La tavola pasquale tra tradizione e fede (di Tony Ardito)

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Agnello e capretto, torta pasqualina e casatiello, lasagne verdi e brodo di gallina. Da un capo all’altro del Paese, neppure a Pasqua potranno mancare i piatti della rigogliosa tradizione culinaria italiana.

Ma in concomitanza con la festa cristiana e i riti primaverili sono i dolci a salire sul podio dell’offerta gastronomica: colombe, uova e tanto altro, a cominciare dalla pastiera napoletana.

Glassa di mandorle sottilissima, granella di zucchero e mandorle pelate a coprire un dolce soffice dall’impasto giallo intenso, cui qualche produttore aggiunge uva passa e/o canditi e la colomba della tradizione è servita. Questa immancabile leccornia della tavola pasquale nel terzo millennio si è impreziosita con l’utilizzo del lievito madre, che la rende più morbida e digeribile e leggermente acidula al gusto.

Gli approvvigionamenti son già iniziati da fine marzo scorso; in base ad una indagine condotta dalla CNA Agroalimentare tra gli iscritti, per Pasqua 2019 due famiglie italiane su tre consumeranno perlomeno una colomba.

Le colombe industriali, in considerevole maggioranza per quantità, rimangono in testa anche per valore. Ma sono ormai tallonate da quelle artigianali e semi-industriali. 90 milioni contro 80 milioni vale il rispettivo giro d’affari. Secondo la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, ai 170 complessivi che si spenderanno per le colombe, andranno sommati 250 milioni per le uova.

Sul mercato sono arrivate anche le colombe senza glutine. Numerose le varianti per quanti vogliono innovare, introducendo farce diverse (cioccolato il più gettonato, ma anche tiramisù) o, più raramente, gusti del tutto nuovi, a esempio frutta esotica candita.

Noi italiani, malgrado tutto, rinnoviamo il piacere delle tradizioni nel nome della qualità e della genuinità. Forse acquisteremo qualche prodotto in meno per imbandire la tavola, ma la gran parte sarà rigorosamente di fascia eccellente e in prevalenza Made in Italy.

Dunque, anche la Pasqua 2019 si prospetta all’insegna della Dieta Mediterranea per regalare a noi ed ai nostri commensali il miglior menù possibile. Non bisogna, tuttavia, mai trascurare le ragioni vere e profonde che, al di là del piacere e della convivialità, ci dovrebbero tenere insieme.

La parola Pasqua deriva dal greco: pascha, a sua volta dall’aramaico pasah e significa “passare oltre”. Gli Ebrei ricordavano il passaggio attraverso il mar Rosso dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione. Per i cristiani è la festa del passaggio dalla morte alla vita di Gesù Cristo.

Può forse apparire pleonastico, ma credo sia giusto tenerlo sempre a mente.

Tony Ardito

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