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panorama_d_italia_salerno_seconda_giornataLa giornata era iniziata su temi analoghi, con il convegno sul lavoro e sulle start-up. Esiste una “via salernitana” al riscatto dalla crisi occupazionale? Non sarà un’autostrada, ma esiste: fatta di agroindustria di turismo, di start-up e di formazione universitaria d’avanguardia.

Se n’è parlato nella mattinata di dibattiti socio economici organizzati da Panorama d’Italia al Liceo Tasso di Salerno, “per avvicinare chi sta dietro il tavolo e ha gli strumenti per dire come stanno le cose sul fronte del lavoro alla domanda degli studenti” ha subito chiarito il direttore di Panorama Mulé.

E Salerno rivendica un’eccellenza propedeutica all’occupazione, cioè un’eccellenza formativa assoluta come l’Università, collocata dal Sole 24 Ore al 16° posto in Italia e al 1° nel Mezzogiorno, con 40mila studenti, 1000 docenti e ricercatori, 700 assegnisti e borsisti.

“Abbiamo costruito il modello della comunità”, ha spiegato il rettore Tommasetti, “l’accademia non è una caserma ma un luogo di dibattito, di collaborazione tra docenti, personale tecnico e amministrativi, stiamo a Salerno con una prospettiva europea”. E dopo la laurea? Secondo Guido Arzano, presidente della Camera di Commercio di Salerno, potranno certamente puntare su turismo e agricoltura, visto che Salerno è  campione mondiale della quarta gamma (le insalatine già pronte), e produce il 2% della produzione mondiale dell’ortofrutta.

“Ai giovani vorrei chiarire che la nostra è una provincia che si può fregiare di tanti esempi di buona politica, con 130 mila imprese nel commercio e nei servizi, artigianato, agricoltura” ha spiegato Arzano. “È vero che dobbiamo migliorare le infrastrutture ma abbiamo grandi potenzialità nel turismo: siamo fermi a 10 milioni e 600 mila presenze, e ci sono quindi molti margini di miglioramento. Servono servizi, trasporti, logistica, meccanica e start up innovative”.

Ad Arzano ha fatto eco Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità portuale: “Movimentiamo 400 mila container all’anno”, ha detto, “dalle merci vive in buona salute alle 500 mila Fiat prodotte a Melfi e Cassino. Sia nelle crociere, col nuovo terminale dell’architetto Zaha Hadid e con i cargo, che diversamente da Napoli viaggiano anche di notte. Un grande bacino di occupazione verrà anche da Terna che, ha spiegato Piero Vicentini (responsabile autorizzazioni e concertazione Terna nel centro sud) a Salerno sta costruendo un elettrodotto di 380 kilowatt che collega la stazione di Montecorvino e di Avellino e poi anche  Benevento e in Campania sta investendo complessivamente un miliardo di euro.

Non si può con ciò dire che Salerno sia un’isola felice, problemi ce ne sono – ha ricordato Antonio Ferraro, consigliere delegato ambiente e sicurezza di Confindustria Salerno, anche perché la politica industriale è stata lasciata in mano alle multinazionali. Ma abbiamo la fortuna di lavorare vicino a centri di eccellenza”.

E poi c’è fermento di nuove imprese: comprese le start up innovative. Negli Usa, ha ricordato Beppe Ravasi di Ibm, il 90 per cento dei nuovi posti lavoro negli Usa si concentra nelle aziende con meno di 5 anni di vita. E le opportunità di sostegno non mancano. Una la rappresenta proprio Ibm, che ha fatto nascere tantissime start-up (tra le altre, What’s up) e che ha appena arricchito il suo contributo alle start up offrendo loro fino a 120 mila dollari in un anno, un contributo senza precedenti. «E poi li aiutiamo  nell’ ecosistema, mettendoli in contatto con venture capitalist e opinionisti». A spingere le start up italiane c’è anche, ha spiegato in collegamento dagli Stati Uniti Fernando Napolitano,  «Fullbright best», borsa di studio universitaria per realizzare in Italia start up nell’alta tecnologia: i vincitori trascorrono un periodo in Silycon valley e poi lavorano sei mesi con una start up locale.

Dal globale al locale, le start up  campane non stanno certo a guardare: Rural Hub ha messo un sensore sui prodotti agricoli, per tracciarne il percorso, fotografando l’etichetta. E l’università è in prima linea: Pietro Campiglia delegato al fund raising università di Salerno ha spiegato che per favorire la,connessione tra mondo accademico e industriale l’università investe molto negli spin off. Ora sono 17, di chimica ingegneria informatica.

Uno dei più interessanti è quello di Valeria Bugatti assegnista di ricerca  e  amministratore di Nice Filler: si basa sulla produzione  di additivi da inserire negli imballaggi alimentari, che prolungano tempo di vita dell’alimento. Un altro docente, Alessandro Weisz  è invece  responsabile di Genomix4life, spin off universitaria nata da 7 ricercatori che realizza servizi di genomica e bioinformatica per realizzare biomarcatori non invasivi per tumori e infarti. hanno un anno e tre mesi di vita. Vicino Salerno, infine, a Battipaglia, c’è un incubatore di imprese molto strategico, Polaris: “Noi siamo facilitatori”, ha detto il direttore Gianfranco Ferrigno, “partiamo dallo scouting delle idee e le seguiamo fino lla loro realizzazione: hanno incontrato oltre 500 ragazzi , 50 dei quali con idee e progetti. In 40 hanno completato il percorso formativo, in sette sono arrivati alla fase della start up”.

Nel pomeriggio, alla Camera di commercio, il workshop Ibm sulla digitalizzazioe dell’impresa: “Ibm e le imprese insieme: soluzioni per una crescita reale”. Al centro, la testimonianza di Orizzonti Holding, gruppo salernitano attivo nella grande distribuzione organizzata e nella produzione industriale di oli alimentari confezionati e di altri prodotti alimentari tipici della dieta mediterranea, con brand proprietario, che ha profondamente digitalizzato la propria organizzazione.

La serata, ricchissima, di questa seconda giornata di “Panorama d’Italia” a Salerno si è conclusa con la straordinaria performance di Enzo Avitabile che, nello stesso salone dei marmi del Palazzo di Città dove poco prima Arcuri e De Luca avevano parlato dei guai del Sud ha esaltato le sonorità e la poesia ineguagliabili della più vibrante e qualificata tradizione culturale e musicale napoletana, coniugate con le sonorità dei suoi antichi ed eccezionali strumenti. Quella che doveva essere un’intervista pubblica – e in parte lo è stata, gestita dal giornalista di Panorama Gianni Poglio – è stata in realtà un’imprevedibile concerto gratuito, tanto più bello in quanto imprevisto e improvvisato, come un regalo d’amore a una terra, a un popolo e anche a chi, come gli organizzatori e il loro pubblico, hanno creduto a un progetto di condivisione e di confronto tra culture, eccellenze e passioni.

E domani sulle eccellenze ci si ritroverà, sempre a Palazzo di città, con il primo evento della terza giornata: “Incontro di eccellenze”, appunto, per parlare di “tutto il meglio visto da vicino”, ovvero delle tante cose che nonostante i mille problemi riescono a brillare dall’Italia nel mondo.

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