La processione trasformata in una via Crucis per l’Arcivescovo. La notizia rimbalza a livello nazionale

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Monsignor_Luigi_MorettiLa processione per il Santo Patrono si è trasformata in una Via Crucis per l’Arcivescovo di Salerno sui cui la gente ha vomitato addosso offese, insulti ed imprecazioni. L’immagine più brutta è stato vedere il massimo esponente della chiesa salernitana sfilare,  per  ore con il braccio del Santo Patrono tra le mani, per le vie della città, tra ali di folla che lo contestano ferocemente. Una immagine pessima rilanciata sui social network e dalle principali agenzie di stampa nazionali.

Non sono mancate le offese ma anche lancio di oggetti con le forze dell’ordine costrette a blindare il percorso di Monsignor Moretti. Al suo fianco Angelo Scelza  direttore della sala stampa del Vaticano. La notizia, arrivata anche a Roma, è destinata a far discutere. Il segno di non rispetto al pastore della chiesa salernitana si è registrato in Comune quando le statue di San Matteo, insieme a quelle degli altri santi, sono state portate nell’atrio di palazzo di città dagli uomini delle paranze nonostante  l’arcivescovo di Salerno, Luigi Moretti, avesse disposto diversamente. E’ stata una festa carica di tensioni.

L’Arcivescovo in osservanza a norme della Conferenza episcopale, aveva disposto che i Santi, nel corso della processione lungo le strade del centro storico, non si fermassero. Cancellate anche le cosiddette ”girate” della statue. Una decisione che non è piaciuta affatto ai portatori né ad alcuni fedeli che hanno parlato della cancellazione della tradizione. Quest’anno non dovevano esserci, secondo le nuove disposizioni, neanche i fuochi d’artificio: una scelta che i fedeli non hanno affatto condiviso. Il Vescovo di Salerno ha comunque seguito la processione ma al suo passaggio – da gruppi di fedeli – si sono levate frasi di contestazione e fischi. Ma non è mancato anche chi ha contestato duramente- durante la processione – il comportamento dei portatori delle paranze sostenendo che è stata scritta una brutta pagina.

LA CONTESTAZIONE AL VESCOVO E LE LINEE DISATTESE DELLA PROCESSIONE PER SAN MATTEO

29 Commenti

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  • MORETTI chieda scusa alla Città di Salerno. A volte i sedicenti pastori fanno più danni dei lupi.
    La festa di San Matteo è un momento di aggregazione di un’intera comunità che , partendo dal momento religioso, lo travalica e coinvolge i cittadini in un sentimento di appartenenza e condivisione di cultura e tradizioni. L’ingresso alla caserma della Guardia di Finanza o al Municipio non è “inchino” deferente ma bensi il rafforzamento di un legame e , per credenti, di un affidamento religioso. Moretti PIUTTOSTO vada ad impedire ai suoi sacerdoti di inchinarsi alle case dei camorristi e mafiosi. I vescovi passano, San Matteo resta.

  • la mia solidarieta’ a Mons. Moretti.
    E’ stata scritta una brutta pagina per Salerno.
    La festa di San Matteo da anni aveva perso il significato religioso, era diventata la festa di De Luca.
    Forse e’ mancato il dialogo e il confronto tra i portatori e la Curia, una cosa non avrei cancellato nel percorso della processione portare i santi di fronte al mare a piazza Cavour, ha sempre avuto una ragione di essere, anche religiosa, perche’ ricorda l’apparizione di San Matteo sul mare per salvare i pescatori e Salerno dai Saraceni, e’ sempre stato un passaggio suggestivo della processione.
    Ma quanto e’ successo e’ stato vergognoso, non puo’ essere giustificato e non rappresenta tutti i salernitani.
    Salerno e’ altro, purtroppo vent’anni di politica arrogante, di strapotere hanno portato a questo.
    Abbiamo dato alla nazione un’immagine orrenda di Salerno e dalla quale mi dissocio.

  • La decisione e l’opportunità sul fare o meno i fuochi spettava al Comune, l’articolo fà intendere il contrario…raccontatele bene le cose.

  • Miopia, scarsa comprensione, incivilta’, guerra politica tra sindaco e arcivescovo… Tutto questo durante la festa di San Matteo, il nostro santo, il nostro amato protettore da sempre. Da salernitano che a Salerno non vive piu’ da 20 anni, mi vergogno e provo una grande tristezza.

  • Vergogna! Falsi salernitani hanno fischiato offendendo sia S.Matteo che Salerno. Il Vescovo aveva perfettamente ragione a rispettare quanto deciso dalla Conferenza episcopale.

  • La chiesa ormai ha girato pagina….non è più quella delle imposizioni! Che rifletta anche il Vescovo.

