Autovelox tra leggende e verità: le 13 cose da sapere

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Il Tutor è la denominazione commerciale del Sicve, Sistema informativo per il controllo della velocità. Si tratta di un’apparecchiatura sviluppata all’inizio degli anni 2000 dall’allora società Autostrade con l’obiettivo di misurare la velocità media tra due “portali” controllati da telecamere. Attualmente sono 333. Il Sicve fu omologato il 24 dicembre 2004 e i primi portali furono attivati nel 2005. Attualmente sono 333 i portali attivabili di volta in volta dalla polizia stradale e 242 i tratti di autostrada, in genere di lunghezza compresa tra 10 e 25 km, che possono essere tenuti sotto controllo, per una lunghezza complessiva di circa 3.100 km.

Presunte falle del sistema. Fin dal loro debutto, molte leggende sulle caratteristiche e sulle falle del sistema hanno iniziato a circolare tra gli automobilisti. Molte di queste girano ancora oggi. In questa gallery vi proponiamo le 13 dicerie più popolari, spiegando come stanno realmente le cose.

Se si percorre la corsia di emergenza non si è rilevati dai Tutor. FALSO. Anche la corsia di emergenza è tenuta sotto controllo. Questa leggenda, però, nasce da un fatto vero. I primi portali attivati, infatti, non erano dotati di telecamera dedicata alla corsia di emergenza. Da una decina d’anni, però, tutte le corsie, anche quelle di emergenza, sono tenute sotto controllo. Ricordiamo che commettere questa infrazione del Codice della strada comporta una multa di 422 euro, la perdita di dieci punti e la sospensione della patente da due a sei mesi.

Se si passa sotto un portale in mezzo a due corsie si può sfuggire al Tutor. FALSO. Ogni telecamera è in grado di tenere sotto controllo uno spazio pari a più corsie di marcia. Chi passa a cavallo della striscia discontinua non sfugge.




Se si entra in un portale da una corsia e si esce da una corsia diversa si sfugge al Tutor. FALSO. Le telecamere non lavorano in parallelo per corsie di marcia, ma sono utilizzate per rilevare tutti i veicoli in ingresso e in uscita. Il “cervellone” del sistema misura la velocità media di ciascuno di essi e “scarta” quelli che hanno viaggiato entro i limiti stabiliti (tolleranza compresa).

Se si va a più di 250 km/h il Tutor non riesce a leggere la velocità. FALSO. Il Tutor riesce a rilevare qualsiasi violazione dei limiti di velocità. Finora la velocità massima rilevata è stata quella di una macchina che viaggiava a oltre 295 km/h. La violazione è avvenuta la notte dell’8 dicembre 2011 sull’A1 tra San Vittore e Caianello.

Il Tutor non è acceso di notte o quando piove. FALSO. Salvo guasti o fermi tecnici per manutenzione, il Tutor può essere acceso per periodi indeterminati, al limite persino 24 ore su 24, sette giorni su sette. E ciò indipendentemente dalle condizioni atmosferiche o di luce. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, un tratto di autostrada è tenuto sotto controllo soltanto per alcune ore al giorno. Comunque, è la polizia stradale, nella sua autonomia, a decidere, di volta in volta, l’impieg

o dei Tutor e, quindi, quali portali attivare e per quanto tempo tenerli accesi (nella foto, l’identificazione di una targa di notte).

Il Tutor non rileva la targa se è notte e se le luci della targa sono spente. FALSO. Il Tutor è dotato di un sistema di riconoscimento della targa indipendente dalla sua illuminazione e dalla luce esterna.

Il Tutor non può essere usato per misurare la velocità istantanea, come un autovelox. FALSO. Il sistema è stato tecnicamente progettato per rilevare anche la velocità istantanea dei veicoli che attraversano il singolo portale. La polizia stradale, però, finora lo ha sempre usato solo per rilevare la velocità media attraverso due portali consecutivi.

Il Tutor è impostato per non rilevare il superamento dei limiti di velocità fino a 10 km/h (articolo 142, comma 7 del Codice della strada). FALSO. Il Tutor rileva tutte le violazioni di velocità media superiori al limite di velocità, ovviamente al netto della tolleranza del 5% prevista dalla legge. Per esempio, se il limite è di 130 km/h, il sistema esclude solo i veicoli che hanno percorso il tratto compreso tra i due portali a una velocità media pari o inferiore a 136 km/h.

Il Tutor misura la velocità media solo delle automobili dotate di Telepass. FALSO. Il Tutor rileva tutti i veicoli in transito sotto il portale. Non c’è alcun collegamento tra l’apparecchio per il rilevamento della velocità, gestito dalla polizia stradale, e quello per il pagamento del pedaggio, gestito da una società controllata da Autostrade per l’Italia.

Quando piove il Tutor resta impostato a 130 km/h. VERO. Quando piove il limite di velocità si abbassa a 110 km/h (salvo limiti ancora più bassi ove segnalati). Ma affinché il Tutor rilevi la violazione, occorre che la polizia stradale imposti manualmente, di volta in volta, il nuovo limite sul sistema di controllo della velocità. Per farlo, tuttavia, occorre che piova lungo tutta la tratta controllata. Siccome non sempre, anzi, quasi mai, le pattuglie della Polstrada possono fare questa verifica, il Tutor generalmente resta impostato a 130 km/h.

Per non farsi multare dal Tutor basta fermarsi in un’area di servizio in modo da abbassare la velocità media del viaggio. FALSO. In genere tra due portali attivi del Tutor non vi sono né uscite né aree di servizio. In quei casi l’unica maniera per abbassare la velocità media è rallentare. Nel rarissimo caso in cui tra i due portali vi sia un’area di servizio, la sosta consente certamente di abbassare la velocità media e, quindi, di “sfuggire” alle maglie del Tutor. A meno che, ovviamente, esso non sia stato impostato dalla polizia stradale per il rilevamento della velocità istantanea…

Le violazioni, rilevate dal Tutor, commesse con auto con targa straniera sono archiviate. FALSO. Tutte le violazioni rilevate dai Tutor finiscono al Cnai (Centro nazionale accertamento infrazioni) di Roma. Per le auto con targa italiana i sistemi, grazie al collegamento diretto con il centro elaborazione dati della Motorizzazione civile, associano immediatamente il numero di targa al proprietario. Per le targhe estere, invece, vi sono due procedure diverse. Se la targa è di un Paese Ue risalire al proprietario è semplice grazie al nuovo “Sistema automatizzato di interscambio dei dati di immatricolazione dei veicoli circolanti nei Paesi Ue”, che dall’anno scorso consente di risalire velocemente al proprietario e, quindi, spedire il verbale oltrefrontiera. Se, invece, il veicolo è immatricolato in un Paese extra Ue, non esiste un sistema automatizzato. La procedura è più lunga, ma il verbale, così dichiara la polizia stradale, è notificato in ogni caso.

Non esistono due tratti consecutivi coperti contemporaneamente dal Tutor. VERO. Ogni portale del Tutor può essere usato come ingresso o come uscita di una tratta lungo la quale è calcolata la velocità media dei veicoli. Non potendo svolgere entrambe le funzioni contemporaneamente, non possono esistere due tratti consecutivi di strada controllati contemporaneamente dal Tutor.

Fonte quattroruote.it

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