Calcio: morto all’età di 71 anni l’allenanore Mondonico

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Emiliano Mondonico, uno degli allenatori più amati del calcio italiano, è morto all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove era ricoverato da qualche giorno. nato 71 anni fa a Rivolta d’Adda, nel Cremonese, esordì come allenatore nel 1979 sulla panchina delle giovanili della Cremonese, passando poi ad allenare l’Atalanta in serie B e il Torino in A. Malato da 8 anni, si era sottoposto a diversi interventi, ma da circa un mese il cancro era tornato.

CHI ERA MONDONICO. 

Gazzetta.it lo descrive così: «Lottava col cancro da sette anni, lottava con rabbia come quando era in panchina. Emiliano Mondonico era così, un’icona nazional-popolare del calcio pane e salame. Generoso, ribelle, spiazzante, mai banale. Quello che, da giocatore, si faceva squalificare apposta per non perdere il concerto dei Rolling Stones al Palalido di Milano. Ma che amava anche i Beatles, tanto da aver sperato fino all’ultimo di seguire a Liverpool l’amata Atalanta che lo scorso dicembre ha umiliato l’Everton.

Quello che nella sera della finale Uefa del Torino ad Amsterdam alzava la sedia per protestare contro l’arbitro. Nell’immaginario collettivo quel gesto è diventato il simbolo di chi non sopportava le ingiustizie: dopo la prima operazione, decine di granata si ritrovarono al Filadelfia, che era ancora un rudere, alzando una sedia… A Firenze, poi, gli hanno dedicato una via. Amatissimo, oltre i colori della maglia.

“Ci sono trenta possibilità su cento che la Bestia ritorni”, aveva detto qualche mese fa pensando al controllo di febbraio. Dopo quattro interventi, l’asportazione di una massa tumorale di sei chili, di un rene, di un pezzo di intestino, aspettava la Bestia con il solito coraggio. “Il calcio mi dà la forza di per continuare la sfida”, diceva e ripeteva a chi lo conosceva e lo amava. Aveva compiuto 71 anni appena 20 giorni fa».

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1 COMMENTO

  1. Allenatore e uomo della più bella epoca del calcio Italiano. Sempre garbato ma determinato. Meritava rispetto che non lesinava ad ogni avversario. La notizia mi ha addolorato anche perché la “bestia” è un male che conduce alla morte nel modo peggiore, dando la possibilità alle persone di riflettere in modo troppo lucido sull’unico e irrisolvibile problema della vita. RIP

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