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Scontro sul rientro a scuola. Bianchi respinge l’appello di 1.500 presidi per posticiparlo di 2 settimane restando in dad. In corso un incontro al Ministero dell’Istruzione con i sindacati per un’informativa sulle nuove regole per la gestione dei casi.

Il governatore campano De Luca chiude scuole materne, elementari e medie fino al 29 gennaio: l’esecutivo è pronto a impugnare l’ordinanza. Ipotesi stadi a porte chiuse. E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed è in vigore già da oggi l’ultimo decreto del Governo sulle misure anti-Covid, con l’obbligo vaccinale per gli over 50 e il divieto d’accesso ai luoghi di lavoro senza super pass in questa fascia d’età dal 15 febbraio.

Il premier Draghi terrà una conferenza stampa lunedì sulle misure. Salgono intanto a 15 le regioni in giallo: da lunedì lo saranno anche Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d’Aosta.

Zaia: Cts si esprima su scuola o sarà un ‘calvario’ 

“Sulla scuola penso sia fondamentale l’autorevole espressione scientifica del Cts, che stiamo ancora attendendo, dopo che su mia iniziativa questa richiesta è stata presentata in Conferenza Regioni e portata al Governo”. Lo dice all’ANSA il governatore del Veneto, Luca Zaia. Secondo Zaia, di fronte “all’importante ondata del contagio” e al dibattito conseguente sulla riapertura o meno  “abbiamo davanti uno scenario che sarà un ‘calvario’ per la scuola, tra insegnanti colpiti dal Covid, altri assenti per malattia, altri ancora no vax e nuove regole della Dad. Insomma quella della scuola rischia d’essere una falsa apertura”.

Bianchi: “I ragazzi restino in aula, dad ora un errore”

Le lezioni devono ripartire in presenza. Su questo insiste il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che, dalle pagine del Corriere della Sera, chiede a tutti un atto di responsabilità a favore della vaccinazione. Intervistato, il ministro afferma che bisogna “tutelare il più possibile la presenza e, con essa, i nostri ragazzi e i bambini che vengono da due anni difficili”, “che hanno segnato il loro apprendimento”. L’intenzione del governo, spiega Bianchi, “è procedere con i calendari già definiti”, e dunque nessun recupero delle lezioni a giugno.

“Nessun governo nazionale dei grandi Paesi europei, come Francia o Spagna – sottolinea -, ha chiuso le scuole”, che “devono essere le ultime a chiudere”, ribadisce il ministro. “Il ricorso massiccio alla dad, oggi, come se i vaccini non ci fossero, sarebbe un errore”, ripete Bianchi, che individua proprio nella profilassi il motivo per mantenere le lezioni in presenza. “Rispetto all’anno scorso c’e'”, spiega, “una grande differenza: il vaccino”, che è “lo strumento per tutelare la scuola, per un ritorno alla normalità”.

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