Vertenza Fonderie Pisano: Cisal Salerno scrive al Presidente della Repubblica

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Una lettera aperta per invitare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a occuparsi della vertenza legata alle Fonderie Pisano. A scriverla è Luigi Vicinanza, sindacalista provinciale della Cisal di Salerno. Questo il testo della missiva:

«Gentile Presidente Mattarella, sono un umile sindacalista. Vi scrivo per interessarvi della vertenza delle Fonderie Pisano, azienda di Salerno. Da ormai tre anni è in atto una battaglia legale sulla produzione della ditta nel suo attuale stabilimento, che sorge in un’area industriale diventata ormai residenziale nel corso degli ultimi due decenni. Questo ha ovviamente prodotto una discussione sull’eventuale delocalizzazione della fabbrica, accettata dalla proprietà delle Pisano e pretesa dai residenti ormai stanchi di respirare polveri sottili nocivi per la propria salute.

Su questo fronte, infatti, una serie di associazioni popolari e ambientaliste si sono formate, andando a contrapporsi agli imprenditori e ai lavoratori, generando una battaglia legale arrivata già in Cassazione. Una guerra tra poveri senza precedenti, culminata anche con uno scontro fisico tra operai e residenti ma che pare sempre ferma al punto di partenza. Mentre l’azienda è attiva a mezzo servizio e i lavoratori godono degli ammortizzatori sociali, la delocalizzazione è ferma al palo.

Motivo? Nessun Comune vuole quello che tutti definiscono un “incubo” tale da mettere in pericolo la salute dei cittadini. Un contesto paradossale, dove la politica, a tutti i livelli, continua a difendere il proprio orticello e i sindacati confederali, quelli che da sempre hanno avuto rappresentanza in fabbrica, bravi solo a chiedere deroghe sulla cassa integrazione e a non dare una vera scossa sull’unica cosa che conta: la delocalizzazione.

Ecco perché, Presidente Mattarella, la invito a intervenire personalmente. Venga a Salerno a incontrare residenti e lavoratori. La politica, l’imprenditoria e un certo sindacato hanno fallito sulla gestione del “caso” Pisano. Da italiano non mi sento più rappresentato da nessuno, eccezion fatta per la sua figura. La invito a non lasciare nessuno davanti a questo dramma che pare infinito».

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1 COMMENTO

  1. Signor Vicinanza ha leggermente distorto la realtà omettendo che la fonderia e”tutt’oggi abusiva in quanto sprovvista dei permessi necessari all’attività in essere. Ha omesso inoltre che l’impianto e”obsoleto ed e”stato in più occasioni colto in fallo dagli enti preposti ai controlli, sebbene quest’ultimi in base a quanto emerso dalle indagini dello scorso anno fossero chiaramente propensi a insabbiare le vostre mancanze. Avete omesso che la gente vive in un incubo da anni ed è costretta a chiudersi in casa per non dover ricorrere alle cure mediche per i miasmi provocati dal vostro “VAPORE ACQUEO”. Avete omesso che nonostante le segnalazioni giornaliere fatte agli enti preposti da cittadini disperati nulla cambia perché una politica complice e senza dignità si vende a mani basse. La prego signor Vicinanza, almeno lei, dopo che la popolazione ha accettato di donarvi un ulteriore anno di tempo (come se i precedenti 10 fossero stati pochi) per andare nella terra promessa tanto decantata nel periodo del riesame e dopo che nulla, dico nulla sia stato fatto per mettere la parola fine a quest’incubo..abbia almeno lei, il buon senso di capire che i cittadini sono arrivati al punto di non ritorno, ora dovete andare a casa, e credetemi quando vi dico che vi andata anche bene, perché solo qui in Italia e”possibile fare queste porcherie o anche semplicemente esserne complici senza pagarne le conseguenze.

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