Salerno, il settore commercio verso il default: “Subito un sostegno o è la fine”

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Siamo dinnanzi ad un momento storico di estrema criticità che ha coinvolto il paese in tutti i suoi settori, costringendo ciascuno ad uno stravolgimento nel proprio stile di vita.Non mi esprimerò sull’emergenza sanitaria,di cui riconosco la drammaticità,in quanto privo delle dovute competenze per poterlo fare,ma non posso esimermi dal commentare le ripercussioni della stessa sull’economia,in particolare delle piccole imprese. È innegabile infatti che indipendentemente dal fatturato dell’azienda, la crisi non ne guardi le dimensioni,colpendo tutti!
Da Marzo ad oggi non possiamo segnalare alcun rimbalzo per i negozi. Il settore dettaglio continua a registrare risultati in calo e forti perdite, rafforzando i timori di una progressiva desertificazione delle città. Il contraccolpo causato dalla chiusura alle 18:00 degli esercizi di somministrazione è stato devastante. A questo   aggiungiamo che il lavoro agile, meglio conosciuto come smart working, svuotando gli uffici ha contribuito ancora di più allo svuotamento delle strade,producendo quella che possiamo definire “Tempesta Perfetta”.
Il piccolo commercio, il piccolo bar, il piccolo ristorante sono patrimonio delle città, svolgono un ruolo sociale favorendo e sviluppando relazioni. È per questo motivo che Governo Centrale, Regionale e Cittadino devono proteggerlo e tutelarlo. Sarebbe stato importante che gli organi competenti si facessero portavoce di messaggi diretti e privi di ambivalenze,invitando i cittadini ad assumere comportamenti prudenti,volti a minimizzare la possibilità di contrarre il virus ma al contempo sostenendo tutte quelle attività che si sono impegnate con scrupolosità nel rispettare le normative imposte in materia di prevenzione al fine di tutelare la propria “azienda” ed il bene collettivo.Non  è un segreto che se entra in sofferenza uno di questi comparti strategici si trascina dietro tutti gli altri. E così è stato e lo è stato da subito. Il calo degli acquisti ha toccato l’80% con punte del 90%. Significa che all’improvviso non abbiamo più lavorato. Allora meglio chiudere.
Il primo lockdown è arrivato all’improvviso ed è stato accettato. Il secondo invece ha rappresentato una sconfitta della politica, del Governo Centrale, Rgionale e Cittadino.
Questa pandemia è asimmetrica e il mondo del lavoro è stato così diviso tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, rappresentando la punta dell’Iceberg.
Salerno “città salotto” è oggi solo un ricordo risalente a 15 anni fa. Ad oggi è un mero susseguirsi di vetrine spente, simbolo della crisi che ha colpito il commercio. È inutile, anacronistico, non rendersi conto o far finta di nulla alimentando così un meccanismo i cui ingranaggi sembrano non funzionare più.
Il quadro che abbiamo davanti comincia ad assumere aspetti inquietanti. Stiamo andando incontro alla più grande, profonda e devastante crisi economica dalla fine della seconda guerra mondiale.
E allora più che fase 2 si doveva parlare di fase 0 ovvero quella della ricostruzione, della pianificazione, agire con rapidità e non farsi trovare impreparati… ed invece è accaduto esattamente il contrario.
L’emergenza sanitaria e gli ultimi DPCM hanno soltanto dato il colpo di grazia ad un settore sempre più in difficoltà.
Solo le evoluzioni delle prossime settimane potranno fornirci elementi utili per giudicare la fondatezza dei provvedimenti del Governo Centrale.
Faccio un appello ai nostri governanti, Regione e Governo Centrale, perché si facciano carico le casse dello Stato dei fattori di produzione inalienabili e si ristori ciascun libero imprenditore e professionista con immediatezza, di ogni sofferenza economica subita nell’intento di proteggere le comunità dagli effetti mortali della pandemia. Perché se è vero che senza salute non può esserci un economia florida è senza dubbio inopinabile che senza un piano di interventi chiaro e sollecito che funga da spinta propulsiva all’economia del nostro Paese, sarà difficile guardare al futuro con ottimismo e speranza.
In questo delicato momento, alla luce delle ultime decisioni assunte, noi imprenditori vogliamo semplicemente che con immediatezza ci arrivino i tangibili sostegni che pure vengono riconosciuti agli statali ed in parte a tutte le categorie dipendenti. Il “rischio” imprenditoriale non può dipendere da volontà politiche sia che esse siano condivisibili che non.
Lo scrive in una nota la Zenzero Conceptstore Salerno

3 Commenti

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  • Qualcuno di voi meriterebbe gli aiuti “non fiscali”, proprio come gli scontrini “non fiscali” che fino a ieri continuavate a battere.
    Chest’è.

  • Chiamasi rischio d’impresa…..i tempi d’oro? Nessuno diceva mezza parola giusto?

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