La pace fiscale è legge: cosa cambia con il condono ‘light’

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Il decreto Fiscale è il primo tassello della manovra economica ad andare al suo posto. Nel provvedimento su cui oggi il governo ha incassato la fiducia nel voto definitivo contiene numerose novità, dal condono “light”, alle misure per fatture elettroniche e conti dormienti.

Via libera della Camera dei Deputati al decreto fiscale che diventa legge. Il decreto, sul quale il governo ha ottenuto la fiducia, nel voto finale ha incassato 272 sì, 143 voti contrari con 3 astenuti.

Il decreto Fiscale è il primo tassello della manovra economica ad andare al suo posto. Il provvedimento contiene infatti i grandi capitoli sulla pace fiscale, e sulla fatturazione elettronica, ma anche gli interventi sulle banche cooperative, la tassa sui money transfer e la proroga del bonus bebè, gli incentivi per la rete a banda ultralarga, nuove norme sulle concessioni autostradali scadute, la stretta su sulle violazioni nelle assicurazioni rca, e misure sulle sigarette elettroniche e contro il caporalato.

Come si vede sono tanti i temi che sono finiti all’interno del decreto su cui il governo, non senza polemiche, ha posto la sua ottava richiesta di voto di fiducia. Ora andiamo ad analizzarli punto per punto partendo dal tema più atteso ma forse anche più controverso, quello del condono fiscale che il governo ha chiamato Pace Fiscale.

Che cosa cambia con la pace fiscale

Nel capitolo sulla pace fiscale è entrata e poi uscita, nel corso dell’esame del Senato, la dichiarazione integrativa fino al 30%, il cosiddetto condono fino a 100.000 euro che quindi non ci sarà. Diventano legge, invece, la definizione agevolata dei verbali di contestazione e degli avvisi di accertamento, la rottamazione ter delle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2017 con un nuovo sistema di rateazione e lo stralcio delle minicartelle fino a 1.000 euro affidate alla riscossione fino al 2010.

Istituita anche la definizione agevolata delle controversie tributarie con il pagamento del 90% dell’importo oggetto del giudizio. Il dovuto per chiudere la procedura scende al 40% se si è ottenuta una sentenza favorevole in primo grado e al 15% in caso di socccombenza dell’Agenzia delle entrate in secondo grado. Si potranno chiudere le pendenza anche in Cassazione pagando il 5% in caso di doppia sentenza conforme nei primi due gradi di giudizio. Prevista la possibilità di definire il contenzioso anche in caso di accoglimento parziale del ricorso.

Arriva anche la sanatoria per le irregolarità formali nelle dichiarazioni con il pagamento di 200 euro per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni.

Sul lato dei controlli, arriva la possibilità per la Guardia di Finanza di accedere, in coordinamento con l’Agenzia delle Entrate, ai dati sui conti correnti anche senza un provvedimento della magistratura.

Fattura elettronica dal 1 gennaio 2019

Il decreto fiscale conferma l’avvio della fatturazione elettronica dal 1 gennaio 2019 sospendendo, però, le sanzioni per ritardi nel primo semestre. La stessa sanzione viene ridotta poi al 20% per le fatture emesse nel trimestre successivo del periodo d’imposta e fino al 30 settembre per chi effettua la liquidazione mensile. Esclusi dall’obbligonel 2019 gli operatori sanitari che utilizzano la tessera sanitaria per la precompilata. Abolita la numerazione progressiva. Dal 1 luglio, poi, le fatture devono essere emesse entro 10 giorni dall’operazione e registrate entro il 15 del mese successivo all’emissione.

Bonus bebé solo per il primo anno

Arriva l’annunciata proroga del bonus bebè per il 2019 ma l’assegno da 960 euro sarà concentrato solo nel primo anno di vita o di adozione del bambino. Per i figli successivi al primo l’importo è aumentato del 20%. Il governo stanzia 204 milioni e altri 240 per il 2020.

Novità per conti dormienti e polizze vita

Il decreto fiscale introduce novità anche per i conti dormienti e le polizze vita e infortuni: le istituzioni finanziarie e le compgnie assicurative dovranno attivarsi per cercare i beneficiari e non semplicemente attendere che arrivino richieste di liquidazione dai titolari e dagli eredi.

