tratti dell’ennesimo palazzone anni 70 stile torri Smic o Irno Center spacciati per opere di grande architettura. Da un lato mi verrebbe da dire che qualunque cosa è meglio dello scempio attuale di quell’area. Dall’altra faccio una riflessione: residenze private nell’ex mulino Amato, un altro palazzo in costruzione sul lato opposto di via Parmenide, filari di palazzoni disabitati vicino lo stadio Arechi, altri in via di costruzione in zona Picarielli, per non parlare di quelli a Brignano Alta, Masso della Signora, Giovi. Ma sono previste ondate di immigrazione nella nostra città o si spera che le migliaia di persone trasferitesi in provincia nel corso degli ultimi 25 anni appena estinto il loro mutuo ne accendano un altro per tornare a Salerno? Ha senso costruire migliaia di vani in assenza di una vera richiesta di mercato?

  7. ma un parco giochi stile edenlandia ???????? Evidentemente frutterebbe poco a qualcuno !!!!!!!!

  8. Aree svendute ai soliti amici degli amici per cercare di ripianare un bilancio comunale con crateri lunari.
    Poi, via con solito giochetto delle scatolette cinesi e…. Noi Salernitani ci ritroviamo con il nostro inutile deja-vu’

  9. Ma al posto di aprire aziende o industrie o villaggi turistici per incentivare il lavoro….si construiscono solo palazzi…la gente oramai va al nord a lavorare e qui continuiamo a costruire. ASSURDO

  10. Emigrato in provincia qualche anno fa non posso ritornare nella mia città anche a causa di queste costruzioni molto costose….alternativa sarebbe case vecchie e fatiscenti dove paghi solo il posto……la soluzione è rimanere dove sto e schifare la mia città ormai preda si loschi affaristi e degrado avvilente….

  11. ama Salerno e se stesso, non può votare chi permette che la città venga deturpata e distrutta. Abbiamo già visto lo scempio nazionale sul litorale davanti allo stadio Arechi. Nazionale? Sì. Ogni porzione di territorio è interesse di tutta la nazione. Per questo sono abbastanza fiducioso a medio termine: la dinastia De Luca è sulla rapida via del tramonto. Ormai, per fortuna, le nuove generazioni, la prossima maggioranza popolare, sono educate al primato dei principi contenuti nell’articolo 9 della Costituzione.

  12. Il problema è proprio nazionale perché nazionali sono le scelte che riguardano le politiche del lavoro e dell’industria. Salerno ha vissuto una drammatica contrazione della propria economia perché quel po’ di industria assistita ancora rimasta in piedi, si è dissolta proprio mentre la narrazione pubblica parlava di una città in espansione sulla spinta dell’effimera rivoluzione urbanistica capeggiata dalle archistar. L’amministrazione comunale, non potendo attivare politiche di investimento industriale e terziario, ha fatto fronte alla situazione cercando di dare respiro all’economia assecondando le iniziative speculative. Ma il ciclo del cemento rende soltanto se l’economia tira e la curva demografica va verso l’alto, in caso contrario si tratta di superfetazione edilizia con tutti gli annessi e connessi. Salerno negli ultimi 30 anni si è trasformata da città di immigrazione a città di emigrazione ma il disegno di sviluppo rimane quello tracciato da De Luca, che dal canto suo continua a proporre ricette a lungo o lunghissimo termine come le improbabili riconversioni balneari del nostro territorio che richiederebbero investimenti dalla portata epocale, inattuabili date le attuali congiunture economico-sociali che soffocano il nostro paese e le realtà meridionali in particolare.

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