Avvicendamento appalti: ultimatum Fit Cisl a sindaci salernitani

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Rispetto della clausola sociale per l’avvicendamento negli appalti del settore di igiene Ambientale. A chiederlo sono i vertici della Fit Cisl regionale e salernitana che, in una lettera al presidente dell’Anac, ai vertici della prefettura di Salerno, al vice presidente della Regione Campania, al responsabile dell’Ente d’Ambito Salerno e ai sindaci di Acerno, Altavilla Silentina, Castiglione dei Genovesi, Cetara, Conca de’ Marini, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Rovella, Pontecagnano Faiano, Praiano, Scala e Tramonti, chiedono l’applicazione della legge in merito ai molteplici passaggi di cantiere effettuati sul territorio.

“L’Ente Appaltante deve prevedere nella documentazione di gara l’obbligo di accettazione della disciplina della clausole sociali previste, nonché l’applicazione del contratto collettivo di settore”, hanno detto i segretari Ezio Monetta e Alfonso Langella. “Nel settore di Igiene Ambientale queste tutele sono contenute nel testo Unico Ambientale, nel contratto di categoria e anche nella legge regionale 14 del 2016 e, oltre alla clausola sociale, si ribadisce una priorità di collocazione del personale ponendo un divieto di assunzione nel settore.

Le tutele sono inserite anche nel Codice degli Appalti, con l’articolo 50 che prevede specifiche clausole sociali di tutela occupazionale per gli affidamenti dei contratti di concessione, d’appalto di lavori e servizi e l’applicazione, da parte dell’aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore”.

Secondo i sindacalisti della Fit Cisl, la “clausola sociale” del Codice degli appalti costringerebbe l’appaltatore ad assumere il personale del precedente affidatario, incidendo sulla volontà di scelta delle maestranze e lasciando l’autonomia organizzativa, che viene monitorata dalla stazione appaltante attraverso gli obblighi contrattuali.

“Per quanto disposto dal dettato normativo citato è fondamentale ed opportuno considerarle negli appalti, effettuati e da effettuare, la ricollocazione di tutto il personale per garantire la validità degli stessi”, hanno continuato Monetta e Langella. “Le società che hanno partecipato ai bandi di affidamento dei servizi del settore spazzamento e raccolta sul territorio salernitano, dovevano ritrovare nei bandi l’inserimento di una clausola sociale, che obbligava all’assunzione dell’interno personale del precedente affidatario già in forza presso la pubblica amministrazione appaltante ai sensi dell’articolo 50 del Codice degli Appalti”.

In molti passaggi di appalti del settore di Igiene Ambientale avvenuti sul territorio, l’assunzione di tutti i lavoratori dell’appaltatore uscente è stata richiesta dalla Fit Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali, ma, con pretesti relativi alla compatibilità con l’organizzazione delle società aggiudicatarie, non sono state trasferite spesso le unità amministrative.

“Tutto questo appare inammissibile ed incomprensibile in considerazione che, nei canoni versati dalle

Amministrazione servite erano e sono inserite le somme necessarie al pagamento delle spettanze di tutto

il personale operativo ed amministrativo”, hanno concluso i segretari cislini. “Pertanto le cifre destinate ai servizi messi a gara ed inseriti nei vari bandi pubblicati dagli Enti Appaltanti, contengono di fatto, il pagamento della quota riferita ai servizi amministrativi, e di conseguenza anche il passaggio di cantiere doveva e deve essere automatico garantendo che questo personale sia trasferito alla società subentrante per le attività necessarie al corretto funzionamento.

Al momento. vista la situazione emergenziale che si sta definendo con la dismissione dei vari Consorzi di Bacino del territorio, diffidiamo le Amministrazioni che si apprestano ad effettuare affidamenti di servizi riconducibili a quelli di raccolta e smaltimento del settore igiene ambientale in cui non verranno inserite unità amministrative.

Come Fit Cisl, a tutela del personale di settore, attiveremo le dovute verifiche necessarie per valutare l’annullamento dei passaggi di cantieri avvenuti in modo difforme ed in contrasto rispetto al dettato normativo”.

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