Perché non possiamo non dirci cattolici (di Cosimo Risi)

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
0
Stampa
Il titolo originale del libretto di Benedetto Croce (1944) è Perché non possiamo non dirci cristiani. Lo adattiamo alla contingenza del cattolicesimo in chiave manzoniana di cui è impregnata la cronaca politica dei nostri giorni.

Il partito sovranista per eccellenza, quello che voleva il referendum per uscire dall’euro e poi recedere dall’Unione, che voleva battere la lira per “più ricchezza al popolo” (la parafrasi del “cchiù pilu pe’ tutti” di Antonio Albanese), che aspirava a riprendersi gli spazi di manovra occupati dalla dirigenza tedesca e dai suoi seguaci nell’Eurotorre di Francoforte, ebbene quello stesso partito si converte all’europeismo. In un battibaleno e grazie a due considerazioni apparentemente contraddittorie: la coalizione è guidata da chi fu il personaggio chiave di Francoforte, l’interesse nazionale coincide con l’interesse europeo.

L’Unione si comporta come noi vorremmo, la Germania passa dal rispetto dell’austerità per tutti all’emissione del debito buono. Il messaggio augurale di Angela Merkel a Mario Draghi riecheggia nel confidenziale “tu”, che non usa nei comunicati ufficiali, quello che la stessa adoperò al passaggio delle consegne alla BCE.

Allora Draghi fu salutato dalla successora, la francese Lagarde, dalla Presidente della Commissione, la tedesca von der Leyen, dal Presidente della Repubblica francese e dal Presidente della Repubblica italiana. La foto di gruppo del 2019 preconizzava l’assetto futuro dell’Italia che, nel 2021, avrebbe ritrovato i temi classici di europeismo, atlantismo, ambientalismo. Back to the Future, per dirla con Robert Zemeckys.

Alla conversione, nell’Innominato frutto di lunga macerazione interiore, nel Duemila Woody Allen l’affiderebbe alla guida d’uno psicanalista ebreo – progressista –  newyorchese, mentre nel Seicento del romanzo aveva a riferimento il Cardinale di Milano, deve accompagnarsi il perdono da parte di chi ha sempre seguito la retta via.

Il perdono è accordato al convertito a condizione che le azioni di governo seguano alle buone dichiarate intenzioni. I fatti sono macigni da trascinare in salita. L’Unione affida all’Italia la responsabilità del successo di Next Generation EU. Se sappiamo spendere i fondi, l’indebitamento europeo è destinato a durare nel tempo. L’Unione si spingerebbe così sul terreno del non detto: la via federale dell’integrazione fiscale e del Tesoro comune.

E’ il non detto che tale deve restare, altrimenti accade come nei decenni scorsi quando le espressioni “federalismo” e “costituzione” furono adoperate nelle bozze dei trattati europei e suscitarono le reazioni piccate degli elettorati sovranisti. Il sovranismo di altri stati membri precede il nostrano, anche se allora si qualificava di patriottismo per la tutela di certi interessi nazionali, come l’agricoltura in Francia.

Conversione e perdono sono il déjà vu che rassicura l’opinione pubblica frastornata dalle promesse non mantenute del populismo nazionalista in salsa tricolore. Ora siamo in trepida attesa del miracolo e ci affidiamo alla metafora del papa straniero. Non possiamo che augurarci che sia il “MIRACOLO!” di Massimo Troisi e Lello Arena. In Ricomincio da tre si rideva, nella nostra vita si tratta di riprendere a ridere dopo un anno lugubre.

di Cosimo Risi

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.