Vertenza “La Città”, Lorusso (FNSI): ‘L’informazione é sotto attacco’

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L’informazione é sotto attacco. Stanno progressivamente venendo meno i presidi storici della comunicazione. Il mondo della politica e la società civile devono intervenire perché spegnere l’informazione significa lasciare intere aree del Paese vuote  e sottrarre ai cittadini presidi democratici”. Così il segretario nazionale della FNSI Raffaele Lorusso, intervenuto questo pomeriggio nella sala giunta della Provincia nel corso di un incontro convocato per fare il punto sulla vertenza del quotidiano la Città colpito da quattro licenziamenti. Licenziamenti che non incidono solo sul lavoro, come sottolineato dal rappresentante del comitato di redazione Piero Delle Cave: “Sono stati raggiunti dalle lettere di licenziamento anche due colleghi che fanno  parte del Cdr. Si tratta di un messaggio ben preciso per chi va via ma anche per chi resta”. Uno schiaffo ai lavoratori e al sindacato, ha stigmatizzato il segretario regionale del Sucg Claudio Silvestri: “Le denunce per comportamento antisindacale sono già partite. I due editori si sono rivelati per quello che sono dopo pochissimi mesi dall’acquisto della testata dal gruppo Espresso e questi licenziamenti arrivano dopo la terza minaccia in due anni. Il licenziamento di due sindacalisti non potrà passare. Ci penserà un giudice e in tempi rapidi”. In una situazione di gravissima crisi si trovano anche i colleghi di Telediocesi su cui pesa l’annuncio di sei licenziamenti, ha ricordato il presidente dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli: “ Quello che sta succedendo é la spia di una situazione nazionale sulla quale occorre tenere accesi i riflettori. Anche a nome del presidente nazionale Carlo Verna ritengo sia giunto il momento di indire uno stato di mobilitazione generale dell’informazione in Campania”. Il segretario Lorusso ha poi sottolineato la necessità di rispettare i diritti dei lavoratori e dei sindacati. L’attuale proprietà ha voluto perdere una scommessa. Nessuno ha messo alla società i bastoni tra le ruote. Da più di dieci anni sappiamo che il settore é in profonda trasformazione. Le sofferenze ci sono ovunque, ma un conto é affrontare le difficoltà, un conto é dire io sono il padrone e a casa mia faccio quello che voglio. Lo statuto dei lavoratori, pur indebolito é ancora in vigore. Almeno due dei quattro licenziamenti sono nulli. Cominciamo a rispettare i presupposti di legge. Rivolgo un appello a chi in una sede ufficiale come la FIEG ci diede tutte le garanzie del caso. Si torni al travolto delle trattative e si trovino delle soluzioni”. Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, a partire da Davide Trezza di Potere al Popolo che ha sostenuto la necessità di far scendere in campo la politica “che non deve giocare a fare voti ma tutelare la democrazia”, mentre Franco Mari, segretario provinciale di Sinistra Italiana, ha ricordato l’impegno e la presa di posizione dei Cdr del gruppo Gedi che hanno richiamato a un senso di responsabilità la precedente proprietà che pure si era assunta delle responsabilità per il futuro dei dipendenti.

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