Cittadini e volontariato: cresce un nuovo senso civico (di Tony Ardito)

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“Armiamoci di scopa, raccoglitore e busta per la mondezza e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città”, con l’hashtag #romasonoio, tempo fa aveva così cinguettato sul suo profilo Twitter l’attore Alessandro Gassman, lanciando una provocazione che stimolasse una riflessione ed esortasse il maggior numero di cittadini possibile a rendersi protagonisti nelle operazioni di pulizia e decoro urbano. La proposta suscitò copiose reazioni ed animò un bel dibattito, in particolare nel mondo della cultura e dello spettacolo.

Nei giorni scorsi, di buon mattino, a colpi di ramazza, è stato il cantautore Francesco De Gregorio ad offrire il proprio contributo per ripulire le strade di Roma dalla sporcizia. Ben mimetizzato, ha lavorato con altri cittadini allo scopo di ridare la giusta decenza alle vie di Prati, un quartiere storico della capitale.

Due artisti, un unico esempio: il volontariato urbano che in Italia a differenza di altre nazioni, come la Germania o la Gran Bretagna, è ancora poco sviluppato e questo nonostante  il nostro Paese sia fra i primi per il numero delle associazioni che operano su base volontaristica.

Qualcosa sta tuttavia cambiando nelle coscienze dei cittadini, probabilmente anche per effetto della crisi economica che attanaglia gli enti locali e pure perché si va sempre più diffondendo una cultura della cittadinanza attiva e responsabile.

Infatti, è in crescita il numero di coloro i quali partecipano in prima persona alla cura dei beni comuni. Ci si organizza in gruppi per ripulire i giardini, riordinare le biblioteche, cancellare le scritte dai muri. A farlo sono persone unite da un profondo senso civico le quali decidono di impiegare il tempo libero al fine di offrire un contributo fattivo alla loro comunità.

Recependo ed attuando il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani” promosso da Labus – laboratorio per la sussidiarietà, sono già 50 i comuni che hanno adottato la pratica dell’amministrazione condivisa per la cura e riqualificazione delle nostre città.

Sarebbe assai interessante, oltre che naturalmente utile a tutti ed a ciascuno, se egualmente in altri centri, grandi e piccoli, in particolare del Mezzogiorno, si incoraggiassero e sostenessero simili iniziative, ma le amministrazioni locali sono comunque chiamate ad adempiere ai propri inderogabili doveri.

Alla scuola va il delicato compito di contribuire a instillare, diffondere e tener desta la attenzione su una nuova e diversa coscienza civica; talvolta, forse, prima ancora che fra i ragazzi, proprio tra i genitori.

Comunque, il buon esempio è e resta il miglior viatico per favorire e migliorare la crescita individuale e collettiva, qualunque età si abbia, qualsiasi compito si svolga nel contesto in cui si sta.

 

editoriale a cura di Tony Ardito, giornalista

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