La vittoria di De Luca spiazza il Pd. Renzi non vuol cambiare la Severino

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PD_Bersani_a_Salerno_De_Luca_17Da oggi “tutti al lavoro” con Vincenzo De Luca. All’indomani delle primarie in Campania, è questo l’input che arriva da Matteo Renzi al Pd: non mettere in discussione la candidatura dell’ex sindaco di Salerno. Il partito appare spiazzato da un successo tutt’altro che scontato, giunto al termine di un percorso travagliato. Nelle ore in cui De Luca annuncia una “rivoluzione democratica” e rivendica di non essere espressione “dell’apparato”, le reazioni dei Dem di ogni colore sono fredde.

Ma ai gazebo non si sono registrate irregolarità “patologiche”, certifica Lorenzo Guerini. Con De Luca, aggiunge, si avvierà adesso “un lavoro corale di tutto il partito e della coalizione” per vincere le elezioni regionali. Una vittoria che potrebbe essere azzoppata: in virtù di una recente condanna De Luca potrebbe esser subito sospeso dall’incarico a norma di legge Severino. La partita campana non spegne, intanto, le polemiche tra maggioranza e minoranza del partito. A rinfocolarle è Roberto Giachetti che sostiene che la sinistra dem “ricatta Renzi” e resta nel Pd per visibilità.

“Sono preoccupato – sbotta Gianni Cuperlo – E’ questo che vuoi, Renzi? Liberarti di un pezzo di partito? Cacciare gli eretici?”. L’ex sfidante si appella al premier e assicura di non voler lasciare il Pd, a meno che non virasse a destra, perchè non lo sentirebbe più come la sua casa. Renzi apprezza le sue parole e in serata interviene a placare gli animi: nessuno pensa a epurazioni nel Pd ed è bene che nessuno dica di volere scissioni. Ciascuno, è l’invito del segretario, esprima le proprie idee nel rispetto reciproco. De Luca è condannato in primo grado per abuso d’ufficio e perciò un minuto dopo l’elezione potrebbe essergli notificata la decadenza.

E’ per questo che fin d’ora l’ex sindaco non solo annuncia che farebbe immediatamente ricorso al Tar, ma prova subito a chiedere al Pd qualcosa in più: cambiare la legge. Una richiesta, spiegano esponenti della segreteria Pd, che difficilmente potrà essere accolta. Anche se Debora Serracchiani ha dichiarato che bisogna rivedere il funzionamento di quella legge, Renzi ha infatti a più riprese detto che quelle norme non si toccano. E, spiega un renziano, “riaprire in campagna elettorale le porte della Severino, vorrebbe dire non solo esporsi nei confronti di FI e di Berlusconi, cui quella legge si applica, ma anche alle critiche degli altri partiti”. Ma c’è di più: anche su un piano giuridico è controverso come si potrebbe intervenire a migliorare la Severino.

Perciò la decisione sembra al momento quella di aspettare che si pronunci la Corte Costituzionale, già interpellata dal ‘caso De Magistris’.     Sul piano politico, le diverse componenti del Pd appaiono spiazzate dalla vittoria (52% a 43%) di De Luca contro Andrea Cozzolino, sostenuto dalla maggioranza del partito e da un pezzo della minoranza. Si contano sulle dita di una mano i messaggi di congratulazioni. Ma se Pippo Civati, critico con tutti i candidati, afferma che “vince Salerno contro Napoli”, Guerini ferma sul nascere le polemiche: oltre al plebiscito nella sua città, spiega, De Luca ha avuto “un ottimo risultato” anche a Napoli, dove a sorpresa e’ stato di poco sotto a Cozzolino. Lo stesso sfidante annuncia che non presentera’ ricorsi e qualche contestazione, certifica il vicesegretario, è “fisiologica”.    

Il dato innegabile del voto di domenica in Campania e nelle Marche, sottolineano Renzi e i suoi, è la grande partecipazione e la regolarità di un “voto libero”. Viene smentito così sia chi, dopo gli ultimi flop, sentenziava la morte delle primarie, sia chi, come Roberto Saviano, invitava gli elettori a non votare. Si può anche fare “un tagliando” alle regole delle primarie, concedono i renziani a chi dalla minoranza Pd invoca a gran voce delle modifiche, ma lo strumento resta valido. 

Fonte RaiNews.it

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9 COMMENTI

  1. Poi dicono che non sono una casta. Non va bene loro una legge, per poter fare i propri comodi, e cercano di cambiare le regole in corsa.
    Svegliatevi gente è ora di mandarli tutti a casa a LAVORARE come fanno tanti cittadini e che, comunque, non riescono a raggiungere la fine del mese.

  2. Non ho capito una cosa: CHI si aspettava che Renzi avrebbe cambiato la Severino per favorire De Luca?

  3. Per la verità mi sembra che sia De Luca a urlare che deve essere cambiata, in quanto legge demenziale. Però quando si applicava a Berlusconi era in prima fila a dire che era una ottima legge per liberare la politica dai condannati (anche solo in primo grado).

  4. C’è stato un periodo di grande follia della politica italiana quando c’era al governo Monti e i grandi partiti PD,FI e qualche altro che non ricordo ora votarono compatti leggi assurde come la “Fornero”,la “Severino”,etc! Adesso queste stesse leggi che loro hanno votato non vanno bene più, o meglio come diceva Giulio Cesare si applicano ai nemici e s’interpretano per gli amici…………………dilettanti allo sbaraglio che dovrebbero governarci,in che mani che siamo!

  5. Caro De Luca, il fatto che tu hai amministrato quasi bene la città di Salerno, non ti autorizza a fare i tuoi porci comodi.
    Avevo deciso di darti il voto alle prossime regionali, con questa tua uscita ho cambiato idea.
    PREGASI NON CENSURARE.

  6. Ma qual’è il problema tanto alle prossime regionali i cittadini comuni non appartenenti alla casta voteranno tutti M5S !!!

  7. La legge Severino deve essere cambiata in un solo punto, che l’incadidabilita’ si deve estendere a tutti i politici, oltre ai sindaci, i parlamentari, presidenti del consiglio, ministri, presidente della repubblica.
    Quando un politico e’ condannato o solo indagato deve dimettersi e non essere piu’ candidabile come succede in tutti i paesi civili.
    Deve essere il fondamento di ogni democrazia chi si candida a parlamentare, a sindaco, a governatore di una regione non deve avere alcuna condanna o avviso di garanzia anche durante il proprio mandato.

  8. Rita ha emanata un altra sentenza usando naturalmente come è suo costume sempre il VERBO IMPERATIVO (deve) e credendo di essere in possesso di verità universali continua non ad esprimere pareri ma sentenze.

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