Vaccino di Johnson&Johnson sospeso per la stessa trombosi legata ad AstraZeneca

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Per il vaccino anti Covid a vettore virale di Johnson & Johnson è stata richiesta la sospensione a scopo puramente precauzionale negli Stati Uniti in seguito all’emersione di rarissimi eventi tromboembolici, verificatisi entro due settimane dalla somministrazione del farmaco. La trombosi coinvolta è la rarissima trombosi della vena sinusale (una forma di trombosi cerebrale) associata a carenza di piastrine (trombocitopenia). Sembra dunque ripetersi il medesimo copione che alla metà di marzo, in Europa, ha portato alla temporanea sospensione del vaccino “Vaxzevria” della società biofarmaceutica anglo-svedese AstraZeneca.

L’evento tromboembolico sotto osservazione degli esperti della Food and Drug Administration (FDA) e dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani è infatti esattamente lo stesso innescato in (rarissimi, lo ribadiamo) casi dopo la vaccinazione con l’AstraZeneca. A questo punto gli scienziati sospettano che dietro al rischio di coaguli di sangue nel cervello associati a carenza di piastrine vi sia la tecnologia alla base dei vaccini a vettore virale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) fa sapere che sta “seguendo da vicino” la vicenda delle trombosi segnalate in seguito alle vaccinazioni con Johnson & Johnson e precisa che “stiamo aspettando l’esito delle revisioni da parte dell’Ema e della Fda”. Allo stesso tempo, aggiunge, “monitoriamo il database mondiale delle segnalazioni di eventi avversi per vedere se vi sono stati altri casi altrove”. Ad ogni
modo, “servirà un po’ di tempo per la revisione dei dati”.

J&J, dosi consegnate ma rinviamo lancio vaccino in Europa 

La Johnson & Johnson, che ha  consegnato oggi le sue dosi di vaccino anti-Covid anche in Europa, precisa di aver deciso di “ritardare il lancio” del proprio siero nel vecchio continente, “in un’ottica di trasparenza e in attesa delle valutazioni delle autorità sanitarie europee”. Lo precisa la stessa azienda farmaceutica dopo la sospensione, da parte dalle autorita’ americane, delle somministrazioni del vaccino in seguito a sei casi di reazioni rare legate alla formazione di coaguli di sangue, tra cui un decesso.

Vaccino: Crisanti, stop J&J non sorprende, governo rimoduli piano

“Non sorprendono” ne’ i casi di trombosi che si sono verificati dopo la somministrazione del vaccino Johnson&Johnson, ne’ la sospensione voluta dall’Fda. Il siero della J&J funziona come quello di AstraZeneca, è ovvio quindi che possa dare gli stessi problemi”. Cosi’ all’Agi Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova. “L’importante ora”, sostiene Crisanti, “è che il governo rimoduli subito il piano vaccinale”. Per il resto, “quello che sta accadendo è del tutto normale: i vaccini hanno una loro vita che si definisce meglio con l’aumentare del numero elle persone vaccinate. E’ un processo naturale”.

Stop vaccino Johnson & Johnson, Salmaso a Sky TG24: “Si tratta di eventi rari”

“Si tratta di eventi rari”. Lo ha detto, nel corso di un intervento a “Timeline”, Stefania Salmaso, membro dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, a proposito della sospensione cautelativa del vaccino Johnson & Johnson da parte della Fda negli Stati Uniti. La scelta, che potrebbe essere una questione di giorni, è stata presa dopo sei casi di persone che hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue, nelle due settimane successive alla vaccinazione.

Vaccino: dosi J&J stoccate a Pratica di Mare fino accertamenti

Le 184mila dosi di Johnson & Johnson arrivate a Pratica di Mare sono immagazzinate nei container del freddo a una temperatura di -20 gradi, in attesa che vengano fatte le verifiche sulla sicurezza del vaccino e che quindi possano essere distribuite alle Regioni. Dalla struttura del commissario Francesco Paolo Figliuolo, però, rassicurano sul fatto che la campagna di vaccinazione procederà come previsto sottolineando che le fiale di J&J sono solo una piccola parte e che ci sono altri vaccini – 4 milioni di dosi tra Pfizer, Moderna e Vaxzevria (ex AstraZeneca) – che saranno consegnati tra il 15 e il 22 aprile alle  strutture sanitarie di tutte le Regioni.

Usa, ‘con J&J problemi simili a quelli di AstraZeneca’

“Quello che vediamo per i vaccini Johnson&Johnson e’ simile a quanto osservato con AstraZeneca”. Lo affermano le autorità sanitarie americane nel corso di un incontro per spiegare perche’ hanno raccomandato una pausa nella somministrazione del vaccino per il Covid di J&J. I problemi con il vaccino Johnson&Johnson si hanno in media nove giorni dopo la somministrazione.

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5 COMMENTI

  1. Quante storie! Ma allora non la volete la spilletta con la scritta “Mi hanno inculato il vaccino”? I covidlovers non vogliono proprio riacquistare la propria libertà, bah!

  2. Spera che non sospendono altri vaccini….altrimenti ti sentiremo abbaiare per anni non mesi…

  3. Ormai è la solita storia, noi paghiamo i vaccini, le aziende li producono, i paesi anglosassoni li trattengono, li fanno ai LORO cittadini, poi quando hanno finito e tocca a noi magicamente escono fuori “problemi”, “ritardi” ed “effetti collaterali” e puf, ecco la scusa per non mandarceli, pardon per “sospenderli in via cautelativa”.
    In questo modo le case farmaceutiche fanno i soldi sulle nostre spalle, americani e inglesi hanno i vaccini (e poi vi vengono a dire quanto sono bravi che hanno già finito di vaccinare, mica come voi fessi), noi paghiamo e NON abbiamo i vaccini (tranne quelli che sanno leggere e quindi passano avanti nelle file dei vaccini che VOI rifiutate “perchè avete letto su internet che sono pericolosi”, per poi chiedervi perchè non vi hanno fatto il vaccino), De Luca continua a sbraitare contro i pizzaioli, i pizzaioli continuano a sbraitare contro De Luca, Runner continua a essere convinto di essere intelligente, i tedeschi intanto si producono il vaccino da soli e quindi si fanno i fatti loro, insomma tutti sono felici.

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