Salerno: tolti 20 infermieri da Medicina Generale per darli a Cardiochirurgia

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Nel piano triennale sul fabbisogno di personale all’Ospedale Ruggi figura la necessità di assumere fino a 100 unità di personale per lenire la carenza cronica di infermieri. È un dato che dovrebbe fa riflettere, soprattutto quando si programma la creazione di un nuovo reparto come quello di Cardiochirurgia da affidare al dottore Enrico Coscioni.

Beninteso, lo sdoppiamento della divisione cardiochirurgica di Salerno è previsto dal piano ospedaliero. Ma è lecito chiedersi l’utilità di un doppione che tra l’altro non ha una proiezione accademica (entrambi i reparti saranno ospedalieri); e che divide la Cardiochirurgia per specialità tecnica (urgenza ed elezione), mettendo fine alla coabitazione tra i primari Severino Iesu ed Enrico Coscioni, ma creando disagi per la necessità di reperire spazi aggiuntivi per il nuovo reparto.

Per non parlare delle unità di personale che- allo stato- l’Ospedale avrebbe difficoltà a reperire. Ed invece, con straordinaria solerzia e perfetta efficienza, il commissario Vincenzo D’Amato di infermieri per il reparto del dottore Coscioni ne ha trovati addirittura venti, sottraendoli alla Medicina Generale, dove da 35 unità ne rimarranno 15.

Sindacati, medici e tribunale dei diritti del malato- sentiti in questi giorni anche da LiraTv- hanno fatto notare che la sottrazione dei venti infermieri alla Medicina Generale può determinare rallentamenti al pronto soccorso.

La carenza di posti letto e personale, infatti, spesso determina lunghi tempi d’attesa al triage- alle volte due-tre giorni in barella- e questo per un’azienda ospedaliero universitaria come quella di Salerno dovrebbe essere, almeno sulla carta, inaccettabile.

Ed invece, il commissario D’Amato fa spallucce e firma pure l’avvio dei lavori ad horas al terzo piano della Torre Cuore, defenestrando l’ambulatorio di oculistica pediatrica del prof. Adriano Magli e riducendo alla metà il centro per la procreazione medicalmente assistita.

Ma perché? Per creare il secondo reparto di Cardiochirurgia, si dirà. Reparto che, però, forse poteva trovare anche collocazione altrove, ad esempio nella stessa Torre Cuore ma all’ottavo o al nono piano, in locali gemelli e finora sottoutilizzati dagli studi dei medici: centinaia e centinaia di metri quadri utilizzati per fare visite o rappresentanza e poco di più.

Insomma, al posto di mandare i bimbi a rischio cecità e i loro genitori a farsi visitare vicino alla Medicina Nucleare rischiando radiazioni ionizzanti; al posto di contrarre spazi e terapie del centro anti-infertilità mettendo a rischio la conservazione dei tessuti dei pazienti oncologici, il commissario D’Amato poteva fare altre scelte per dare al dottore Coscioni il suo reparto.

fonte LIRATV.com

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