Il Covid mette paura ai prof: rientri record al Sud, trasferimento per 770 docenti

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E’ fuga di docenti dal Nord: sono state 770 le richieste di trasferimento con un record di rientri al Sud. Il fenomeno è dovuto – come scrive il quotidiano “Il Mattino” – al timore per i contagi da Covid nell’Italia settentrionale. I numeri certificano che più del doppio sono stati i movimenti di docenti rispetto allo scorso anno: nel 2019 si era fermati a 350. «La stragrande maggioranza di insegnanti rientra al Meridione da Lombardia e Veneto».

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3 COMMENTI

  1. Ricordando la famosa frase manzoniana su Don Abbondio “se uno il coraggio non ce l’ha,mica se lo può dare?”. E questi dovrebbero insegnare ai nostri ragazzi le virtù del coraggio e dell’esempio di vita? Altri invece stando ad alcune notizie di organi d’informazioni si rifiuterebbero di sottoporsi ai tamponi o addirittura di rientrare a scuola per paura dei contagi. A pane e acqua dovrebbero mettervi, codardi e ignavi. Ma andate a lavorare nei campi per favore…………………

  2. E certo perchè la famosa mission dei professori è andare a morire in aula contagiati da giovani irresponsabili ai quali non viene fatta mettere neanche la mascherina. Ah scusate ho sbagliato, hanno deciso di fare i professori, non i soldati che vanno a morire in guerra. Invece secondo gente tipo max di cui sopra, i prof devono essere coraggiosi, lasciare le loro famiglie, andarsi ad infettare a 1000 km da casa e rischiare di morire senza neanche poter rivedere i propri cari. Questo sarebbe esempio di italico coraggio, col culo degli altri, ah per 1000 euro al mese. Tutto mentre il nostro max ed i suoi simili si possono spendere i soldi della loro evasione fiscale mentre qualcuno tiene a bada i loro pargoli, ovviamente piangendo miseria in contemporanea, alla caccia di qualche sgravio fiscale e qualche bonus, mentre si punta il dito contro i prof.

  3. E un medico, un infermiere, un vigile del fuoco, un carabiniere ecc. ecc. cosa devono dire? Nulla tutti questi nonostante la paura di contrarre il virus devono andare a lavorare per garantire dei servizi essenziali per la vita della collettività. Per gli insegnanti paurosi, esclusi coloro che sono affetti da patologie conclamate, che vanno comunque e in ogni caso protetti, per il resto chi ha paura può pure non andare a lavorare restando a casa senza stipendi e per il tempo in cui il suo posto verrà occupato da un altro insegnante volenteroso, quest’ultimo percepirà lo stipendio del primo con tutti gli accessori. Una semplice regola per un paese libero e garante dei diritti di tutti, ma dei diritti veri no quelli che sono scritti solo nella testa di qualcuno

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