L’emergenza Covid ferma anche il calcio, stop decisione inevitabile

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Si va verso lo stop dei campionati di serie A e serie B per almeno due turni, sino al 3 aprile. Anche le due amichevoli della Nazionale in Inghilterra e Germania di fine marzo dovrebbero essere annullate. Potrebbe essere il governo, con un decreto di urgenza (forse già in serata) a bloccare tutte le attività sportive, anche quelle a porte chiuse, anticipando la Figc che per domani ha convocato un consiglio d’urgenza.

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, chiedeva alla Figc di sospendere la serie A con effetto immediato: l’invito era stato accolto dalla Federcalcio (che aveva richiamato arbitri e squadre negli spogliatoi a 5 minuti dal fischio d’inizio di Parma-Spal) ma non dalla Lega serie A che ha attaccato il governo e ha rapporti pessimi con lo stesso Spadafora.

Il ministro ha accusato Dal Pino di essere un “irresponsabile, fuori dal mondo” perché non ha fermato la giornata. Il n.1 della Lega di A ha così risposto, con durezza: «Le affermazioni del ministro sono sbagliate nel merito e nella sostanza. Il ministro ignora le norme e rifiuta la responsabilità del suo ruolo. Invece di fare demagogia, sia coerente con le proprie azioni di governo e se necessario emani un decreto assumendosi responsabilità che sta scaricando su altri».

C’è stato uno scontro durissimo, anche perché ci sono interessi (ovviamente economici) enormi: le società insistevano per giocare e l’hanno spuntata anche contro il sindacato calciatori che minacciava lo sciopero. Tutti in campo quindi, col timore fondato che sia l’ultima volta per quest’anno.

«Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e mi unisco alla sua richiesta – le parole di Spadafora –. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi.

Altre Federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni. Credo sia dovere del presidente della FIGC, Gravina, un supplemento di riflessione, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità».

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