Picchiato da tre bulli in pieno centro a Cava, 30enne rischia di perdere l’occhio

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Rischia di perdere un occhio un 30enne aggredito in pieno centro a Cava da tre giovani. L’episodio di violenza – come scrive il quotidiano “Il Mattino” – si è verificato la notte del primo giugno nelle vicinanze del Comune. I tre aggressori sono stati identificati dai carabinieri e denunciati con l’accusa di lesioni personali. L’aggredito, era in compagnia della fidanzata, quando – per qualche sguardo di troppo alla ragazza o banali sfottò – è stato raggiunto da pugni e  calci, tanto da essere poi  accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria dell’Olmo e ricoverato nel reparto di chirurgia.

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9 COMMENTI

  1. a questi 3 animali bastardi sia data una pena esemplare, non giustifichiamo sempre queste azioni da vigliacchi. i giudici devono punire con pene severissime i tre sciacalli. i cittadini devono isolare questi vigliacchi e se riescono dovranno cacciarli dalla campania.

  2. Carcere duro e gogna mediatica per questi farabutti delinquenti, bisogna estirpare questa feccia dalla società, questa è l’unica strada percorribile. Ma sicuramente ci sarà qualche giudice garantista che dirà che è stata una bravata e così la complicità si sarà realizzata a pieno anche con la giustizia che invece di punire chi si rende reo di questi delitti, lo avalla senza irrogare sanzioni

  3. Lo sceriffo De Luca si è dimenticato il lanciafiamme?Voteremo Lega Salvini

  4. eccco che appare la stupidità di commissario 0950 con michele a ruota, a spargere odio, con il consenso della testata tanto ligia a censurare cose ben piu vere e utili

  5. Purtroppo questi tre delinquenti, che avrebbero addirittura potuto uccidere non avranno nessuna pena, forse, ma molto difficilmente, pagheranno i danni alla vittima, e questo non perché le leggi non ci siano, ma semplicemente perché esse lasciando un margine di discrezionalità al giudice (che tale margine lo ha trasformato quasi in arbitrrio), questi deciderà sempre per la “raccomandazione”a non farlo più. “Sub lege libertas” dicevano i Romani. Ma noi viviamo sotto la dittatura dei togati, che come lo scandalo Palamara insegna, anche di fronte alla più squallida realtà non rispondono a nessuno.

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