Celebrazioni Sbarco: ai Barbuti di Salerno la proiezione del Film “Terra Bruciata”

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Nell’ambito della XXXIII edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, organizzata dalla Bottega San Lazzaro, proseguono le celebrazioni per il 75esimo anniversario dello sbarco degli Alleati del 1943. Venerdì 14 settembre, alle 20.30, alla presenza del regista Luca Gianfrancesco e degli attori del cast verrà proiettato il film-documentario “ Terra Bruciata”, distribuito dall’Istituto Luce. Ingresso libero.

La produzione cinematografica apre una nuova pagina del racconto della Resistenza e della ferocia nazista in Italia: quella del dramma e dell’azione delle comunità della Campania. La mattina del 1° novembre 1943, a Conca della Campania, un minuscolo borgo della provincia di Caserta, 19 civili vengono trucidati da una pattuglia di militari tedeschi. Graziella Di Gasparro, figlia di uno dei caduti, lotta da anni per tener viva la memoria di quell’eccidio dimenticato.

L’assassinio del padre di Graziella fu il terribile epilogo della brutale occupazione del territorio che l’esercito tedesco mise in essere in tutta la Campania centrosettentrionale, a partire dall’8 settembre, data dell’armistizio. Il casertano – primo territorio italiano ad essere dichiarato “Zona di Operazioni” – dovette sperimentare la devastante onda d’urto delle leggi di guerra germaniche che si accanirono contro la popolazione civile.

L’esautorazione delle istituzioni, le razzie dei beni di consumo, il rastrellamento e la deportazione degli uomini abili verso i campi di lavoro in Germania – furono circa 21.000 – la devastazione degli impianti produttivi e delle abitazioni civili sono le condizioni nelle quali maturarono le ragioni che diedero vita alle prime azioni di resistenza organizzate dai civili in Italia. Dopo le Quattro Giornate di Napoli, a Riardo, un piccolo centro a pochi chilometri da Capua, una banda Partigiana riesce a scacciare con le armi i tedeschi dalla cittadina. Mentre le istituzioni e gli abitanti di Tora e Piccilli, con il silenzio, salvano una cinquantina di ebrei dalla deportazione.

E’ proprio in risposta a questa insubordinazione, ormai diffusa sul tutto il territorio, che i comandi tedeschi danno libero sfogo a un inedito campionario di violenze contro la popolazione civile, il primo laboratorio di future violenze che devasteranno il paese. Da qui nasceranno anche alcune delle prime forme di resistenza, ribellione e solidarietà. 

Sabato 15 settembre, alle ore 21.00, dopo la parata sul Lungomare Trieste di Salerno, si esibirà al Teatro delle Arti di Salerno la U.S. Naval Forces Europe Band. (Ingresso libero). La Band si è costituita nell’aprile del 2007, unendo il personale e le capacità operative delle due bande militari U.S. in Italia nell’area di Napoli: la Allied Forces Band Naples e la U.S. Sixth Fleet Band.

Unica organizzazione musicale ufficiale della marina degli Stati Uniti in Europa e Africa, è un ensemble di musicisti professionisti, nonché militari di carriera che orgogliosamente rappresentano la Marina degli U.S.A. ed il corpo dei marines, come anche i partners alleati, con i musicisti militari del Regno Unito, Grecia e Italia. Attraente e piacevole mezzo musicale, strumento di diplomazia, la Band si esibisce dal vivo per oltre un milione di persone ed in televisione per oltre sessanta milioni di spettatori attraverso più di 40 Paesi.

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1 COMMENTO

  1. Le atrocità (bombardamenti a tappeto, stupri, saccheggi) furono compiute in prevalenza dai cosiddetti invasori “Alleati” definiti liberatori (come oggi in Siria, Libia, Iraq, Jugoslavia, Ucraina ecc. l’esercito ribelle definito di liberazione foraggiato dall’altrettanto famosa “coalizione” contro i governi leggittimi).
    I morti provocati dagli “Alleati” non contano e non si commemorano, neanche si cercano i colpevoli perchè per legge non sono punibili, hanno vinto la guerra e scritto i libri di storia per noi e per i nostri ragazzi a modo loro. Pure le atomiche sganciate sono arrivate sui banchi di scuola come se fossero caramelle e cioccolato lanciate dal cielo.
    Lasciate perdere di raccontare frignacce

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