Verso la revisione dei parametri per le zone di rischio: le richieste delle Regioni

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Il superamento dell’indice Rt sui casi sintomatici, zone rosse preferibilmente mirate, coprifuoco tolto in maniera graduale: sono solo alcune delle richieste fatte dagli enti locali al governo. Ecco quali sono nel dettaglio

In attesa di una proposta definitiva, che dovrebbe arrivare entro domenica 16 maggio, i nuovi criteri cui le Regioni hanno pensato sono l’incidenza di positivi su 100mila abitanti e l’occupazione dei posti in terapia intensiva e in area medica negli ospedali

Ad annunciarlo è Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, al programma radiofonico Un giorno da pecora su Radiouno. L’indice Rt, ha detto, “rischia di essere distorsivo quando i contagi scendono”

NUMERO MINIMO DI TAMPONI – La Conferenza propone di garantire un numero minimo di tamponi che sia proporzionale al livello di incidenza del contagio all’interno di una Regione

L’INCIDENZA – In zona rossa, che ora scatterebbe con oltre 250 casi Covid su 100mila abitanti, andrebbe effettuato un minimo di 500 tamponi. In arancione – tra i 150 e i 249 casi su 100mila abitanti – il minimo è 250. In gialla  tra i 50 e 149 casi su 100mila abitanti – se ne effettuano almeno 150. In bianca – fino a 49 casi su 100mila abitanti – almeno 100

NIENTE PIÙ COLORI? – Anche se Fedriga a Radiouno ha spiegato che, a suo parere, il meccanismo dei quattro colori delle regioni non rappresenta un “problema”, si potrebbe andare verso la sua sostituzione

TRE LIVELLI DI RISCHIO – Il nuovo meccanismo comprenderebbe tre livelli di rischio: basso (che determinerebbe misure simili alla zona bianca), medio (con la limitazione di alcune attività) e alto (dove potrebbe restare in vigore il coprifuoco)

ESTATE E TURISMO – In ogni caso, Fedriga ha evidenziato che, “se non modifichiamo i parametri” e allo stesso tempo si tiene in considerazione l’indice Rt, c’è il rischio che “in piena estate una Regione che passa da 4 a 8 casi sintomatici vada in rosso. Così devastiamo il turismo

ZONE ROSSE SOLO LOCALI – Ecco perché, secondo le Regioni, la valutazione di applicazione delle misure di sanità pubblica previste per le zone rosse vanno modulate su base sub-regionale (e non quindi necessariamente per tutta la Regione), con il conseguente ricalcolo dell’incidenza per tutta la Regione o adeguando il mantenimento delle attività produttive e ricreative a misure di controllo di tipo straordinario

COPRIFUOCO TOLTO IN MANIERA GRADUALE – “Qualcuno fa la previsione che a breve il coprifuoco non sarà più necessario, però non può essere tolto immediatamente perché, in questo momento, rischia di darci un colpo di coda sui contagi del quale proprio non abbiamo bisogno. Va fatto gradualmente“. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e vicepresidente della Conferenza della Regioni, Michele Emiliano

DISTINZIONE TRA SINTOMATICI E NON – “Stiamo cercando – ha poi spiegato Emiliano – di concentrare gli elementi per far scattare le misure di contenimento della curva non più solo sull’indice di incremento dei contagiati e la saturazione degli ospedali”, introducendo “una distinzione tra sintomatici e asintomatici“. Con l’accelerazione della campagna vaccinale, ci saranno “moltissimi positivi asintomatici” anche tra chi ha ricevuto le dosi, “che però non svilupperanno complicazioni e non occuperanno gli ospedali”

L’OBIETTIVO – Le proposte delle Regioni sulle modifiche ai parametri di valutazione del rischio del contagio hanno l’obiettivo di aggiornare il sistema di monitoraggio e controllo in linea con l’evoluzione della pandemia, garantendo ai territori la necessaria tutela da repentini declassamenti, dovuti a indicatori ritenuti poco rilevanti in termini di impatto reale sul sistema sanitario, anche in vista della stagione turistica

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