Parmenide, Ancel keys e la probabilità di malattia (di V. Capuano)

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Mentre mi aggiravo per il Parco Archeologico mi ritornarono alla mente quei concetti, che da un po’ mi ossessionavano: i numeri, lo zero, il nulla, l’impossibilità a rappresentarlo. Un eco lontano borbottava: il nulla non esiste, zero non esiste.

Cercai di allontanare quei pensieri per godere di quel sito. Ero contento di essere finalmente a Velia (la greca Elea, antica polis della Magna Grecia).

Eppure quelle riflessioni, in quel luogo, assumevano un significato particolare.

Passeggiavo tra le rovine della città bassa, tra i resti del tempio ionico e del teatro, scattando qualche fotografia e con lentezza mi diressi alla sala museale. Mi soffermai per un bel po’ ad osservare l’erma di Parmenide.

Non era Parmenide che asseriva che “l’essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere”? Parmenide nato ad Elea duemilacinquecento anni fa aveva creato la scuola eleatica, e in quel luogo lui e Zenone avevano discusso di filosofia con i loro discepoli.

Lo zero fu ideato dai matematici indiani nel sec. V d.C. e, mentre uscivo dal museo, pensai come fosse sorprendente che millecinquecento anni dopo zero significasse la stessa cosa in moltissime lingue.

Zero si dice in italiano, zero si dice in francese, inglese, portoghese, olandese, rumeno, spagnolo (cero), albanese, armeno, catalano, samoano (selo), basco, filippino, coreano (jelo), e persino in punjabi; e che il suo significato equivalga a nulla è sottolineato dal fatto che zero si dice proprio nulla in: tedesco (null), Afrikans (nul), bulgaro, kazako (nol), uzbeko, lettone, finlandese…

Pensando all’importanza di quel sito che stavo visitando mi ricordai che la storia in quell’area del mediterraneo non è rappresentata solo dall’antica Velia. A un tiro di schioppo, adagiato sul mare, c’è Pioppi. Un altro luogo in cui sono state scritte importanti pagine del passato, della storia della medicina.

A Pioppi ha vissuto a lungo Ancel Kejs il padre non solo della dieta mediterranea ma anche degli studi epidemiologici con i quali abbiamo imparato a predire (calcolo basato sulla contemporanea presenza dei fattori di rischio in uno stesso individuo) le malattie cardiovascolari. Anche nel calcolo della probabilità di un evento lo zero non esiste: è impossibile che sia pari a zero la possibilità che una patologia possa accadere.

Però abbassare il proprio rischio è possibile ed è lo scopo della prevenzione cardiovascolare. Contengono notevolmente il proprio rischio coloro che adottano uno stile di vita corretto (non fumare, praticare attività fisica aerobica e alimentarsi in maniera equilibrata) e usano, quando necessari, i farmaci in maniera giusta.

Probabilità… statistica, termini che possono sembrare astratti, assumono un significato fondamentale in medicina. Chi di statistica non se ne intende a riprova dell’inutilità di questo approccio cita le poesie di Trilussa “da li conti che se fanno seconno le statistiche d’adesso / risurta che te tocca un pollo all’anno: / e, se nun entra nelle spese tue, / t’entra ne la statistica lo stesso / perch’è c’è un antro che ne magna due”.

Ovviamente non è così banale l’informazione statistica; è più definita e contiene i dati che identificano il comportamento corretto per la buona pratica medica. Offre informazioni fondamentali per avere comportamenti idonei nelle strategie terapeutiche e diagnostiche.

Ma quale medicina? Orientale, Occidentale, cinese, omeopatica? Esiste un’unica medicina, quella basta sulle evidenze, perché un intervento sia ritenuto idoneo è necessario che un protocollo abbia dimostrato in modo inequivocabile i propri benefici…

Allontanai definitivamente le riflessioni, dovevo affrettare il passo; mi rimaneva ancora da vedere la Porta Rosa e lì, nel punto più alto del sito, con lo sguardo sarei andato alla ricerca di nuovi orizzonti.

Vincenzo Capuano 

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