Scuola: a Salerno la prima sezione sperimentale a metodo Montessori in Campania

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MontessoriUna scuola a misura di bambino e di bambina: è questo il sogno di un’associazione di mamme salernitane che con il loro impegno, e il supporto delle istituzioni, hanno dato vita alla prima classe Montessori in una scuola pubblica in Campania. Saranno ventisei i bambini che il 14 settembre inaugureranno nella scuola statale “Giacomo Costa” di Salerno l’anno scolastico 2015/2016 con una nuova sezione speciale incentrata sul sistema pedagogico di Maria Montessori.  Alla conferenza stampa di presentazione del progetto che si è tenuta alla Costa di Salerno, oltre al presidente dell’Opera Montessori Benedetto Scoppola, erano presenti il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli 
e l’assessore all’istruzione Eva Avossa, che si sono mostrati felici di accogliere e supportare questa innovazione per la scuola salernitana e campana in genere. 

Un progetto fortemente voluto da un gruppo di mamme organizzatosi nell’Associazione Hormé che, seguendo l’iter proposto dall’Opera Nazionale Montessori, ha sancito una Convenzione col Miur per l’attivazione di percorsi didattici sperimentali Montessori nella scuola pubblica. A seguito di un attento studio di fattibilità, è stato individuata nel plesso Giacomo Costa, appartenente al VI Circolo didattico di Salerno “Medaglie d’Oro”, la struttura idonea per poter esercitare la didattica Montessori. Il progetto è sostenuto anche dal Comune di Salerno che sta contribuendo agli adeguamenti strutturali necessari alla scuola, sia nei locali interni che nello spazio esterno e all’acquisto di specifici arredi brevettati. 

La campagna di crowdfunding. I genitori della prima classe avviata si sono impegnati personalmente contribuendo con un proprio piccolo capitale e sono costantemente al lavoro per la ricerca di bandi e finanziamenti sia pubblici che privati. In particolare per quanto riguarda l’acquisto dei materiali didattici specifici del metodo Montessori, hanno dato il via ad una campagna di crowdfunding che permette a tutti di contribuire alla causa con una donazione. I materiali resteranno a disposizione della scuola pubblica. La campagna avviata sia in italiano che in inglese è attiva sulle piattaforme BuonaCausa.org

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3 COMMENTI

  1. Sperimentale è una parola che si usa da sempre. Che cosa diranno gli altri bambini che non sono figli di questi genitori iscritti a questa associazione. Cresceranno con la sindrome della inferiorità? E poi come la mettiamo con le porte che dovrebbero avere le maniglia ad altezza di bambino (anche il più basso di statura)?
    Poi ci vorranno una ventina di anni per passare dalla sperimentazione all’applicazione a tappeto? Guardate in un altra direzione cari genitori. Per esempio sui soldi che vengono date alle non statali dove si sa che ci vanno i “benestanti e ciucci”! Ah queste associazioni quanti guai combinano!

  2. Guai? L’associazione ha fatto una richiesta ad una scuola pubblica. I genitori si sono autotassati per comprare I materiali che verranno usati nella classe. La materna quanto dura? 3 anni? I materiali hanno lunga vita e verranno lasciati agli alunni che si iscriveranno alla sezione negli anni a venire, quindi anche coloro che non si sono autotassati ne usufruiranno. Sicuri, poi, che I bimbi delle altre classi si sentiranno inferiori? Per cosa, poi? O forse a 3 anni ci si sente già in difetto per qualche cosa? Forse I genitori delle altre classi dovrebbero vivere serenamente l’anno scolastico, senza fomentare inutili ed immotivate arrabbiature.
    Non vedo nessun danno apportato alla scuola pubblica in favore di quella privata. La scuola in questione era anche a rischio chiusura, causa poche iscrizioni.
    Il comune si è impegnato a effettuare lavori di adeguamento alla struttura: ne usufruisce tutta la comunità o solo l’associazione?
    Io realmente non comprendo tutta questa rabbia.

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