Il paradosso della democrazia (di Giuseppe Fauceglia)

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Desidero affrontare in questa mia riflessione due argomenti che, a prima vista, potrebbero sembrare antitetici, ma che tali non sono, perché restano manifestazione dello stesso fenomeno.

Mi riferisco alla sconcertante vicenda del vaccino AstraZeneca, con l’interruzione improvvida della campagna vaccinale (premetto che come professore universitario ultrasessantenne ho ricevuto il vaccino AstraZenica), e all’assoluzione, dopo oltre dieci anni di processo, dell’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, e del suo predecessore, Paolo Scaroni, dall’accusa di corruzione internazionale.

Entrambi gli episodi sono la manifestazione evidente della crisi generale della politica, a livello europeo, per quanto riguarda il primo, e a livello italiano, per quanto riguarda il secondo.

Il pericoloso blocco del vaccino nasce da un paradosso vero e proprio della democrazia, ovvero quello di assicurare la trasparenza nelle scelte politiche. Solo che oggi le informazioni circolano in modo così rapido ed incontrollato, sono il frutto di politiche aggressive di concorrenti industriali o di potenze straniere, finendo in tal modo per creare un vero e proprio corto-circuito valutativo tra Stati nazionali, Unione Europea, Agenzie scientifiche e Autorità sanitarie.

Un vero e proprio caos, destinato ad aumentare, allorquando sono in gioco la vita e la morte, la salute e la sicurezza, finendo, poi,  raggiunto un livello appena apprezzabile di diffusione (con i Giletti di turno) per intrappolare la politica e per paralizzarla.

Di fronte alla tragedia che stiamo vivendo, la democrazia dovrebbe, invece, esprimere tutta la sua autorevolezza, offrire all’opinione pubblica risposte serie ed inequivoche che non diano luogo ad incertezze.

L’onda dei NO-VAX, dei populisti all’amatriciana arrivati al governo del Paese, l’indisciplina delle generazioni della didattica a distanza e la loro sempre più evidente “a-cultura”, finisce per favorire il progressivo deteriorarsi del tessuto collettivo della democrazia e delle sue scelte (che, per natura, non possono soddisfare tutti, ma debbono essere orientate a tutelare la salute dell’ assoluta maggioranza dei cittadini).

Il secondo episodio, non isolato nel panorama della nostra disastrata giustizia, è la manifestazione di un potere giudiziario, cresciuto senza controlli, che mette in pericolo le basi dell’economia del Paese (di sovente appesa ad indagini di una Procura o a qualche sentenza o ordinanza di un TAR).

Grazie a queste inutili iniziative, l’Italia ha perso importanti investimenti dell’Eni in Algeria e in Nigeria, con tutte le conseguenze che pesano sul futuro dei nostri giovani ( come tanti da voi lettori, anch’io ho un figlio costretto ad emigrare per lavoro, dopo aver seguito un corso di studi in Inghilterra).

I processi all’ ENI finiscono per “girare” il mondo, avvalorando un modello tutto “pizza e mandolino”, con tangentari perseguiti dai pubblici ministeri osannati dalle folle inferocite da invidia sociale: una vera e propria manna per i Paesi e le grandi imprese concorrenti. Su questo argomento la politica è da decenni stata assente, non affrontando il vero nodo del blocco del sistema, che resta la riforma dell’ Ordinamento Giudiziario (e non le inutili e risibili riforme dei riti).

In questo contesto, mi sarei aspettato dal nuovo Segretario del PD una risposta, omettendo di trincerarsi dietro al solito ius soli o al voto dei sedicenni, per affrontare, invece, il vero problema: pensare ad un riformismo capace di ricostruire il sistema paese. Mi rendo conto che non si può ricavare olio dalle pietre !!!. Come scriveva Pietro Scopola, il riformismo nel nostro Paese più che espressione di grandi e forti tradizioni politiche è stato un fatto di èlites illuminate.

Di fronte a questa cruda realtà, si comprende perché questo PD finisca, nel tentativo di sopravvivere nell’elettorato e al potere, per appiattirsi al nulla delle proposte del para-populismo “evolutivo-apparentemente-dialogico”. Nel mentre, il presente resta una specie di fusione fredda tra neoliberismi, capitalismo di Stato e giustizialismo, la vera miscela del declino sudamericano.

