Zootecnia: tour Coldiretti in Campania per promuovere la carne italiana

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Forte interesse e partecipazione da parte degli allevatori campani agli incontri organizzati da Coldiretti per la promozione del contratto di filiera delle carni bovine 100% italiane, tramite la linea vacca-vitello, sostenuto dal Mipaaf. Il primo incontro si è tenuto martedì a Contursi Terme e ha coinvolto gli imprenditori delle province di Avellino e Salerno. Questa mattina presso le Terme di Telese il secondo incontro con gli operatori zootecnici di Benevento e Caserta. Hanno partecipato agli incontri il presidente regionale di Coldiretti Gennarino Masiello e il vicepresidente Vittorio Sangiorgio, il direttore regionale Salvatore Loffreda e i direttori provinciali Francesco Sossi, Angelo Milo e Vincenzo Tropiano.

Il contratto di filiera per la valorizzazione delle carni bovine linea vacca-vitello 100% made in Italy – spiega Coldiretti – si base sull’adesione a un accordo tra tutti gli attori della filiera, dalle aziende zootecniche fino alle imprese di macellazione e distribuzione. La zootecnia ha un ruolo fondamentale per l’economia agricola e per la salvaguardia delle aree interne. Il rilancio del settore passa necessariamente attraverso accordi di filiera, per favorire l’aggregazione, l’adeguata remunerazione delle imprese con un prezzo minimo garantito e maggiori tutele sui mercati per sviluppare l’innovazione, ridurre i costi e accrescere il valore delle produzioni.

È già possibile sottoscrivere la domanda di ammissione al contratto di filiera presso gli uffici territoriali della Coldiretti. In Campania sono 78mila i capi bovini da carne, ma le statistiche attestano le persistenti difficoltà degli allevamenti proprio a causa della frammentarietà della filiera, dei costi elevati, della forte concorrenza estera. Creare una rete di allevatori per la produzione di vitelli significa inserirsi nel mercato con un prezzo minimo garantito, una possibile contribuzione del Mipaaf e una valorizzazione di una carne 100% italiana, sempre più richiesta dai consumatori.

Negli ultimi 25 anni – sostiene Coldiretti – l’Italia ha perso il 33% dei bovini da carne ma importa quasi la metà della carne consumata. Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni. Il contratto consente una piattaforma di dialogo per far crescere gli allevamenti italiani e valorizzare l’intera filiera nell’interprofessione.

Per invertire la tendenza e tornare a far crescere il patrimonio la soluzione – conclude Coldiretti – è puntare alla qualità e all’ecosostenibilità, portando sulle tavole dei consumatori un prodotto sempre più d’eccellenza. La sostenibilità della carne va incontro a una richiesta specifica da parte dei consumatori, sempre più attenti alla qualità e al valore ambientale di quanto portano in tavola. Non a caso, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, il 45% degli italiani privilegia la carne proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie carni locali e il 20% quelle a marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine.

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