Brusaferro: “Vaccini e comportamenti corretti possono frenare salita dei contagi”

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Risalgono i contagi da coronavirus e l’appello delle autorità sanitarie rimane sempre lo stesso: vaccinarsi. Lo rilancia Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) e portavoce del Comitato tecnico scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera. “Se non l’avete ancora fatto, accettate l’offerta della prima dose e, se ne avete già fatte due, prenotatevi per la terza quando è raccomandata.

La curva dei contagi è in netto rialzo, l’incidenza settimanale lo scorso giovedì era di 78 casi su 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, quando sappiamo che la soglia entro la quale si può intervenire efficacemente per circoscrivere i focolai è di 50 casi”, dice Brusaferro al quotidiano, sottolineando come quella dei vaccini sia l’arma più importante per scongiurare il rischio di nuove chiusure.

Con l’Europa epicentro di una nuova ondata di contagi, “è difficile fare previsioni” su cosa succederà in Italia nei prossimi mesi. “Altri Paesi stanno adottando restrizioni, ma al momento hanno numeri molto più alti dei nostri”, spiega Brusaferro. La risalita dei casi di infezioni, aggiunge, è “dovuta ad una intensa circolazione concomitante in Europa, è sostenuta molto dai non vaccinati e da un certo rilassamento nei comportamenti individuali”, oltre che dalla discesa delle temperature per l’arrivo dell’inverno.

Ancora una volta, il presidente dell’Iss fa notare come “la popolazione non immunizzata, oltre a rischiare di prendere l’infezione in forma grave, contribuisce a tenere sotto pressione gli ospedali e a favorire la diffusione del Sars-CoV-2″. I benefici dei vaccini sono “inconfutabili” e Brusaferro si augura che “di fronte a numeri così schiaccianti le persone che esitano colgano l’importanza di partecipare attivamente all’azione di contrasto alla pandemia”.

Riguardo al tema dei contagi nelle scuole, “c’è una crescita dei casi nelle fasce di età scolare come abbiamo visto nei dati settimanali, ma lo stesso fenomeno si nota tra i 30 e 50 anni”, dice Brusaferro. È possibile “evitare di andare un significativo peggioramento”, a patto che tutti usino “prudenza nei comportamenti” e “rispettino le regole all’aperto e soprattutto al chiuso, vista la stagione”.

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