Neonata morta a Roccapiemonte: domani saranno ascoltati i genitori

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L’autopsia sul corpo della neonata trovata senza vita mercoledì sera in un cortile a Roccapiemonte sarà decisiva, probabilmente, per determinare non solo le cause esatte del decesso della piccola, ma anche per definire la posizione dei genitori, attualmente in stato di fermo per omicidio volontario.

Il pm Roberto Lenza della Procura di Nocera Inferiore affida oggi l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Consalvo. Domani saranno ascoltati i genitori della neonata. Alle 10, in ospedale, tocchera alla madre, assistita dall’avvocato Giovanna Ventre fornire la sua versione dei fatti.

ALle 10.30, invece, sarà la volta del padre che si trova in carcere e difeso dagli avvocati Michele Tedesco e Antonio Lauro

Gli inquirenti – come scrive Liratv -hanno parecchi punti da chiarire in questa vicenda che rimane, per certi versi, intricata. Perché la mamma della piccola è rimasta chiusa in casa per parecchi mesi, in pratica per l’intera durata della gravidanza? Può essere plausibile che il marito non si sia accorto della gestazione, come pare abbia detto? Cosa è accaduto, mercoledì, nell’appartamento del condominio di Via Roma a Roccapiemonte, prima del ritrovamento del cadaverino in strada?

Si tratta di capire se le lesioni riscontrate sul cadavere della neonata siano compatibili con una caduta dall’alto, per accertare se la piccola possa essere stata lanciata dalla finestra. Inoltre, l’autopsia dovrà chiarire se la bimba fosse ancora viva subito dopo il parto, particolare questo fondamentale per comprendere cosa possano aver fatto marito e moglie o soltanto la donna e cristallizzare posizione ed accuse.

La coppia, di 42 e 47 anni, è in stato di fermo da ieri con l’ipotesi dell’omicidio volontario. Lei si trova piantonata in ospedale, visti i problemi psichici da cui sarebbe affetta; lui è in carcere. Hanno un altro figlio, in ragazzino di 14 anni, affidato ora ad uno zio e dal quale si cercherà di attingere qualche elemento utile alle indagini. Nessuno, a Roccapiemonte, sospettava qualcosa che avrebbe potuto far presagire questo dramma. E nessuna segnalazione era giunta alla Chiesa, al Comune o ai servizi sociali.

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