Meningite: migliora paziente ricoverato al Ruggi di Salerno

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“Il paziente attualmente è in discrete condizioni, è senza febbre ed è cosciente. Siamo abbastanza soddisfatti delle sue condizioni di salute”. A dirlo Nicola Boffa primario Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona nel cui reparto è ricoverato il cinquantenne di Cava de’ Tirreni colpito da meningite.

Il paziente miglior, stando alle parole del primario che esclude relazioni con il caso di meningite che aveva colpito un bimbo di quattro anni: “non ci risulta un collegamento tra i due casi. Ad ogni modo, sarà compito degli uffici territoriali di profilassi di capire quale tipo di situazioni si sono venute a creare. Nel caso del paziente cinquantenne – aggiunge – non è stata fatta una tipizzazione completa del ceppo; i campioni verranno inviati al più presto all’Istituto Superiore di Sanità che provvederà in al senso.




Al momento è confermata la presenza del meningococco ma non conosciamo il ceppo così come non sappiamo stabilire se sia lo stesso di quello del bambino. In Italia, attualmente, circolano il ceppo B e C. Negli ultimi due anni, due casi su tre sono dovuti al ceppo C e uno su tre a quello B, per un totale di circa duecento casi annui in Italia quindi non paragonabili ad una epidemia. In Campania – sottolinea – non abbiamo registrato più casi del solito; mentre ci sono state più situazioni in Toscana. Quattro o cinque casi, in una regione come la nostra, sono normali.

Negli ultimi anni è stata fatta una campagna contro le vaccinazioni che ha diminuito la copertura vaccinale nei confronti di diversi patogeni soprattutto virali, tanto che noi nel 2016 abbiamo osservato ben cinque casi di morbillo, con complicanze anche piuttosto gravi, cosa che non capitava da anni. Al di là delle meningiti, inviterei i genitori a far vaccinare i propri figli in maniera adeguata”.

Secondo il direttore sanitario Nicola Silvestri: “in questo momento non vi sono elementi che possano far pensare ad elementi di foci epidemici sia nella provincia di Salerno che in tutta la Campania. L’unico focolaio che il ministero ha posto sotto controllo è quello evidenziato già da qualche tempo in Toscana, ma non tocca le altre regioni italiane. L’azienda ospedaliera, in ogni caso, è pronta, proprio come lo è tutta la regione perché è stato rinnovato il protocollo emanato dall’Istituto superiore di Sanità per la sorveglianza dei casi sospetti o accertati”.

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