De Luca inaugura Giffoni 2022. L’appello ai ragazzi: “Coltivate la solidarietà”

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Un appello ai ragazzi da buon padre di famiglia. Quello a non smarrire la strada dei valori e a non lasciarsi attirare dalle finte illusioni. L’appello a lavorare sodo perché nella vita bisogna sapersi conquistare il rispetto, un lavoro, la dignità. E’ così che Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, si presenta ai Giffoner per l’inaugurazione della 52esima edizione di Giffoni Film Festival.

Ad accoglierlo al carpet della Cittadella del Cinema il fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi. Con lui il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldiil direttore generale di Giffoni, Jacopo Gubitosi, il primo cittadino di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano. Presenti i sindaci del territorio, il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, le autorità civili e militari.

Davanti alla storica Sala Truffaut il gesto che dà ufficialmente inizio a #Giffoni2022: De Luca ha scoperto un drappo con lo stemma della Regione Campania. Sotto un messaggio di auguri di buon festival a tutti i ragazzi. Giffoni 2022 ha così inizio in un’esplosione di gioia, sottolineata dai tantissimi ragazzi che già affollano le sale.

L’incontro è in Sala Blu con i ragazzi di Giffoni Impact!. “Ai ragazzi – ha detto nel dare la parola al Presidente De Luca il fondatore Claudio Gubitosi – la possibilità di vivere dieci giorni molto intensi e che saranno molto diversi da quelli degli anni scorsi. Stanno vivendo un momento importante della loro vita in un contesto generale complicato”. A seguire la lettura del messaggio di auguri arrivati dalla Presidenza della Repubblica: “Il Presidente Mattarella – si legge nel messaggio firmato da Simone Guerrini, Direttore dell’Ufficio di Segreteria del Presidente della Repubblica – le invia i Suoi più vivi auguri perché il Festival possa non solo replicare, ma addirittura superare i successi delle passate edizioni e rivolge a lei, al suo staff e a tutti i partecipanti i suoi saluti più cordiali”. Poi, due video, uno è lo spot dell’edizione dove emerge un messaggio chiarissimo: Giffoni è un posto dove ci si sente a casa, e poi il saluto di Papa Francesco dall’Angelus di domenica scorsa.

In chiusura l’intervento del Governatore De Luca. Che affronta temi legati all’attualità: dall’esigenza di pace e democrazia, beni non scontrati, alla crisi di governo, passando per le questioni ambientali. Un riferimento ampio al tema di quest’edizione, Invisibili, una scelta che De Luca condivide perché crescono progressivamente povertà e disuguaglianze:

Paesi che si definiscono civili – ha detto – non possono chiudere gli occhi davanti a questi fenomeni, ma io sono perché si affrontino in maniera laica ed onesta: dobbiamo dare una mano a chi non ce la fa, ma abbiamo il dovere di non educare i giovani al parassitismo. Lo Stato non può risolvere i loro problemi, ognuno deve essere responsabile della propria vita. Gli invisibili, la povera gente, gli anziani, i disabili, quelli che non ce la fanno, a questi dobbiamo dare non una, ma dieci mani. Ma per chi ha l’energia per esercitare un lavoro il messaggio è: nessun parassitismo, ognuno è responsabile della propria vita”.

Il contesto è complicato, il mondo fortemente cambiato: “Il primo obiettivo a cui dobbiamo tendere è la pace – ha continuato – Dobbiamo perciò dialogare con tutti se davvero vogliamo tutelarla. Ci sono pezzi interi di società senza assistenza sanitaria, senza lavoro e in condizioni non civili. Maggiore uguaglianza è un altro obiettivo. Infine l ‘ambiente. Per secoli la conquista dell’acqua è stata motivo di conflitto tra i popoli. È un tema maledettamente complicato. Ê una battaglia vitale per la sopravvivenza del mondo”.

Il prosieguo è un dialogo con la platea, composta esclusivamente da ragazzi: “Avete davanti a voi – ha detto – anni difficili. La democrazia che abbiamo conosciuto per generazioni, la pace di cui abbiamo goduto per generazioni non sono più scontate. Dovete perciò essere consapevoli che questi beni vanno difesi e per farlo dovete essere forti, dovete sapere che niente e nessuno vi regalerà niente. Dovete evitare le stupidaggini della movida, delle discoteche e quindi rifiutate le droghe, essere presenti a voi stessi, dovete avere un rapporto critico con la modernità e con i social che non vanno utilizzati per atti di violenza e bullismo. Non perdete i valori di solidarietà e rispetto umano come punti irrinunciabili. Le conquiste prevedono sempre lotta, dovrete conquistarvi lavoro, rispetto e qualità di vita. Fate tutta l’ammuina che volete ma dite no alla violenza, no alle stupidaggini. Divertitevi, ma indossate queste maledette mascherine perché ad ottobre avremo problemi”.

Immancabile il riferimento alla crisi di governo: “La democrazia – ha detto – oggi in Italia vive perciò una crisi doppia di legittimità e di efficienza. Ci stiano coprendo di ridicolo del mondo. Se la democrazia che si riduce a circo equestre ed il Parlamento ad un grande pollaio come abbiamo visto in questi due giorni, allora ci troviamo di fronte ad una democrazia in pericolo. Se non si risolvono i problemi e si mandano i governi in crisi ogni quattordici mesi, allora siamo di fronte ad una democrazia che non può portare avanti alcun intervento strutturale per i quali, al contrario, servono tempo, continuità e stabilità di governo. Se la politica di riduce a tweet o a gioco di correnti e sottocorrenti, la democrazia rischia davvero di morire”. La prospettiva politica? Nulla di buono all’orizzonte: “Si apre una stagione politica peggiore di quella che abbiamo alle spalle – ha spiegato – Non è che andiamo alle elezioni, vince una coalizione e si governa per cinque anni. Questa è un’illusione. Perché in un Paese in cui possono vivere trenta formazioni politiche non può esserci una democrazia che possa garantire stabilità. O abbiamo il coraggio di introdurre un maggioritario vero oppure teniamoci il proporzionale ma alla tedesca con una soglia di sbarramento al 7% perché non possiamo dare rappresentanza a chi rappresenta solo il suo condominio e a volte nemmeno quello. Quando si moltiplicano le forze politiche è solo per garantire candidature ai gruppi dirigenti, ma tutto questo non serve all’Italia”.

 

 

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