Salerno festeggia S. Metteo, il giorno del Santo Patrono tra celebrazioni e polemiche

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Doveva essere una processione sobria si è trasformata in una resa dei conti tra Comunee Curia, tra Arcivescovo e portatori del Santo Patrono, tra i fedeli ed i vertici della chiesa salernitana. Fischi, imprecazioni, ultimatum, bracci di ferro, tensioni, fuori programma, statue dei Santi poggiate a terra, forze dell’ordine in allerta. E’ accaduto questo ed anche di più nella processione più caotica della storia di Salerno una città capace di dividersi su tutto, finanche sulla processione per il santo patrono. Un corto circuito largamente prevedibile per le prese di posizione forzate ed il mancato dialogo nei giorni che hanno preceduto la processione. Processione cominciata male e finita peggio.

Monsignor Moretti tira dritto per la sua strada, i portatori dei Santi  dall’altra. Venute meno le condizioni per rendere la processione un momento di fede e riflessione. Piovono offese all’indirizzo dell’Arcivescovo con sullo sfondo una frattura, per molti insanabile, tra una parte della città e l’Arcivescovo. Restano gli errori e soprattutto la ricerca dei rimedi per ristabilire un equilibrio ed una reale sobrietà per una processione che non può trasformarsi in farsa o in una corrida. Vi è la necessità di ristabilire un dialogo tra le parti, dialogo che è mancato e che forse poteva evitare questa paradossale processione.

La Processione dei veleni: la protesta dei portatori e dei fedeli, le tensioni, il cambio di programma e l’ingresso del Santo al Comune

 VIDEO DELLA PROCESSIONE

 


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72 COMMENTI

  1. Penso che bisogna cominciare a far funzionare un po’ di logica e COMINCIARE DAI FONDAMENTALI, se no non si capisce più niente e sarà sempre una guerra perenne a discapito di tutti: Una SOCIETA’ CIVILE per essere tale, accetta delle regole condivise che vanno rispettate da tutti, pena il caos perenne. Quindi è d’uso, nei paesi civili che siano tali, che le Istituzioni elette democraticamente, vadano rispettate e riconosciuti i ruoli di ciascuno, e SI DEVE avere il senso del dovere civico: si DEVE rispettare il mandato popolare anche se non ci piace. IL VERO CATTOLICO rispetta il Papa e il Vescovo non per la persona che è, ma perché (per il VERO CATTOLICO) rappresenta DIO in terra. E allora, RIPETO, se vogliamo ancora essere una SOCIETA’ CIVILE DOBBIAMO RISPETTO ALLE CARICHE ISTITUZIONALI, anche se non ci piacciono, e tanto più alle cariche religiose, perché essere cattolici è una libera scelta, per cui si accettano delle regole, riconoscendo l’infallibilità del Papa e la rappresentanza di DIO e della Chiesa in alcune figure (Vescovo, il sacerdote nell’atto della confessione ecc). In questa nostra Nazione non si accettano più le regole democratiche ed è guerra perenne, tra un po’ finiremo di usare le parole e ci sarà una guerra civile perenne. Se non partiamo dall’ inizio e capiamo che alla base di tutto ci devono essere regole condivise è inutile andare a trovare dov’è la ragione o il torto, finiremo per avere torto tutti.

  2. Le porte del Comune, così come di altri palazzi istituzionali sono e rimangono aperte per omaggiare il Santo al suo passaggio.

  3. Mah! ame sembra che tutta questa cagnara altro non sia che un’ ulteriore battaglia politica contro De Luca che però non c’entra nulla con la contestazione e cheanzi auspicava, in accordo con Mons. Moretti, una processione di preghiera e di raccoglimento. Certo alcuni errori ci sono stati. Ad esempio quello di non riservare il posto in chiesa al primo cittadino, mentre veniva riservato al prefetto, è stato discriminante. Quanto, poi, al tenere aperto le porte del Comune sarebbe stato abbastanza singolare tenerle chiuse al passaggio del Santo. Tuttavia il fatto che vi sia stato un’eccessiva amplificazione dell’accaduto significa che si è voluto strumentalizzare la cosa per fini politici e volutamente è stato confuso il ruolo istituzionale del sindaco con quello politico.

  4. La mia domanda e’ questa: quanti di voi possono pensare che una processione sia un rito religioso? chiedo questo in quanto io penso che questa sia solo una tradizione di paganesimo assoluto che viene elevata all’ennesima potenza solo nel sud Italia. Se il problema era l’inchino ai mafiosi ed i camorristi ,( problema che a Salerno io non vedo) allora bisognava sostituire tutti i portantini in quanto uomini e quindi responsabili delle proprie azioni. Poi in riferimento alla Chiesa , io penso che sia l’ultima in ordine istituzionale a poter richiamare i fedeli ad una sana ed educata vita priva di peccati , in quanto in questi anni hanno dato per prima loro il cattivo esempio. Concludo infine volendo ricordare a tutti quelli che approfittano di questo evento per contestare De Luca, che prima della venuta di questo a Salerno ci sono stati tutti sindaci democristiani , ma nessuno ha fatto per la Chiesa quello che ha fatto De Luca che ha rinnovato tutti i sagrati delle chiese di Salerno rendendole fruibili e vivibili a tutti i fedeli , ricevendo come ringraziamento il risultato che non gli viene riservato nemmeno un posto nel Duomo nel giorno della festa Patronale. Io se fossi alla DIGOS indagherei per prima su Monsignore in quanto quest’ultimo episodio e’ una vera e propria provocazione fatta alla prima istituzione di Salerno.

  5. Vi ricordo che l’anno scoro fronde organizzate di contestatori sfruttarono la processione per inveire contro il sindaco per tutta la durata del percorso!

  6. Caro pastenese (o enzo) hai riempito questo spazio con decine di commenti! Si vede che vuoi solo strumentalizzare politicamente la vicenda! Ma rilassati, questo non è periodo di elezioni!

  7. Vi ricordo che l’anno scorso fronde organizzate di contestatori sfruttarono la processione per inveire contro il sindaco per tutta la durata del percorso!

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