Ass. ‘Io Salerno’: Il Cilento, questo sconosciuto – ultimo atto. Che vogliamo fare?

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(da Mercoledì 05/12/18)

Concludiamo, oggi, le riflessioni sulle prospettive sociali ed economiche del territorio Cilentano con alcune proposte concrete da noi elaborate nel rispetto sia di quanto emerso nel corso della lunga “traversata” sia dei seguenti ineludibili vincoli:

il Cilento non è solo spiaggia e mare;

il Cilento deve crescere senza tradire se stesso;

il Cilento non può essere terra di conquista o di asservimento.

Escluse ipotesi progettuali “complesse e fantastiche”, spesso utilizzate da taluno, forse, più per gloria e interesse personale, noi abbiamo immaginato semplicemente interventi coerenti e compatibili incentrati sulla valorizzazione degli attrattori esistenti, combinati tra loro, tra le diverse aree e tra i diversi settori produttivi, per apportare una “nuova vitalità” a tutto il comprensorio e stimolare anche la creazione di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro.

Prima di entrare nel dettaglio, ci sia consentita una premessa.

Abbiamo detto, la volta scorsa, che gli unici potenziali “attori” potrebbero essere l’Ente Parco, se animato da maggiore propensione operativa, e gli investitori professionali, residenti e non, se disposti a realizzare progetti non speculativi.

Chiariamo:

  • l’Ente dovrebbe assumere il ruolo di “cabina di regia” di progetti complessivi, dalla produzione alla commercializzazione, in attuazione delle ampie previsioni dell’art. 3 dello Statuto. Tra le possibili voci da utilizzare, evidenziamo: f) mobilità (organizzazione trasporti interni), i) conduzione agricola (fattorie), l) e.commerce (vendite sul web), m) mostre e fiere (gestione attrattori), p) turismo (creazione e gestione circuiti, sito web “dinamico” descritto la scorsa settimana);
  • gli operatori economici dovrebbero investire in attività ancorate durevolmente al territorio. Al riguardo, ci appare degno di menzione il progetto in corso per la ristrutturazione del Castello di Rocca Cilento che, a quanto è dato sapere, dovrebbe divenire un attrattore di qualità e sede di “Mercatini del Natale” sull’esempio del noto e apprezzato Castello di Limatola. Ben vengano investimenti del genere per realizzare, magari, un circuito delle Fortezze e dei Borghi Fortificati di tutta l’area. Un sogno?

A questo punto, finalmente, possiamo entrare nel dettaglio con riferimento a ogni singolo attrattore:

– attività produttive: sono da riscoprire le coltivazioni “desuete” dell’orto, del frutteto (fichi, melograni, giuggiole, mandorle, noci, castagne), del bosco e del sottobosco (more, lamponi, erbe officinali), dell’allevamento tradizionale (pollame. ovi-caprino, suino, bovino podolico). Ricordiamo che la Dieta Mediterranea è nata in questi luoghi anche se, talora, non sembra né un merito né un vantaggio.

E’ indispensabile rivalutare le tecniche millenarie di lavorazione (pesce, conserve, formaggi, salumi), agevolare la nascita di imprese giovanili e facilitare l’aggregazione commerciale con l’implementazione dei “contratti di rete”. La collaborazione tra produttori costieri e interni può consentire di creare “panieri delle tipicità” da offrire anche con il commercio elettronico sotto l’egida del marchio del Parco. I “mercatini locali di vicinato”, realizzati tra centri vicini, possono costituire eventi di richiamo in contemporanea con altri attrattori. Le “aree Pip centralizzate”, rispetto a più Comuni contigui, possono offrire sedi attrezzate a laboratori artigiani con funzione anche di botteghe scuola per i giovani (legno, ferro, pietra, vetro, ceramica).

