Incompatibilità Sindaco De Luca, slitta la decisione di oltre un mese

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Tribunale-_udienza_De_Luca_incompatibilitàIniziata alle 13.20 slitta nuovamente la decisione sulla incompatibilità del Sindaco Vincenzo De Luca oggi in discussione presso la Corte d’Appello di Salerno. Dopo la relazione del Procuratore Generale Fioretti, la Corte si è riservata di decidere in un arco temporale che va dai 20 ai 40 giorni per depositare conclusioni e repliche e sentenziare sull’incompatibilità fra le cariche di sindaco di Salerno e sottosegretario ai trasporti (nel governo Letta) per Vincenzo De Luca. Nell’udienza di oggi la Corte d’Appello ha deciso di chiudere la discussione concedendo 20 giorni per il deposito delle memorie conclusive e altri 20 per le repliche.

La Procura di Salerno aveva chiesto di confermare la decadenza di Vincenzo De Luca ma il tutto è stato rinviato al 18 Novembre. Fioretti ha ribadito in aula la complessità dell’argomento ed anche a Novembre non sono esclusi ulteriori rinvii. Erano due le strade tracciate dal codice per l’udienza d’appello sulla decadenza del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Il collegio giudicante poteva procedere come ha fatto oppure, e questa era l’alternativa meno seguita nella prassi, mandare tutto direttamente in decisione: vale a dire emettere una sentenza. L’udienza di oggi, rinviata il 2 ottobre scorso dopo un primo duello tra i legali del sindaco, dei ricorrenti a sostegno del primo cittadino e dei parlamentari cinquestelle, nasce dalla incompatibilità presunta tra la carica di primo cittadino e quella di viceministro ricoperte da De Luca sin da maggio 2013 e fino al termine del governo Letta. In primo grado è stato dichiarato decaduto con sospensione degli effetti della sentenza per il ricorso in Appello.

“Siamo in presenza di un provvedimento del tribunale, poi impugnato, perfettamente motivato. Avendo giurato a maggio 2013 ha posto in essere un condizione di incompatibilità che ha portato alla decadenza di gennaio 2014. Una condizione prevista dalla legge. La Procura generale non ritiene sia possibile invocare la cessazione del contendere nonostante non sia stato confermato dal Governo Renzi e non sia diventato vice ministro. Chiedo quindi di confermare il provvedimento di decadenza per violazione articolo 13 della legge 148 con effetto retroattivo”. Lo ha detto il pm Fioretti. Dopo il deposito delle conclusioni scritte degli avvocati Caramanno, Avossa e Marchese con quest’ultima che aveva chiesto la discussione orale la Corte si è riservata di decidere tra 20 giorni dopo precisazioni e conclusioni ed altri 20 per le repliche e le relative conclusioni.

Oggi in aula erano presenti il senatore del Movimento Cinque Stelle, Andrea Cioffi, e la deputata del M5S, Silvia Giordano. “Sono soddisfatta – ha detto Giordano – perchè il collegio ha dimezzato i tempi stabilendo un termine di 40 giorni e non di 80, come qualcuno ipotizzava”. Per il sen. Cioffi invece “i tempi della giustizia restano lunghi. Invece di decidere oggi – ha detto – dobbiamo aspettare altri 40 giorni”.

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