  • Un brutto spettacolo offerto dai bravi di Don Rodrigo. Questa è Salerno una città che vuole che il prorpio Santo Patrono si sottometta al Signorotto di turno. Vergogna ai portatori e a quei lazzari incivili che hanno fischiato il Vescovo. Se fossi al posto di Moretti l’anno prossimo non farei fare la processione.

  • La conferenza episcopale di stronzate ne dice e ne fa ogni giorno e con la vita ricca e dissoluta che fanno i suoi cardinali non hanno voce in capitolo a dire cosa si può fare o non fare, ma qui si è trattato di educazione (la volgarità non mi è mai piaciuta) e di rispetto verso i Santi (messi a terra è stato oltraggio non verso il vescovo ma verso Loro). Che tristezza!

  • Che la Chiesa lo sappia!!! a Salerno le tradizione non può toglierle l’Arcivescovo, il “signor Moretti” avrebbe dovuto abbandonare la processione invece di fare la “vittima” prendendosi i fischi, poi alla fine della processione doveva pregare e non prendere in giro chi lo contestava dicendo “Ringrazio a tutti voi per la processione” comportamento scorretto, spero che il nuovo Papa prenda subito provvedimenti e allontani Moretti da Salerno….cosi come sono da allontanare da Salerno tutti quei “cafoni” che hanno fischiato durante i momenti di preghiera, vergognosi!!

  • Se non si capisce che le processioni rappresentano un momento di festa popolare, di tradizione ,e di una sorta di paganesimo in alcuni momenti,e che di ortodossia religiosa ce n’è ben poca, allora bisognerebbe,se gli uomini di chiesa fossero coerenti,eliminare tutte le manifestazioni pseudo religiose come i “miracoli del sangue liquefatto”,le galline ,i gigli,etc.etc..

  • daccordo la tradizione viene rispettata, ma san matteo è dei salernitani e non un esclusiva dei portatori che hanno gestito la processione senza che nessuno intervenisse, vergogna

  • Ma possibile che San Matteo è di proprietà di questi PORTATORI che fanno quello che vogliono.
    Ci deve essere un rinnovo dei portatori e tutti possono partecipare. BASTA CON QUESTA PROPRIETA’ PRIVATA.

  • Scusatemi ma forse non ho capito bene.De Luca nelle sue parole rilasciate in interviste ha testualmente detto: “Quest’anno, secondo le indicazioni della curia, la celebrazione del nostro Santo Patrono avrà un carattere diverso, di preghiera e di raccoglimento, più che di festa e popolare. È una scelta che condivido e che rispetto: Sarà un momento di grande spiritualità e di incontro con i profondi valori religiosi testimoniati dal nostro Evangelista e protettore”. Ora dopo queste parole pacificatrici,volete dirmi cosa c’entra De Luca,con la rivolta popolare che si è svolta contro l’arcivescovo. Erano tutte persone prezzolate da De Luca?. Il vero problema è un altro, ovvero che l’arcivescovo sminuendo il valore popolare della manifestazione di San Matteo ha commesso un grave errore di sottovalutazione dei veri sentimenti del popolo salernitano nei confronti del suo santo patrono, andando incontro come logica vuole ad una grave e non per questo giustificabile contestazione. Rifletta adesso seriamente il nostro pastore su quanto successo e sia più umile, qui non siamo in Calabria o in Sicilia, non ci sono mai stati inchini nei confronti di personaggi equivoci, Salerno merita più rispetto da chi spiritualmente dovrebbe guidarla……………………prima di prendere certe decisioni impopolari,osservi,mediti sul vero spirito del suo popolo.

  • Vorrei chiedere al sig. Massimo De Sio così attento all’esegesi delle parole del Sindaco come spiega la circostanza che le porte del Comune siano state aperte proprio in concomitanza dell’avvicinarsi della processione, 20:15 circa e che le stesse fossero presidiate dai “Pretoriani Urbani”. Non credo che le chiavi di Palazzo di Città siano nella disponibilità di chiunque.
    Per cui chi non coglie la “regia occulta” o è cieco o è in mala fede!.

  • Vorrei chiedere al sig. Massimo De Sio così attento all\\\’esegesi delle parole del Sindaco come spiega la circostanza che le porte del Comune siano state aperte proprio in concomitanza dell\\\’avvicinarsi della processione, 20:15 circa e che le stesse fossero presidiate dai \\\”Pretoriani Urbani\\\”. Non credo che le chiavi di Palazzo di Città siano nella disponibilità di chiunque.
    Per cui chi non coglie la \\\”regia occulta\\\” o è cieco o è in mala fede!.

  • Il vescovo è stato insultato ed umiliato davanti alla folla così come fu fatto con Gesù migliaia di anni fa. Per fortuna non l’hanno crocificsso.
    Ma siamo a Salerno e le decisioni, anche quelle di carattere religioso, le prende una sola persona.

