Lega Pro: dopo 18 anni finisce un’era, Macalli si dimette

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Macalli_LegaMario Macalli ha rassegnato le dimissioni da presidente della Lega Pro. Con lui si è dimesso tutto il consiglio direttivo. Una decisione che segue di qualche giorno la bocciatura da parte dell’assemblea di Lega Pro del bilancio della stagione 2013/14 con 38 club contrari su 69 votanti. Si era trattato della seconda bocciatura consecutiva dopo quella di fine anno. A questo punto iniziano a prendere consistenza le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, che aveva ipotizzato un commissariamento della Lega Pro.


 “Le dimissioni? Se c’è la convinzione che qualcosa non quadra è meglio farsi da parte. In me non c’è nessuna delusione, ho tante società che fanno parte di questo campionato, molto virtuose e amiche. Non ho problemi di numeri, i problemi nascono quando si prendono ordini a pagamento”, spiega Mario Macalli, motivando così la sua decisione. “Il discorso è che forse questo è un mondo cambiato, chi governa deve sempre lasciare spazio ad altri che non governano. Oggi ho letto cose che sono allucinanti…”, prosegue, riferendosi al no della Figc ad accettare una fideiussione unica a garanzia delle 60 società di Lega Pro anzichè una fideiussione per società.

“E’ il no di personaggi squallidi, ma non pensino di non rendere conto di questo – conclude -. Lo faranno nelle sedi giuste. Noi non facciamo finanza creativa, non ci sono garanzie più idonee e regolari di quelle che abbiamo offerto e infatti verranno approvate”. Intanto martedì il consiglio federale della Figc dovrà nominare un commissario che porterà la Lega Pro a nuove elezioni, anche se Macalli esclude la possibilità di ricandidarsi: “Non siamo mica matti. Ho fatto per tanti anni il mio lavoro all’interno dell’istituzione, quasi ad esaurimento fisico. Non sono mai andato a chinare la testa di fronte a nessuno. Se ho chiuso con il calcio? Sì. Volevo farlo prima e ho dei rimorsi. Ma quando si ha un impegno bisogna portarlo avanti”.

” Nella vita abbiamo delle priorità, in questo momento le mie non hanno nulla a che vedere con il calcio. Devo dare il valore alle cose cui sono più affezionato. Specialmente con questo calcio in Italia”.  Il vice presidente della Figc era stato inibito dalla Federcalcio fino al 31 agosto per il caso legato ai marchi del Pergocrema, sentenza confermata anche dal Collegio di garanzia del Coni. “La sentenza la rispetto anche se non mi trovo d’accordo e ricordo che la Cassazione per quella vicenda mi ha assolto”, ha concluso Macalli.

LaRepubblica

 

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3 COMMENTI

  1. nel sedere e parla di dimissione, ma che faccio di c….o, chiude con la riforma della lega pro ed un totale fallimento, sotto di lui con lacrime e sangue si è passati da 5 gironi tra serie C1 e C2 a 3 gironi di lega pro, con tanti pseudo professionisti ultra trentenni a spasso con decine di squadre fallite, durante la sua gestione: ultima notizia di ieri, su 60 squadre aventi diritto, 5 non si sono proprio iscritte, tra cui il barletta e 12 sono sub-judice per le fideujssioni, tra cui benevento, matera paganese… ma dai .. ma dai.. per la redazione indagate un pò su che buonuscita e\o vitalizio prenderà per questo totale fallimento. Ricordo che uno dei cambiamenti che fece l’anno scorso è stato quello di togliere la vittoria in caso di parità per la squadra meglio classificata nei play off, regola che esisteva da 20 anni in C adottata anche dalla B da quando fanno i play-off, proprio la stessa regola che ha concesso al Bologna con due pari di superare avellino e pescara in serie B, come è stato per tanti anni, solo per ostacolare la salernitana, nel caso non vincesse il campionato e arrivasse seconda….sto gran pezzo di m……….

  2. Dopo 18 anni si e’accorto di essere un incapace , non e’ mai troppo tardi, certo la poltrona fa comodo. Grillo vuole fare il politometro , io gli suggerisco di fare anche lo SPORTOMETRO , giusto per vedere questa gente cosa aveva prima di entrare nel mondo del pallone e che cosa ha adesso, ci faremmo delle risate.

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