La bufala del limite di 15 minuti per i balli ai matrimoni

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In questi giorni, dopo il via libera del Comitato tecnico scientifico al protocollo di sicurezza per le cerimonie e i ricevimenti dopo i matrimoni, sono circolate diverse notizie di stampa per cui sarebbero stati vietati i balli per più di 15 minuti. Ma le cose non starebbero proprio così. Nelle regole per i matrimoni raccolte dagli esperti del Cts, sulla base anche delle linee guida della Conferenza delle Regioni, si specificherebbe solo che mentre all’esterno è possibile prendere parte senza problemi a danze e balli di gruppo, negli spazi interni ci sarebbero invece una serie di disposizioni da seguire. Che non hanno però a che fare con un tempo di durata massimo. Vediamo come stanno davvero le cose in questo articolo di Annalisa Gerardi su FanPage.it

La prima precisazione da fare è che, sebbene siano consentiti anche i ricevimenti e le cerimonie al chiuso, si raccomanda sempre di preferire ove possibile le celebrazioni e le feste all’aperto. Vista anche la bella stagione è probabile quindi che la maggior parte di questi eventi si svolga in spazi aperti dove, come abbiamo detto, non sono previste particolari restrizioni per quanto riguarda la musica dal vivo e i balli, al di là delle fondamentali norma anti-contagio.

Per quanto riguarda invece gli spazi chiusi il Cts si limita a specificare che gli eventi con ballo all’interno andranno organizzati con tempistiche definite e garantendo una superficie di due metri quadrati a testa, favorendo sempre il ricambio d’aria dei locali. Ma da dove arrivano quindi i 15 minuti? A fare chiarezza è Michele Boccardi, presidente di Assoeventi di Confindustria, che in un colloquio con il Corriere della Sera specifica che si parla di queste tempistiche in quanto sono quelle “convenzionalmente identificate dai gestori in 15 minuti tra una portata e l’altra”.

Tra una portata e l’altra i gestori lascerebbero abitualmente passare circa un quarto d’ora, che quindi potrebbe essere il tempo dedicato ai balli tra un piatto e l’altro. Ma questo non significa che sia stato inserito un limite specifico nel protocollo del Cts. In altre parole, nessuno cronometrerà gli invitati mentre ballano. A questi sarà però richiesto di rispettare le fondamentali norme di sicurezza. Nelle linee guida delle Regioni, invece, ci si limita a specificare:

Per eventuali esibizioni musicali da parte di professionisti, si rimanda alle indicazioni contenute nella scheda specifica. In ogni caso devono essere evitate attività e occasioni di aggregazione che non consentano il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro.

Lo scrive

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