Stadio Vestuti di Salerno: “restyling business model” di Antonio Sanges

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Amministrazione Comunale e Salernitana Calcio “in partnership” per determinare un progetto aziendale, finalizzato al restyling dello Stadio Vestuti di Salerno? Il vecchio impianto di Piazza Casalbore al pari dello Stadio Renato Dall’Ara di Bologna, Ennio Tardini di Parma e Artemio Franchi di Firenze?

In tema di “restyling degli stadi di interesse storico”, bisogna far riferimento alla “proposta di legge datata maggio 2020”, secondo la quale, tali impianti , potrebbero essere ristrutturati con la sola delibera dell’Amministrazione Comunale,

Il “progetto di restyling” autorizzato dalle Soprintendenze, dovrà mantenere le parti esterne del precedente stadio, in grado di assicurarne la memoria storica e la tradizione architettonica.

Grazie all’operazione “restyling”, i cittadini di Salerno ed i tifosi granata, potrebbero diventare “sostenitori” di un nuovo modello di governance, che in tema di fenomeno sociale, coinvolga direttamente il territorio, le istituzioni, le scuole, le associazioni di categoria.

A regime, il “restyling” dell’impianto di piazza Casalbore, aumenterebbe il Pil cittadino l’occupazione, e la cultura sportiva nella città di Salerno, diventando un “brand nazionale” con relativa attrazione turistica.

La ristrutturazione dello Stadio Vestuti, determinerebbe per il territorio di riferimento  “nuovi ricavi” derivanti da: store ufficiale del club granata, sede del club di calcio ed altre società sportive, museo dello sport cittadino e della storia granata, concerti eventi, centri sportivi,  organizzazione di partite di calcio  di squadre  dilettantistiche e giovanili.

Nei ricordi dello Stadio Vestuti, troviamo in ordine di tempo, la partita Salernitana vs Taranto giocata il 03 giugno 1990, la quale risulta essere stata l’ultima partita giocata dal club granata nell’impianto di piazza Casalbore.

Al termine di quella gara la formazione di mister Giancarlo Ansaloni e del Presidente Giuseppe Soglia con Agostino Di Bartolomei in campo e Bruno Carmando come massaggiatore, dopo 23 anni di permanenza in terza serie, conquistò la promozione in Serie B.

La rosa dei calciatori della Salernitana del Campionato 1989/1990 Serie C1 risultava essere la seguente, portieri: (Battara Massimo, Mancuso Matteo e Nieri Enrico); difensori: (Barrella Raffaele, Della Pietra Carmine, Di Sarno Giuseppe, Ferrara Ciro, Gallo Enrico, Incarbona Bruno, Somma Mario, Torri Giampietro); centrocampisti: (Amato Michele, Della Monica Francesco, Di Bartolomei Agostino, Di Battista Giacinto, Donatelli Giuseppe, Mauro Luciano, Pecoraro Scanio Marco, Saracino Vincenzo e Visca Fabio); attaccanti: (Carruezzo Eupremio, Gagliano Vincenzo, Gonano Luca, Lucchetti Maurizio, Memoli Nicola, Vaccaro Ernesto e Zennaro Adelino).

La classifica del Campionato 1989/1990 Serie C1 – girone B-: Taranto al primo posto con punti 48 e la Salernitana al secondo posto con punti 46. di seguito: Casertana e Giarre con 44 punti; Palermo con 43 punti; Catania e Casarano con 39 punti; Ternana 38; Perugia e F.Andria a pari merito con 33 punti; Monopoli e Siracusa 30; Torres con 28 punti; Campania e Brindisi 27; Sanbenedettese 22; Francavilla con 21 punti ed Ischia con 18 punti.

Stadio Vestuti: “business model vincente”?

di Antonio Sanges – Dottore Commercialista

8 Commenti

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  • Brand nazionale? Ma e cchè? Ma nu dicit strunzat!!! A vocc è tropp nu bellu strument!!
    Demolizione totale del glorioso stadio LITTORIO, posti auto o box al piano -1 e -2, campi da calcetto e parco…
    Ah dimenticavo, SOPPRESSIONE DELLE SOVRAINTENDENZE.. cancro x qst paese

  • I vari commenti sono frutto di ignoranza ed è probabile che questa specie umana in via di estinzione non ne di Salerno né della provincia, non sanno cosa significa lastoria di una città nonché la sua memoria, fuori i cafoni da Salerno, andate via, andate via tornate nelle vostre tane buonasera e W salerno

  • Il commento di Salernitano doc esemplifica il modo di ragionare del pisciaiuolo medio che nella testa ha solo la Salernitana e il panino con la meveza. Il centro storico alto con testimonianze millenarie va a pezzi e qui c’è gente che si batte per lasciare un rudere d’epoca fascista nel bel mezzo della parte più congestionata di una città già in fondo a tutte le classifiche per mancanza di spazio verdi.

  • Come Salernitano e vecchio tifoso della Salernitana , sono totalmente d’accordo con Salernitano doc.

  • C’è un progetto, ancora non avviato, e, purtroppo, a Salerno sono tante le cose ferme al palo… ahimè

  • Non ci vedo niente di storico. Cosa c’è da conservare!? Si avvii un bel progetto di parcheggi e attrezzature per lo sport, ma un po’ meglio di quello che hanno fatto al Trincerone!

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