Le produzioni e le lavorazioni locali sono la vera forza del territorio, insieme al saper fare e a ogni altra espressione dell’ingegno dei residenti;

– storia/ambiente: sono da recuperare e gestire professionalmente, con la creazione di circuiti turistici anche abbinati ai soggiorni marini, le memorie storiche (Velia, Molpa di Palinuro, SanSeverino di Centola, fortezza della Civitella, Castelli di Novi, Auletta, Camerota, etc.), quelle religiose (Chiese dei Basiliani di Policastro, di Laurino, di Pattano, Sacro Monte di Vallo, etc.), quelle ambientali (fiume Calore, grotte di Castelcivita, Cervati, valli delle orchidee e della lavanda, etc.). Le Torri Costiere potrebbero divenire moderni “avamposti per la difesa dell’ambiente” con laboratori per la certificazione della qualità di acqua e aria;

– centri urbani: sono da riqualificare tutti i centri nel rispetto degli impianti urbanistici originari utilizzando i materiali locali ed eliminando superfetazioni e “vergognosi” infissi in alluminio, pure dorato; Quanti partecipano al club dei “Borghi più belli d’Italia”?

– accoglienza: sono da incentivare le trasformazioni in strutture ricettive dei casali, delle masserie, dei palazzi e delle case dei borghi per favorire il pernottamento diffuso;

– tempo libero: lo sport, in tutte le diverse espressioni, deve essere il completamento di una offerta coinvolgente, non singolo motivo di attrazione. Chi può essere disposto a fare 3+3 ore di viaggio per qualche minuto di volo al “VolaLaurino”? Non può essere questo il motivo dei deludenti risultati? In Scozia hanno scelto il golf per il turismo di qualità. E migliaia sono i giocatori e i curiosi. Sarebbe sbagliato provare anche da noi, magari nella zona di Palinuro?

Ci fermiamo, per esigenze di spazio. Non perché manchino le idee.

In sintesi, per l’auspicato sviluppo di questa terra, bellissima e difficilissima, tanto abbandonata quanto depredata senza ritegno, noi pensiamo siano necessari interventi di “vera sostanza” incentrati sulla gestione unitariadi tutti gli attrattori disponibili, ciascuno di supporto agli altri, nell’ambito di “programmi” rispettosi della identità dei luoghi e organizzati nell’ambito di “circuiti plurimi” spalmati sull’intero arco dell’anno.

Non basta l’azione isolata, pur meritevole:il Cilento cresce se cresce il Cilento”. 

Offrire in “circuiti” i Borghi, le fortezze e le torri di difesa, le cantine, i frantoi, la gastronomia, le Chiese Basiliane, gli scavi archeologici, l’ambiente, il sole e il mare, significa “far circolare per più tempo visitatori e vita” nelle aree prescelte offrendo a ciascun residente l’opportunità di partecipare con la sua attività o il suo talento e di essere parte attiva ed economicamente valida del processo.

Un esempio mancato? Per l’imminente Natale, in una scenografia da “Presepe vivente”, potevano ben essere immaginati “circuiti organizzati tra Centri limitrofi” abbinando mostre Presepiali a rappresentazioni storico/religiose, “mercatini” dell’artigianato a itinerari verso la costa o verso l’interno alla scoperta di luoghi dove il tempo si è veramente fermato. Troppo difficile?

Il recupero del Cilento non è una “missione impossibile”, a condizione che ne siano convinti innanzitutto i Cilentani.

Anche il Cilento ha bisogno di amore.

Noi, con le nostre riflessioni, lo abbiamo offerto. Auspichiamo che chi di dovere faccia altrettanto.

e.mail: associazione.iosalerno@gmail.com

pagina fb: Associazione io Salerno

(P.S.: chiudiamo qui il ciclo dedicato al Cilento. Le nostre idee, semplici e, forse, ingenue, sono comunque a disposizione di chi voglia veramente contribuire al “risveglio” di questa area. Noi ci siamo. Confidiamo di non essere soli.

Chiudiamo, oggi, anche le riflessioni per il 2018. Riprenderemo con il  Nuovo Anno. AUGURI).

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