  • Le porte del Palazzo di Città sono state sempre aperte, tutti gli anni. Non è una novità e si fa come riverenza al passaggio del Santo.

  • E ti pareva che alla fine non si finiva con dare la colpa a De Luca!
    MA diciamola tutta…i portatori hanno protestato perchè il vescovo ha fatto trovare le statue nell’atrio del Duomo e non all’interno…come le avesse sfrattate. E poi, invece di stemperare gli animi…da autentico pastore…ha voluto fare il braccio di ferro avviandosi a fare la processione con il braccio di San Matteo, fregandosene delle statue.
    E’ un corto circuito tra il Vescovo e la città…non è possibile sostenere che sia stato De Luca a provocare tutto…Hanno sbagliato in molti…tutti…forse andava instaurato un sano dialogo, invece di “imporre” la sua volontà.
    I portatori non c’entrano…e poi altro che inchini…qui a Salerno non si omaggiano i camorristi…come succede altrove…ma, in rispetto della tradizione, si saluta “il mare”, il comune, la città…
    La processione è un momento di fede ma, sicuramente, un momento di incontro con le tradizioni di un popolo e con le sue sensibilità.
    Altrimenti la si faccia solo in Duomo…ma se si vuole dare un senso alla manifestazione di fede della città e della devozione verso il Suo Patrono…allora la secolarizzazione è un fatto positivo che va rispettato…da tutti e da ognuno.
    Ferma e dura condanna per chi ha fischiato il vescovo…e…un buon Pastore, apre le braccia al suo gregge ed è pronto al dialogo.

  • Penso che bisogna cominciare a far funzionare un po’ di logica e COMINCIARE DAI FONDAMENTALI, se no non si capisce più niente e sarà sempre una guerra perenne a discapito di tutti: Una SOCIETA’ CIVILE per essere tale, accetta delle regole condivise che vanno rispettate da tutti, pena il caos perenne. Quindi è d’uso, nei paesi civili che siano tali, che le Istituzioni elette democraticamente, vadano rispettate e riconosciuti i ruoli di ciascuno, e SI DEVE avere il senso del dovere civico: si DEVE rispettare il mandato popolare anche se non ci piace. IL VERO CATTOLICO rispetta il Papa e il Vescovo non per la persona che è, ma perché (per il VERO CATTOLICO) rappresenta DIO in terra. E allora, RIPETO, se vogliamo ancora essere una SOCIETA’ CIVILE DOBBIAMO RISPETTO ALLE CARICHE ISTITUZIONALI, anche se non ci piacciono, e tanto più alle cariche religiose, perché essere cattolici è una libera scelta, per cui si accettano delle regole, riconoscendo l’infallibilità del Papa e la rappresentanza di DIO e della Chiesa in alcune figure (Vescovo, il sacerdote nell’atto della confessione ecc). In questa nostra Nazione non si accettano più le regole democratiche ed è guerra perenne, tra un po’ finiremo di usare le parole e ci sarà una guerra civile perenne. Se non partiamo dall’ inizio e capiamo che alla base di tutto ci devono essere regole condivise è inutile andare a trovare dov’è la ragione o il torto, finiremo per avere torto tutti.

  • Io alcuni anni fa ho partecipato da sacerdote alla bella processione di Salerno in onore di S Matteo. In coscienza non ho visto nulla di strano anzi è stato un bel momento di convivialità fra tutti i Salernitani fra le autorità civili e religiose, che con semplicità dialogavano anche durante la processione. Mi dispiace dire che la rigidità, l’essere schiavi delle regole, a volte porta a rompere quella serenità, spontaneità ma sopratutto quel clima di festa. Noi Chiesa dobbiamo imparare ad essere più aperti alle tradizioni, certamente non essere schiavi delle situazioni che potrebbero portare a scandalo. Avere il coraggio di una chiara comunicabilità. Chiesa Comune Forze dell’ordine. Noi dobbiamo conservare le belle tradizioni religiose che abbiamo. Non dobbiamo fare il gioco, di….. Ma nella libertà, nel dialogo, cerare con queste manifestazioni religiose, fede speranza ma sopratutto carità verso chi veramente ci crede con cuore.

  • SECONDO ME,QUELLO CHE E’ SUCCESSO è STATO PREPARATO TUTTO HA TAVOLINO. LA VERITà VERRà FUORI , NE SONO SICURO !!!!!! VERGOGNATEVI.

  • TRADIZIONE MILLENARIA è che i fedeli seguano il Vescovo. Quel che, dunque, è accaduto ieri è, secondo TRADIZIONE, definito VERGOGNOSO. Mettiteve scuorne!

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