Lessico per il nuovo anno (di Cosimo Risi)

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A come annus horribilis. E’ quello che ci siamo lasciati alle spalle: da non ripetere neppure negli incubi.

B come Brexit. Uno psicodramma più che un negoziato. Dopo quattro anni e mezzo dal referendum di giugno 2016, quando nessuno voleva credere che i Britannici facessero sul serio e i colleghi al Consiglio europeo chiedevano, in inglese, a David Cameron e Theresa May “voi facete overamente?”.

Poi arriva lui, Boris Johnson, latinista e sovranista, le due caratteristiche non si contraddicono, si presenta all’Eliseo mettendo i piedi sul tavolino davanti a Emmanuel Macron che siede sempre composto. Il Premier dà così la cifra del suo comportamento: un misto di ignoranza e spavalderia (la definizione è di un personaggio dell’ultimo Le Carré).

C come Connery. Sean Connery pronunciò la più celebre frase del cinema mondiale nel film Dr. No. Al Casino di Montecarlo, mentre accende la sigaretta con l’accendino (gesto, oggi, sconsiderato ma all’epoca suggestivo), davanti alla bella giocatrice alla quale ha appena strappato la mano.

“Bond, James Bond”: la frase, assieme alla musica dei titoli è la colonna sonora della nostra fascinazione per una Great Britain tardo – imperiale. Da scozzese, Connery si schiererebbe con Nicola Sturgeon nel rivendicare l’indipendenza della Scozia e il rientro nell’Unione europea. Con l’Irlanda del Nord che ha il confine aperto con la Repubblica d’Irlanda, il rischio di disunione del Regno Unito non è solo un’ipotesi di scuola.

D come Day. Il Vaccination Day è passato e subito scoppiano le polemiche sulle dosi di vaccino che la  Germania avrebbe acquistato in eccesso rispetto agli altri stati membri.  Come la solidarietà europea si infrange sul muro della diffidenza verso i tedeschi.

E come Ennio Morricone. La scansione sonora del nostro tempo, dalla trilogia del dollaro passando per Mission per approdare al capolavoro, suo e di Sergio Leone, C’era una volta in America. Basta l’attacco e ti ritrovi a fumare l’oppio accanto a Robert De Niro.

F come Facebook. Ci si trova di tutto, dal compleanno dei figli, inevitabilmente chiamati tesori da quando il nome proprio e il diminutivo sono stati aboliti dal linguaggio corrente, alle dotte considerazioni sullo stato del mondo. Qualcuno prova ad alzare l’asticella del dibattito, ricorda Riccardo Pazzaglia in Quelli della notte di Renzo Arbore. Pazzaglia non vi riuscì, negli anni ’80 presagì l’avvento dei social media.

L come Le Carré. A David Cornwell devo un doppio grazie, da lettore e da docente. Nei corsi di Relazioni internazionali inserisco sempre un suo titolo fra i testi consigliati agli studenti. Guerra fredda: La talpa. Perestrojka: La casa Russia. Medio Oriente: La tamburina. Islamismo: Yssa il buono. Brexit: La spia corre sul campo. Un catalogo sterminato di informazioni che nessun politologo americano, quelli che adoperano le freccette a indicare le linee di forza  fra le potenze mondiali, riuscirà mai a eguagliare.

M come Merkel. Angela, lo dice lei stessa, sta per arrivare al capolinea della sua lunga carriera politica. La più longeva Cancelliera federale intende passare la mano ma non sa bene a chi. L’erede di volta in volta designato si rivela inferiore alle aspettative. Nel frattempo chiude la presidenza tedesca del Consiglio UE portando a casa Next Generation EU: un cumulo di debito a garanzia europea. Il contrappasso per una sostenitrice dell’austerità.

N come Netanyahu. In Israele, Bibi Netanyahu si avvia alla quarta elezione in due anni, a dimostrazione che non solo l’Italia ha governi instabili. Fallito il condominio con Benny Gantz, si accinge a chiedere l’ennesimo mandato da Primo Ministro: dalla sua ha gli Accordi di Abramo con alcuni paesi arabi e la rapidità della vaccinazione di massa.

O come Obama. Nella sua autobiografia, un librone di centinaia di pagine e non è che il primo tomo, Barack Obama dedica qualche schizzo ai dirigenti europei. Non una parola sugli italiani: tamquam non essent. Il profilo di Nicolas Sarkozy è sarcastico, quello di Angela Merkel coglie nel segno, la sola leader europea su cui il Presidente americano possa contare, malgrado l’orientamento conservatore in politica finanziaria.

T come Trump. Il 20 gennaio è il giorno del giudizio. Donald Trump dovrebbe lasciare la Casa Bianca al successore Joe Biden dopo averne inutilmente contestato la vittoria. Che sia solo una meteora nel cielo americano, è da vedere. I primi mesi della nuova Amministrazione saranno dedicati ad aggiustare i guasti della precedente.

V come voucher. E’ la parola più diffusa fra albergatori e compagnie aeree. Non fai a tempo a prenotare che il locale chiude e il volo è cancellato. Una scommessa sul futuro: per l’anno che verrà (Lucio Dalla).

di Cosimo Risi

 

 

 

 

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