Porto di Salerno, Lega attacca. “5mila tir a settimana: indagine Arpac”

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Lo sciopero di cinque giorni degli autotrasportatori è appoggiata dalla Lega – con il segretario provinciale Mariano Falcone, il segretario cittadino Cristian Santoro ed il consigliere comunale Giuseppe Zitarosa – e dal consigliere comunale Antonio Cammarota. Con loro la popolazione dei quartieri retrostanti, da anni in lotta per una efficace regolamentazione delle attività commerciali. Sott’accusa i livelli di inquinamento e di insicurezza ritenuti “insostenibili” dalla Lega. E’ quanto riportato dal sito LaDenuncia.it“Lo sciopero di ben cinque giorni indetto dalla Federazione Autotrasportatori Italiani e le continuative proteste degli abitanti della parte occidentale dimostrano due cose sopra tutte: le attività commerciali sviluppatesi nel porto sono per molti aspetti incompatibili con una gran parte di città; il Comune di Salerno ignora, di fatto, il problema”, afferma Mariano Falcone.

“La salvaguardia del lavoro – continua – va coniugata ai pari diritti costituzionali alla mobilità ed alla salute. Principi compromessi, con quello alla sicurezza denunciato sia dagli autotrasportatori che dagli abitanti dei rioni retrostanti il porto, da un volume di traffico quotidiano che porta, in media, 5mila camion a settimana ad entrare ed uscire dai varchi. Nella convinzione che il fenomeno dello sviluppo delle attività commerciali (private), per le conseguenze che determina in termini di impatto sulla città non possa prescindere da precise scelte politiche si salvaguardia dell’interesse pubblico, la Lega di Salerno si farà promotrice delle seguenti azioni: richiesta all’Arpac di monitoraggio continuativo dei livelli di inquinamento da polveri sottili e acustico all’incrocio del viadotto Gatto con via Benedetto Croce; richiesta alla Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale del cronogramma di realizzazione e consegna dell’opera Porta Ovest; richiesta al Comune di Salerno di verifica statica e strutturale del viadotto Gatto; richiesta a AdSP, Comune di Salerno, Ufficio Dogane e FAI e operatori economici portuali di verifica fattibilità contingentamento numero quotidiano camion/Tir in entrata/uscita dal porto; richiesta al Comune Salerno di indizione Consiglio comunale monotematico”.

Posizione diversa da quella di Cammarota che, a none dell’associazione ‘La nostra libertà’ ha presentato un dossier con relativa petizione per la delocalizzazione della struttura commerciale a Pontecagnano. “Se è possibile costruire il nuovo Ruggi, si potrà costruire anche il nuovo porto”.

Nelle more, avanza la proposta di limitare alle ore 8 l’ingresso dei camion. Intanto il sindaco Vincenzo Napoli, a latere della manifestazione ‘Cantagiovani’ presentata stamattina, ha sfiorato l’argomento rispondendo ad una domanda sui parcheggi del conservatorio: “Scontiamo i riardi di Porta Ovest a causa del fallimento della ditta. Quell’opera, completa, avrebbe risolto molti problemi”. Insomma, niente di nuovo dall’Amministrazione.

Fonte LaDenuncia.it

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6 COMMENTI

  1. Un porto non può trovarsi nel cuore di una città!!!! Delocalizzare subito, invece di continuare nell’italico sistema mettere sempre pezze a qualunque cosa! Prima di tutto c’è da tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini, poi viene tutto il resto. Nell’immediato, trasferire a Napoli gli attracchi dei vari traghetti e cargo ro-ro per diminuire drasticamente il traffico di mezzi pesanti che sta ammazzando Salerno.

  2. Il porto va delocalizzato. E’ una vergogna.
    Abbiamo chilometri di coste abbandonate all’incuria tra Salerno e Pontecagnano.
    Siamo all’apoteosi dell’idiozia umana(e della speculazione). Invece di spostare il porto altrove, si è deciso di perforare una montagna, con tutti i rischi che ne conseguono.
    Il porto attuale è troppo piccolo, bisogna prenderne atto. Non è possibile vedere ogni giorno in rada, a largo delle nostre coste, decine di navi che fanno la fila per giorni.
    Questo è causa di inquinamento marino e di emissioni atmosferiche elevatissime, oltre che di pessimo gusto alle porte della Costiera Amalfitana e per una città che si definisce “turistica” come Salerno.
    Siamo governati da una manipolo di capre belanti.

  3. Ma questi cittadini che invocano la delocalizzazione ne sono convinti per cognizione di causa, oppure ne parlano per sentito dire e senza avere idee concrete su cosa comporti una simile operazione?
    I territori a sud-est della città andrebbero incontro a una trasformazione profonda, con un impatto ambientale indescrivibile. I costi sarebbero astronomici e la ricerca dei fondi per i relativi finanziamenti sarebbe molto problematica. Anche per i tempi di esecuzione, vista la prassi vigente, sarebbe difficile fare valutazioni attendibili, ma certamente non sarebbero brevi.
    Allora, è proprio un’dea da continuare a propugnare e a proporre senza presentare almeno uno studio preliminare di fattibilità che illustri i punti salienti del progetto?
    Prima di ogni petizione, questo andrebbe portato a conoscenza dei cittadini.

  4. Togliamo anche il porto poi andremo tutti a Scambia a cercare lavoro da Sava stano il papà di Genny ma fatemi il piacere sto comitati da quattro soldi che difende ti i vostri interessi

  5. Le cose vanno fatte e non solo dette. Occorre controllare il viadotto (giunti,asfalto,pilastri, ecc.), limitare in alcune fasce orarie il traffico dei tir, riaprire la statale al doppio senso di marcia per la esclusiva sicurezza degli automobilisti. Il resto è noia!. Per il completamento di Porta ovest occorrono anni, la stessa cosa per dellcalizzare il porto. Facciamo le cose ordinarie non ci inventiamo altro.

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