Tre regioni con Rt maggiore di 1: c’è anche la Campania

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Risale l’indice Rt nazionale di contagio del Coronavirus in Italia che la scorsa settimana era a quota 0,81 e che torna al valore 0,85, uguale a quello della settimana ancora precedente.

L’incidenza continua a scendere: il valore è a 146 rispetto al 152 della settimana scorsa. È quanto emerge, secondo quanto si apprende, dall’ultimo monitoraggio settimanale del Ministero della Salute-Iss sull’andamento dell’epidemia per il periodo 12-18 aprile.

Questa settimana si osserva ancora una diminuzione della incidenza settimanale, scesa a 146,3 per 100.000 abitanti contro 157,4 per 100.000 abitanti della settimana precedente. Tuttavia, “sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi”.

E’ quanto si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio ministero della Salute-Iss.

Nel periodo 7-20 aprile 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,80- 0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, però sotto l’uno anche nel limite superiore.

Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio alto, mentre 11 Regioni “hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilita’ di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci Regioni che hanno una classificazione di rischio basso (una ad alto rischio di progressione a rischio moderato).

Tre Regioni (vs quattro la settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e Sicilia) hanno una trasmissibilita’ compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno una trasmissibilita’ compatibile con uno scenario di tipo uno”.

“La Basilicata, la Campania e la Sicilia hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e  Sicilia) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2”. In attesa del punto stampa della cabina di regia sul monitoraggio settimanale e, in serata, dell’ordinanza del ministro della Salute, vediamo intanto quali regioni potrebbero cambiare di colore.

Sardegna verso l’arancione, la Campania peggiora e lascia giallo, la Val d’Aosta rischia il ritorno in zona rossa La Sardegna che lascia il rosso per tornare in fascia arancione, la Val d’Aosta che invece dall’arancione passa al rosso, la Puglia che probabilmente va in giallo e la Campania, peggiorata nell’ultima settimana, che dal giallo sale in arancione. Potrebbero essere questi, secondo quanto emerge dalla riunione della cabina di regia per il monitoraggio settimanale, i cambi di colore delle Regioni che andranno in vigore a partire da lunedì 3 maggio.

Pochi dubbi per la Sardegna, che aveva dati buoni già la scorsa settimana (ma la norma prevede che passino almeno due settimane consecutive con numeri da fascia inferiore per essere spostati), così come per la Val d’Aosta la cui incidenza è schizzata oltre la soglia di rischio di 250 casi per centomila abitanti, e quindi va in rosso automaticamente.

Ancora in bilico la Puglia, che però con un Rt a 0,92, sotto l’1 anche nell’intervallo massimo di confidenza, dovrebbe scendere in giallo. Mentre la Campania sembra condannata alla fascia arancione per via dell’indice Rt salito sopra 1 anche nel limite inferiore (1,08, con intervallo 1,05-1,11). In rosso, quindi, da lunedì potrebbe stare la sola Val d’Aosta, in arancione le confermate Calabria, Sicilia e Basilicata cui si aggiungono Sardegna e Campania, tutte le altre in giallo.

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14 COMMENTI

  1. adesso è colpa delle secce, vi accalcate senza mascherina non volete rispettare regole minime di convivenza ora ci richiudono e la colpa e degli altri. la sardegna era bianca e i soliti imbecilli appena liberi hanno fatto ripiombare la regione in rosso, unica in italia, stessa fine che faremo noi se si continua così. saluti alle secce

  2. io vorrei chiedere al direttore: come fai a conoscere i dati prima che li abbia l’Ansa?

  3. Vi state sbagliando di grosso!! Rimaniamo gialli alla facciaccia vostra. Rt di poco sopra 1 ma terapie intensive vuote!! Dunque ancora gialli!!

  4. ma se state tutti come greggi (e non solo ora ma anche quando eravamo zona rossa) in giro a fare nulla…
    poi vi lamentate…il virus vi schifa e si vendica…

  5. non sono secce ma calamari, orala colpa è di chi fornisce i dati in peggioramento della regione e non co………che appena si è tornati in giallo hanno pensato bene di fregarmene delle regole. penso ai poveri ristoratori che stavano vedendo un po’ di luce e per colpa degli irresponsabili dovranno richiudere e perdere tutto quello che avevano acquistato per riaprire.

  6. c’è chi sta peggio di noi e non si profila per niente l’ arancione, per favore VIVETE , con attenzione ma VIVETE !

  7. Come volevasi dimostrare ! ! ! Era più che evidente ! ! ! Questo è il regalo che ci fanno
    i cosiddetti negazionisti ! ! ! Chi sa se lo hanno capito.

  8. Fammi un piacere, chiuditi in casa fino al 2035 e nu scassa chiu u caxx

  9. X Sasy
    Ricontrolla quello che ha scritto, perché sta applicando il doppio gioco di De Luca, cioé inculcare alla gente il pensiero che gli ospedali siano poco pieni (non credendo ai reportage), quando poi la situazione non è esattamente buona, si è vero che rispetto a un mese fa i dati dei posti occupati sono scesi, però la situazione ospedaliera e sanitaria in Campania era già precaria prima del Covid, ora lo è all’estremo perché mancano piani di prevenzione per cercare di contrastare e contenere il Covid (sia mascherine, distanze, protocolli, controlli e igienizzazione mani da istituire e applicazione nella vita reale di tutte queste misure in non pochi casi, sia nell’assistenza domiciliare e sia nella pianificazione ospedaliera del Covid e di tutto quello che non è Covid). Tutto quello che ho scritto tra parentesi è vero che manca in tutta Italia, ma in Campania tutto questo che manca viene portato all’estremo con il rischio di pesantissime bombe sociali e guerra civile per i più disparati motivi (economici, sanitari, sociali, ambientali, scolastici)

  10. Siamo proprio degli incoscienti pensiamo solo ad aprire ma non ci preoccupiamo della prevenzione cosi non ne usciamo piu

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