Zona rossa: bonus baby sitting, congedi parentali e nonni. Ecco le novità

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Da lunedì l’Italia sarà divisa tra zone rosse ed arancioni (con la sola esclusione della Sardegna che rimarrà bianca). Come noto, tra le restrizione per le regioni inserite nella fascia rossa c’è anche la chiusura di tutte le scuole (leggi: zona rossa: cosa cambia da lunedì 15 marzo). Pertanto verrà garantito di nuovo il diritto allo smart working. “Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo deciso, già nel decreto legge di oggi, di garantire il diritto al lavoro agile per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena”, ha detto Mario Draghi.

Bonus babysitting o congedo parentale: chi potrà richiederlo
Non tutti i lavori possono essere svolti da remoto, pertanto il Governo varerà misure per tutti i lavoratori che svolgono attività che non consentono lo smartworking. Mario Draghi: “Sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting. Il decreto che comprende tutte le altre misure di sostegno all’economia è previsto per la settimana prossima. Per questo i 32 miliardi già autorizzati sono interamente impegnati”

Zona rossa: i nonni potranno vedere i nipoti
Si allo smartworking per tutti i lavoratori che possono svolgere le poroprie manzioni da casa. E i genitori potranno chiedere l’aiuto di nonni o parenti? Si, i nonni possono andare a casa dei nipoti minorenni solo nel caso in cui tutti e due i genitori siano impegnati per lavoro. Questa opportunità può essere estesa anche ad altri parenti come gli zii.

Gli asili nido in zona rossa restano aperti o chiusi? La risposta è sì, resteranno chiusi. Nel testo del decreto del presidente del Consiglio si legge che “sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n.65”. Quell’articolo parla proprio di “servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia statali e paritarie”. Non solo le materne, dunque, ma anche nidi e micronidi che accolgono le bambine e i bambini tra tre e trentasei mesi di età, le sezioni primavera, le ludoteche e gli asili in casa.

E le università nelle zone rosse? Per quanto riguarda gli atenei sono le singole università a decidere quali attività formative indispensabili possono essere mantenute in presenza, nel rispetto del protocolli e sentito il Consiglio universitario regionale. E lo stesso vale per esami e sessioni di laurea, di cui va garantito svolgimento e modalità pubblica (anche telematica).

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