Mozzarella di Bufala Dop, una delizia da 1,2 miliardi di euro (di Tony Ardito)

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Dallo studio Svimez sull’impatto socio-economico della Mozzarella di Bufala Campana Dop, presentato a Milano presso Palazzo della Borsa, emerge fra gli altri un dato assai interessante, ovvero la capacità della Mozzarella di Bufala Campana di trattenere valore sul territorio. Un importante asset economico dell’intero Paese, peraltro, non delocalizzabile.

La Bufala Dop è l’emblema di una delle peculiarità del Made in Italy: quella di tutelare e trasfondere antichi saperi in una dimensione moderna e contemporanea. Dopo esser partiti dai dati sulla solidità finanziaria delle imprese della filiera emersi dal rapporto, il successivo passo sarà quello di avviare in tempi brevi un confronto con il sistema creditizio per mettere a punto strumenti ad hoc che consentano di rafforzare gli investimenti in formazione, innovazione e propensione all’export.

Quando si parla di “eccellenze” del settore agroalimentare nostrano, sovente si fa implicito riferimento alle qualità organolettiche di un prodotto. Nel tempo, i prodotti di qualità certificata italiani – i marchi Dop e Igp – son sempre più diventati, oltre che un fiore all’occhiello, un autentico volano, grazie al quale i territori di provenienza beneficiano di importanti ricadute, non solo economiche, e la Mozzarella Dop, non poteva far certo eccezione, anzi.

L’indagine della Svimez è stata compiuta su un campione altamente rappresentativo di imprese produttrici (62 sulle 94 totali iscritte al Consorzio di tutela) e ha messo in evidenza che caseifici e allevamenti iscritti al consorzio hanno realizzato lo scorso anno un fatturato di 577 milioni di euro (con una quota di export del 32%).

Un valore che sul territorio e, quindi, sull’intero indotto ha generato un giro d’affari di 1.218 milioni. Per ogni euro di prodotto fatturato dal Consorzio se ne attivano in termini tecnici 2,1 euro nel sistema economico locale.

Quanto generato dalla filiera bufalina ha una incidenza sul Pil totale delle due provincie chiave della produzione della Mozzarella Dop, Caserta e Salerno, pari all’1,4%. Nelle due aree gli addetti al settore sono ben 11.200. Dall’analisi dei bilanci delle aziende produttrici si denota una cifra rilevante: il valore del margine di impresa si pone decisamente al di sopra di quello medio delle Pmi italiane: 6,3%, rispetto al 4,9%.

Senza addentrarsi oltre nei dettagli tecnici, si può agevolmente asserire che i numeri posizionano la Mozzarella di Bufala Campana tra i principali distretti agroalimentari del Mezzogiorno e la collocano tra i nostri brand di maggiore appeal nel mondo.

Tutto ciò dimostra che puntare sulla qualità produce solo benefici e riverberi virtuosi e traccia un solco green lungo l’intero percorso che dal produttore, attraversa il territorio, fino a giungere sulla tavola del consumatore.

Tony Ardito

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