Diversi interventi del decreto nel settore bancario e assicurativo. Le banche popolari di Sondrio e di Bari avranno ancora un anno di tempo, per tutto il 2019, per la trasformazione in Spa. Il dl fiscale sposta infatti dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019 il termine per completare la riforma del governo Renzi.

Per quanto riguarda le Bcc, la deroga all’obbligo di aderire ai grandi gruppi unici, previsto dalla riforma del 2016, viene concessa solo alle casse della Federazione provinciale dell’Alto Adige. Solo le casse di Bolzano potranno quindi decidere se adottare sistemi di tutela istituzionale (ovvero il modello tedesco) in alternativa alla costituzione del gruppo bancario cooperativo.

Viene poi semplificata la procedura per la sottoscrizione di azioni delle Bcc e delle banche etiche fino ad un massimo di 1.000 euro che salgono a 2.500 nel caso esista una quota minima per diventare socio superiore ai 1.000 euro.

Le altre misure del Decreto Fiscale

Via libera agli incentvi per l’integrazione delle reti a banda ultralarga di Tim e Open Fiber. La norma prevede tra l’altro, che l’Agcom definisca meccanismi di remunerazione del capitale investito “tenendo conto anche del costo storico degli investimenti effettuati in relazione alle reti di accesso trasferite, della forza lavoro dei soggetti giuridici coinvolti e delle migliori pratiche regolatorie europee e nazionali adottate in altri servizi e industrie a rete”.

Sui trasferimenti di denaro extraeuropei, cioè sulle rimesse degli immigrati, viene introdotta un’imposta dell’1,5% del valore di ogni singola operazione a partire da un importo minimo 10 euro.

Stretta per chi circola in auto senza Rca: secondo le novità introdotte dal decreto fiscale chi viene trovato per la seconda volta in due anni a circolare senza assicurazione, oltre ad una multa raddoppiata, è prevista la sospensione della patente da uno a due mesi ed il fermo amministrativo del veicolo per 45 giorni.

Stanziati 50 milioni di euro per l’anno 2020 con l’obiettivo di attivare interventi volti a ridurre i tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie attraverso “l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica”.

Non dovrà più restituire la plusvalenza realizzata chi ha venduto case popolari a prezzi di mercato e poi si è visto chiedere la restituzione delle somme incassate oltre il prezzo calmierato da una sentenza della Corte di Cassazione. Solo a Roma sono circa 200mila gli immobili interessati.

Viene istituito presso il ministero del Lavoro un tavolo operativo contro il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura. Il tavolo, presieduto dal Ministro è composto da rappresentanti dei ministeri dell’Interno, della Giustizia, delle Politiche agricole, delle infrastrutture, dall’Anpal, dall’Ispettorato nazionale del lavoro, dall’Inps, dal Comando dei carabinieri per la tutela del lavoro, dalla Guardia di finanza, dalle Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, dall’Anci.

La cassa integrazione straordinaria per crisi aziendali consentita alle imprese sotto i 100 dipendenti viene concessa fino a dicembre 2019.

Si riducono le tasse sulle sigarette elettroniche. Viene tagliata l’accisa dal 50% fino al 5% di quella applicata sulle ‘bionde’ tradizionali. Per le e-cig con nicotina l’imposta scende al 10%, mentre per quelle che non la contengono 5%.

Infine sale a 524,6 milioni di euro la dotazione del Fondo istituito presso il ministero dell’Economia per far fronte ai danni causati dalle calamità che hanno colpito l’Italia fra settembre e ottobre. Per il 2019 sono stanziati 474,6 milioni di euro, per il 2020 altri 50 milioni.

Il giallo della patrimoniale

Sta facendo discutere la decisione del governo di non escludere una tassa patrimoniale tra le misure possibili in mano all’esecutivo. Come spiega Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, un ordine del giorno presentato dal deputato Zanettin chiedeva all’esecutivo di escludere l’ipotesi di una patrimoniale per coprire maggior deficit e la spesa per interessi. “Il governo ha detto No a questo impegno – spiega Carfagna – Siamo molto preoccupati”.

Fonte Today

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