Cure odontoiatriche: nessun problema in Italia per l’ANDI

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La recente nota dell’OMS che consiglia di rimandare le cure odontoiatriche non urgenti, per contrastare il covid-19, opportuna per i Paesi dove il controllo dell’epidemia non è ancora soddisfacente, mal si confà all’Italia dove l’ osservanza rigorosa delle “Indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la Fase 2 della pandemia di Covid-19”,emanate dal Comitato Tecnico Scientifico nazionale della Protezione civile, ha garantito fin dalla ripresa a regime delle attività odontoiatriche, da maggio 2020, un elevato livello di sicurezza delle cure odontoiatriche che, ad oggi, non ha registrato aumento di contagi tra gli operatori nè tra i pazienti.

Negli studi odontoiatrici tutto il personale usa i dispositivi di protezione monouso (bandane, occhiali, mascherine, visiere, guanti, camici, teli, bicchieri).

Gli ambienti vengono sanificati costantemente e tra un paziente e l’altro. I pazienti vengono ricevuti dopo accurato screening, prima telefonico e poi in sede, e fatti accomodare in sala clinica da soli, dotati di adeguate protezioni monouso. In sala d’attesa è rispettato, veramente, il distanziamento.

In quale altro contesto avviene ciò? Al di là del covid-19, la sicurezza assoluta non esiste in nessun contesto lavorativo. A meno di non voler fermare il mondo, le attività professionali, commerciali e industriali devono riprendere nell’osservanza delle indicazioni delle Istituzioni, che seguono il passo delle conoscenze e dell’evolversi delle problematiche.

Le notizie riguardo la fruizione delle cure mediche, per quanto diffuse da fonti autorevoli (sul covid-19, quante ne ha azzeccate l’OMS ? ) dovrebbero essere attentamente soppesate e contestualizzate alle singole realtà, soprattutto quando possono arrecare pregiudizio alla salute di milioni di cittadini e grave danno economico per centinaia di migliaia di lavoratori, come nel caso di specie, per i riflessi che potrebbero avere.

I circa 60.000 dentisti italiani creano occupazione stimata per 500.000 persone tra segretarie, assistenti di studio, odontotecnici, fornitori e produttori.

Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione, al momento hanno limitato una crisi che sembra inevitabile senza una concreta attenzione politica per il comparto del dentale.

Diversamente non sono da escludersi migliaia di licenziamenti.

In questo frangente è importante che il comparto del dentale (odontoiatri, ASO, odontotecnici, personale, fornitori e produttori) sia unito e si faccia sentire nelle sedi istituzionali ma anche nelle sedi di partito, di tutti i partiti, dove possibile arrivare anche con amicizie personali.

Salerno percorrerà tutte le strade per porre all’attenzione dei politici la sofferenza del settore e lo stato imminente di crisi, sensibilizzandoli ad una specifica e concreta attenzione.

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