Lavoro, la regola non conferma l’eccezione (di Tony Ardito)

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Microsoft Giappone ha adottato una settimana lavorativa di quattro giorni registrando risultati considerati sorprendenti, con una impennata della produttività del 40% rispetto al precedente periodo di riferimento e con l’ulteriore vantaggio di vedere appagati e felici il 92% dei propri dipendenti.

Un test che ha confermato ciò che da tempo emerge da precedenti, analoghe esperienze, secondo cui le ore ottimali di lavoro settimanale, per mantenere alta la produttività, sarebbero 25. Dunque, lavorare di meno rende meno stressati, meno stanchi e più produttivi.

Grazie al progetto Work Life Choice Challenge, sperimentato la scorsa estate, allo scopo di apportare un maggiore equilibrio nei dipendenti tra vita privata e professionale, il personale della sede Microsoft di Tokyo si è ritrovato con il venerdì pagato al pari di un giorno di ferie.

Un esperimento, quello voluto dal colosso americano che ha rilevato dati assai interessanti, proprio in termini di profitto. Non solo si è aumentata la produttività, ma si è avuto un netto taglio sui costi, con un risparmio di energia elettrica del 23% e del 58% sulla carta. Non a caso, considerati gli esiti, a Tokyo si è pensato di replicare la prova in inverno. Tutto questo rappresenta un coraggioso cambio di passo e, soprattutto, un diverso e nuovo approccio mentale alla vita aziendale.

La iniziativa del gruppo capitanato dal magnate statunitense, Bill Gates, mi ha fatto subito pensare a casa nostra, alle iniquità ed alle condizioni di disagio nelle quali sovente operano i lavoratori privati e talvolta pure pubblici, ma anche ad esempi virtuosi, come quello dell’imprenditore umbro, Brunello Cucinelli, promotore di un modello innovativo d’impresa che pone al centro il valore umano, in cui il profitto diventa un mezzo per ottenere il vero bene: il miglioramento della vita di chi lavora.

Nel borgo di Solomeo, i dipendenti svolgono le proprie mansioni dalle 8:30 alle 17:30; dispongono di una mensa nella quale fare pausa pranzo di un’ora e mezza e di una ricca libreria.

Godono di un bonus per la cultura: le spese per i libri, il cinema, il teatro, le gite ai musei, sono interamente rimborsate dall’azienda, perché tra i suoi scopi c’è quello di incentivare la riscoperta del patrimonio di incomparabile bellezza custodito in Italia. Un sistema che si incentra sulla identità valoriale e sulla sostenibilità d’impresa; visione composta da pochi ed essenziali obiettivi, coerenti con il comportamento della impresa responsabile.

Qualunque sia il modello economico a cui una società si ispiri c’è un principio etico dal quale, in nessun dove, non si dovrebbe mai prescindere: il bene dell’uomo è primario e non può essere sottomesso a quello economico. Il problema è che il nostro Paese sta attraversando una contingenza per i cui effetti aumenta il numero di coloro che non puntano nemmeno più a difendere un qualche benefit, ma il diritto e la dignità stessi del lavoro.

di Tony Ardito

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