Giuseppe Fauceglia  

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4 COMMENTI

  1. Caro Peppino,
    Condivido la tua analisi e le tue considerazioni sull’urgenza di riformare la giustizia. Richiamo la tua attenzione su un’altra urgenza, quella della riforma della burocrazia, che determina gravissimi ritardi nello sviluppo del nostro Paese. Entrambe le riforme sono il buon proposito, sistematicamente dribblato per impraticabilità, da tutte le maggioranze politiche che si sono avvicendate al governo, da una cinquantina d’anni a questa parte. Letta avrebbe dovuto fare altrettanto, non da una posizione di governo, ma dalla segreteria di un partito, che, sia pure centrale nel sistema politico, resta un partito minoritario? Credo che tu sia troppo severo, diamogli almeno il tempo di dimostrare cosa è capace di fare. Lo ius soli è sacrosanto e credo che tu condivida, sul voto ai sedicenni anche io ci andrei più cauto, ma sono solo un biglietto da visita di chi si propone di aggregare un centro sinistra che, da anni, non riesce più a trovare un minimo comun denominatore per essere competitivo con una destra che riesce a farlo, malgrado l’esacerbata radicalizzazione di alcune delle sue componenti. Ti saluto cordialmente con antica stima e spero che tu ricordi di me.

  2. Francamente non so come commentare certe analisi del prof. Fuceglia, che stimo, ma che spesso si fa trascinare in analisi, mutuate da una stampa approssimativa e pressapochista. Analizziamo il tutto con calma. Vaccino ASTRAZENECA. Qui non siamo in presenza di un complotto internazionale a vantaggio poi di chi? Siamo seri, negli ultimi anni si è sviluppata una cultura, che coinvolge, già da anni, i paesi nord europei e la politica europea in generale, che mette al primo piano I DIRITTI DEI CONSUMATORI. Io devo sapere , quando mi iniettano un vaccino, e non solo per il COVID, quali possono essere , seppur in percentuali bassissime, i rischi ed i pericoli a cui vado incontro. E notizia di oggi che, nonostante le rassicurazione dell’EMA, la Finlandia ha bloccato la distribuzione del vaccino ASTRAZENECA, e non mi pare , Prof. Fauceglia, che si posso considerare quel paese complottista. E questo aspetto va tenuto presente, al di là, di una mera analisi sui benefici rispetto a qualche morte sospetta. La trasparenza prima di tutto deve , anche nell’emergenza COVID, essere al primo posto nelle priorità di ogni singolo governo. Non si deve scoprire dopo, che chi prende la pillola anticoncezionale, forse, potrebbe andare incontri a problemi con quel vaccino, e non c’entra che si sono già vaccinati milioni di persone. Ci possono essere controindicazioni va fatta informazione. In alcuni paesi , prima di ogni vaccinazione di massa, si consiglia sempre un controllo completo con analisi mirate EMERGENZA O NON EMERGENZA.
    PROCESSO ENI Prendo atto dell’assoluzione di alcuni dirigenti dell’ENI, mi rallegro del fatto che il buon nome dell’azienda non sia stato intaccato e così via. Non andrei però oltre, come giustamente afferma il Corriere della Sera, a firma di Milena Gabanelli, che tra l’altro afferma che , nonostante i rigidi codici etici, di queste compagnie, nell’accordo ENI SHELL NIGERIA si legge CHE HANNO OTTENUTO LA LICENZA ESCLUDENDO LO STATO NIGERIA DAI FUTURI PROFITTI, SENZA DOVER PAGARE ROYALTIES E TASSE. LA NIGERIA E’ UNO DEI MAGGIORI PRODUTTORI DI PETROLIO E GAS NATURALE, MA ANCHE UNO DEI PAESI PIU’ POVERI AL MONDO. NO COMMENT

  3. bellissimo post ma……..Democrazia????da oltre 40 anni viviamo ” l’Imperialismo Economico ” quindi le sue parole stavolta, seppur veritiere nella visione del presente, mi sembrano senza fondamento storico e sopratutto senza contezza della realtà cui viviamo. Non sono un dietrologo ma purtroppo, uno che di economia un po’ ci capisce, purtroppo.Per chi incuriosito volesse approfondire il concetto…..Gary Becker……

  4. Per sintetizzare il post del prof Fauceglia si potrebbe dire:
    Poichè il vaccino a me non ha dato problemi, perchè fate tante storie? Se qualcuno ci dovesse rimettere le penne… pazienza!
    Poichè la magistratura si è permessa di indagare i dirigenti dell’Eni, ha fatto un danno al paese. Pagare tangenti all’estero, perchè così fan tutti, è cosa buona e giusta. Solo bisogna farlo digerire col tempo, al popolino.

    Che la magistratura non funzioni questo è palese ma, non certo quando attacca i potenti ma, al contrario. Se la giustizia avesse funzionato, non avremmo avuto il fenomeno di Forza Italia, con le tristi conseguenze che continuiamo a pagare su tutti i livelli.
    Ogni occasione sembra buona per denigrare la diffusione rapida delle informazioni, della rete, delle nuove generazioni e del popolo-bue che si permette di parlare
    Accusando anche chi subisce la DAD, che poverini, non hanno avuto neanche il tempo di fare danni.
    C’è una contraddizione che si ripete: se la rete è il male assoluto, perché scrivere articoli su un giornale on-line?

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